La scuola Papa Giovanni XXIII
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Scuola: dal prossimo anno si cambia

Approvato dalla Regione Puglia il piano di dimensionamento scolastico

La Regione Puglia ha confermato. Dal prossimo anno scolastico Giovinazzo avrà due Istituti Comprensivi secondo il piano approvato dall'amministrazione comunale lo scorso 20 novembre. Un piano che prevede gli accorpamenti delle scuole primarie e medie, non più sottodimensionati, e quindi con dirigenti titolari e non più reggenti.

E così il primo "I circolo didattico" sarà composto dalla scuola "San Giovanni Bosco", dalla scuola dell'infanzia "San Tommaso" e dalla scuola secondaria inferiore "Michelangelo Buonarroti", per un totale di 828 alunni. Il "II circolo didattico" sarà formato dalla scuola primaria "don Saverio Bavaro" insieme alla scuola dell'infanzia che è ospitata nella stessa struttura, dalla "Papa Giovanni XIII" e la scuola secondaria inferiore "Guglielmo Marconi", per un totale di 1.063 allievi. È utile ricordare che un Istituto Comprensivo per essere autonomo deve contare non meno di 600 alunni a cui deve essere garantita la continuità didattica.

Soddisfazione dell'assessore Michele Sollecito. «Con i nascenti Istituti Comprensivi - ha affermato - abbiamo risolto un problema che si trascinava da anni. Ossia la presenza nella nostra città di istituti scolastici sottodimensionati. Ora bisogna subito mettersi al lavoro per permettere a studenti, docenti, genitori e dirigenti scolastici di avviare al meglio questa nuova avventura cogliendo tutte le opportunità positive che derivano dall'istituzione degli Istituti Comprensivi».

Eppure quel piano approvato dalla Regione Puglia, qualche perplessità l'aveva suscitata in parte del corpo docente. «Per la scuola media - avevano affermato quegli insegnanti al momento della presentazione del piano - il corpo docente sarà smembrato, non solo comporterà anche la perdita della continuità didattica, con la inevitabile creazione di scuole di classe "A" e di classe "B". la scuola non può essere trattata come uno spot pubblicitario».

Ma per Sollecito quella rimane «una scelta che in termini pedagogici e didattici è stata confermata dalle linee guida regionali sulla scorta di esperienze positive già condotte con successo in altri comuni della Puglia».
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