Fontana Cantico delle Creature Villa Spada. <span>Foto Angelo Colamaria </span>
Fontana Cantico delle Creature Villa Spada. Foto Angelo Colamaria
Vita di città

La storia della Fontana del Cantico della Creature di San Francesco a Villa Spada

Ospitiamo sulle nostre pagine la nota molto interessante di Angelo Colamaria

Ospitiamo sulle nostre pagine un interessante scritto di Angelo Colamaria, che illustra la storia della Fontana dedicata al Cantico delle Creature presente all'interno di Villa Spada, nel Parco Scianatico. Buona lettura.

«Gentilissimi lettori,
attraverso queste brevi note desidero rendere pubblica l'importante paternità di un angolo bellissimo della nostra cittadina: la fontana dedicata al Cantico delle Creature di San Francesco, sita in Villa Spada, già Parco Giovanni Scianatico. Sono vissuto a due passi da essa per tanti anni e, pur essendone rimasto sempre affascinato, mai, anche in età adulta, mi sono preoccupato di conoscerne gli aspetti storici. L'occasione di approfondire si è invece presentata nel momento in cui ho voluto parlarne nell'ambito di attività culturali della Fondazione Angelo Cesareo la cui sede, in Ruvo di Puglia, è dedicata a San Francesco e denominata il Cantico. Con mia somma sorpresa mi sono reso conto che la nostra bellissima fontana è una opera d'arte realizzata, nel 1964, dalla Ceramiche Spizzico dei fratelli baresi Francesco e Raffaele Spizzico, rimasta sconosciuta ai più, critici d'Arte compresi, ma di considerevole valenza storica oltrechè artistica. Gli autori hanno infatti rappresentato almeno 80 anni di arte pugliese ed italiana esponendo, tra l'altro, alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma ed in prestigiose personali.
L'attribuzione è stata confermata dall'Arch. Gianvito Spizzico, figlio di Francesco e curatore della memoria artistica della bottega: abbiamo esaminato firma e linguaggio artistico e dato avvio alla consultazione di innumerevoli documenti afferenti la bottega Ceramiche Spizzico nonchè ad un confronto con ex collaboratori del padre.
Tra l'altro l'Arch. Spizzico mi ha riferito che a decorazione della palazzina uffici delle Acciaierie e Ferriere Pugliesi erano posizionate alcune formelle in ceramica e mi ha mostrato l'immagine di un pannello da lui stesso realizzato utilizzando formelle preparate dalla Spizzico per le AFP ma poi non utilizzate.

Presumiamo, a pensarci bene, di dover inoltre attribuire agli Spizzico la decorazione, quasi certamente in ceramica, che sovrastava l'ingresso alle Acciaierie, colpevolmente demolita nell'indifferenza ed ignoranza imperanti delle nostre classi politiche ed imprenditoriali. Sembra evidente che la proprietà delle Acciaierie ed i loro progettisti affidarono alla Ceramiche Spizzico l'incarico di impreziosire il complesso Acciaierie e Parco. Era una pratica che in quei decenni fu spesso adottata dagli architetti del capoluogo, i quali coinvolgevano artisti nella progettazione di edifici civili ed industriali, pubblici e privati.
Siamo forse all'inizio di un viaggio, che pare già lusinghiero e gratificante per la nostra Giovinazzo e che spero possa produrre benefici in termini di valorizzazione della nostra cittadina grazie alla disponibilità di questa nuova perla nel patrimonio artistico culturale, a patto di essere in grado di assicurarne piena fruibilità e risalto.
Come azione propedeutica alla protezione e valorizzazione della fontana in ceramica di San Francesco si sta ora procedendo, a cura dell'Arch. Gianvito Spizzico e di privati cittadini appassionati d'Arte, alla richiesta del vincolo di tutela presso il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale. Chissà se ciò possa contribuire a far sì che, in un futuro più o meno prossimo, potremo godere della bellezza della Fontana di San Francesco restaurata e resa perfettamente funzionante.
Il seguente breve quadro informativo su Francesco e Raffaele Spizzico ci dà modo di comprendere la portata del loro impegno artistico e sociale.
Fonti: www.lavocenews.it; https://centrostudiomisteritaliani.com/ ; https://www.barinedita.it/

In un contesto in cui tra gli anni del conflitto mondiale e quelli immediatamente successivi la cultura e l'arte erano allo sbando si inserirono nella discussione pubblica, scaturita dalle profonde lacerazioni della comunità, su temi quali una rapida riorganizzazione dalla religione e della formazione scolastica.
Nipoti di Nicola Rega, noto decoratore delle chiese, frequentarono le botteghe d'arte fin da ragazzini. Nel 1928 aprirono a Bari in via Melo un primo laboratorio di decorazione e successivamente un forno nei pressi di Santa Teresa dei Maschi. Nel 1939 avviarono il laboratorio "Ceramica Spizzico". La loro bottega, sita in piazza del Ferrarese, divenne nel 1945 anche sede della Galleria della Libera Associazione fra Artisti Pugliesi. Nel 1949 fondano a Bari la S.I.A.B.A Sindacato Italiano Artisti Belle Arti con sede in un locale del Castello Normanno-Svevo. Insieme alle menti che caratterizzavano la Belle Époque barese si riunivano presso il caffè Il Sottano, in via Putignani 90. Parteciparono tra l'altro alla Biennale di Venezia ed alla Quadriennale di Roma. Si dedicarono anche all'insegnamento: Raffaele fu il primo direttore dell'Accademia di Lecce ed entrambi furono co-fondatori dell'Istituto d'Arte di Bari nonchè promotori della mostra nazionale di pittura "Maggio di Bari" nata nel 1951.

Oggi possono essere effettivamente considerati come innovatori della pittura e della ceramica novecentesca pugliese: superando il "vedutismo" e il "neorealismo" che caratterizzavano l'arte meridionale introdussero nelle loro realizzazioni aspetti di correnti più astrattiste come il divisionismo, il simbolismo e i fauves. La loro arte è spesso espressione di arcaicismo e rimanda alla tradizione mediterranea e all'archeologia.

Sono loro opere, tra le altre: l'olio su tela "L'industrializzazione del Mezzogiorno" nella Sala del Consiglio Generale della Fiera del Levante, i due pannelli in carta su legno nel Palazzo della Giunta Regionale, le sculture e le ceramiche conservate in collezioni private o sparse tra le vie della Città di Bari: il crocifisso in vico de' Gironda, la scultura il "Gruppo di Famiglia", le formelle sul frontone e l'installazione in bronzo a cera persa nella sede sul lungomare dell'Acquedotto Pugliese, la cancellata di Palazzo Andidero, la fontana in ceramica in Palazzo Borea (E' in corso l'istanza di vincolo di tutela presso il Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale), le due sculture in bronzo e acciaio "Forme" e "Forma nello spazio" per la neonata facoltà di Ingegneria, la scultura "La Vela" per i Giochi del Mediterraneo 1997, le ceramiche del "Presepe Arcaico" attualmente esposte alla città Metropolitana di Bari.
Questi grandi artisti non hanno mai goduto, purtroppo, della dovuta considerazione della città di Bari e del pubblico pugliese ma su di loro sono calati oblio e dimenticanza».
  • Villa Spada
Altri contenuti a tema
Nasce il "Laboratorio del Gusto" Nasce il "Laboratorio del Gusto" Mercoledì alle ore 19.00 l'inaugurazione presso Villa Spada
© 2001-2026 GiovinazzoViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica registrata. Tutti i diritti riservati.
GiovinazzoViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.