Affidamento familiare
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Attualità

Promozione affidamento familiare, due appuntamenti a Giovinazzo

Gli eventi nelle scuole cittadine. Ecco di cosa si tratta

L'affidamento familiare viene raccontato nelle scuole, alla presenza di genitori e bambini.

Saranno due gli eventi programmati dall'Assessorato alle Politiche Sociali ed Educative guidato da Michele Sollecito. Si parte questo pomeriggio, 12 novembre, alle 17.00, nell'Aula Magna della scuola primaria "don Saverio Bavaro". Poi, giovedì 14 novembre, sarà la volta della scuola "San Giovanni Bosco".

Modera entrambi gli incontri la dott.ssa. Cinzia Dagostino.

Cosa è una affidamento familiare?

L'affidamento familiare è un intervento temporaneo di aiuto e di sostegno a un minore che proviene da una famiglia che non è in grado di occuparsi in modo sufficiente e completo delle sue necessità. Si tratta di un'accoglienza che educa alla gratuità, all'apertura della vita del minore accolto nella propria casa, fino ad amarne tutta la sua storia, la sua famiglia, la sua diversità. Questa esperienza educa soprattutto al "non possesso", che è il vero amore di un padre e di una madre.
L'opinione pubblica considera spesso l'affido come un'esperienza "eccezionale". Si tratta invece di un'esperienza possibile per qualunque famiglia. Infatti è caratteristica propria di una famiglia sana la capacità di accogliere senza tornaconto e senza calcolo.
L'affido consente di riconoscere che la più grande carità è l'educazione, intesa come educazione al senso della vita. Si tratta di un'esperienza significativa per tutti, proprio in un tempo come il nostro in cui i media preferiscono focalizzarsi sulle distorsioni e sulle fragilità delle famiglie e dimenticano che le famiglie sostengono oggi il peso maggiore della crisi e molte di esse offrono un sostegno insostituibile alle persone più fragili.

Chi può diventare affidatario?

A differenza di quello che accade per l'adozione nazionale e internazionale, possono fare domanda di affido temporaneo non solo le coppie sposate, ma anche conviventi (con o senza figli) e i single. La legge, inoltre, non prevede vincoli di età degli affidatari rispetto al minore: da questo punto di vista, l'unico requisito da rispettare per richiedere l'affido è la maggiore età. Gli aspiranti affidatari devono però avere a disposizione uno spazio fisico nella propria casa per accogliere un'altra persona e dimostrare adeguate capacità educative per seguire opportunamente il minore. È fondamentale, inoltre, la consapevolezza dell'importanza della famiglia di origine nella vita del bambino e la disponibilità a mantenere i rapporti al meglio, nell'ottica di reinserire l'affidato non appena possibile. Chi desidera offrire la propria disponibilità ad accogliere un bambino attraverso il cosiddetto affido familiare deve rivolgersi ai servizi sociali del proprio territorio, che, attraverso una serie di incontri e colloqui, valutano l'idoneità dei richiedenti. Se tutto va bene, gli aspiranti affidatari vengono inseriti all'interno di un apposito elenco ufficiale, in attesa dell'affidamento di un bambino.


Quanto dura l'affidamento familiare?

Pur essendo un provvedimento temporaneo (la necessità è stabilita dai Servizi Sociali), l'affidamento familiare può avere caratteristiche diverse a seconda delle circostanze. In caso di problematiche familiari molto gravi, l'affido è a lungo termine e dura fino a due anni, ma può essere prorogato dal Tribunale per i minorenni se si ritiene che la sospensione dell'affidamento possa recare un danno al minore. In caso di difficoltà meno importanti, l'affido familiare può essere a medio termine (non oltre i 18 mesi) o a breve termine (6-8 mesi). Una forma particolare di affido familiare, attuata soprattutto a carattere preventivo, è l'affidamento a tempo parziale, che prevede che il bambino trascorra con i genitori affidatari solo alcune ore del giorno, i fine settimana, o eventualmente brevi vacanze. In questo caso, dunque, il minore non viene allontanato dalla propria casa, e l'affidatario svolge una funzione di sostegno alla famiglia di origine in difficoltà. Può succedere, quando al termine del periodo di affidamento manchino ancora le condizioni per cui il minore possa rientrare nella famiglia di origine, che un provvedimento di affido venga reiterato, diventando una situazione non più temporanea. Si parla in questo caso di affido sine die, che termina comunque al raggiungimento della maggiore età, quando il ragazzo acquisisce la facoltà giuridica di poter decidere della sua vita.
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