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Attualità

L'ARAC contro il piano parcheggi del Comune di Giovinazzo

Un comunicato per contestare la decisione degli amministratori

L'ARAC, l'Associazione che mette insieme una parte dei ristoratori, degli albergatori e dei commercianti di Giovinazzo, si scaglia contro la decisione del Comune di Giovinazzo di far partire la sosta a pagamento dal 1° maggio. Di seguito il comunicato giunto in redazione.


«Scatta da oggi la nuova delibera di giunta comunale relativa al piano dei parcheggi, ed è sorprendente la "tempestività" con la quale l'Amministrazione comunale tira fuori l'ennesimo coniglio dal cilindro, che, come sempre, è a totale svantaggio della collettività e, soprattutto, delle sue Attività Economiche. Del comunicato fatto uscire con la solita pomposità, propria di chi deve presentare il 'nulla', salviamo solo il penultimo capoverso delle dichiarazioni a supporto dell'Assessore al ramo, quando, bontà sua, confessa di aver molto da imparare da altre realtà, che sono riuscite a decongestionare il centro cittadino dal traffico. Ma se dopo nove anni di amministrazione dobbiamo ancora imparare, quanto ci vorrà poi per mettere in pratica ciò che si è imparato, ammesso che si sia in grado di imparare? È scontato, peraltro, che nel comunicato non si faccia alcun riferimento al fatto non secondario che la gestione dell'intero processo è stato affidato all'ABACO, che le aree adibite a parcheggio a pagamento sono aumentate notevolmente e che è prevista l'assunzione di ulteriori ausiliari del traffico i cui costi dovranno essere coperti dal servizio stesso e quindi dal pagamento dei parcheggi e, come spesso accade, dalle contravvenzioni per il mancato pagamento che sono tempestive, quasi contestuali all'ultimazione delle manovre di parcheggio. Tempestività che non si riscontra, per esempio, per il parcheggio nelle aree destinate ai disabili, sulle strisce pedonali, sugli stalli destinati a mezzi pubblici, anche nella centralissima piazza. Come non si indica quando potranno essere disponibili i pass per chi ne ha diritto, atteso che gli uffici ABACO sono intasati e, al momento, il rilascio degli stessi è tutt'altro che agevole. Stupisce, ma non troppo, inoltre, l'assoluta mancanza di confronto con chiunque, con le associazioni, con i rappresentanti di categoria, anche con quelle megastrutture associative (Confcommercio, Confartigianato, etc.) peraltro ben rappresentate e molto vicine all'Amministrazione. Ciò in barba alla tanto acclamata "democrazia partecipata", con la quale hanno riempito pagine e pagine di programmi politici e sulla quale hanno incentrato le campagne elettorali. Non possiamo davvero credere che l'Amministrazione nella sua collegialità abbia potuto partorire una decisione che sarà catastrofica non già per l'innovazione che non rappresenta, ma per la sua intempestività e soprattutto per il totale nulla programmatico che c'è dietro. Immaginiamo già la contrarietà dei cittadini delle città limitrofe, che costituiscono al momento il solo bacino da cui eventualmente attingere, nell'apprendere che, oltre al consueto accanimento degli operatori del controllo, ci sarà anche la sorpresa dell'aumento del costo delle tariffe e, in alternativa al parcheggio in centro, due aree delle quali una non ha mai funzionato, perché non ci sono le condizioni per farla funzionare. Ci vuole ben altro per decongestionare il traffico, ci vuole coraggio, ci vuole visione, ci vuole con-divisione. Se si pensa di poter accontentare tutti, normalmente non si lascia il segno. Così come non possiamo credere che i commercianti ed i ristoratori non abbiano nulla da dire in merito a questo ennesimo e sconcertante colpo che l'attuale amministrazione sta assestando alle attività già pesantemente penalizzate. A meno che i silenzi derivino dal solito sistema che consente di assecondare le richieste più improbabili e soprattutto più dannose per la collettività. Basta girare un po' per il paese e vedere come anche le regole legate all'emergenza covid siano rispettate solo da alcuni, mentre ad altri si consente di tutto, in tutte le ore e senza alcun tipo di controllo. Peraltro se in questo periodo così difficile il comando della Polizia Locale, così come la direzione dell'Ufficio Tecnico, non sono coperti in maniera effettiva, qualche problema ci deve pur essere. Ci giungono notizie di ristoratori e commercianti impegnati nella ricerca affannosa di consensi per la "discesa in campo" alle prossime amministrative, sempre nella convinzione ottusa che ciò che non si riesce a fare in ambito associativo, con una visione condivisa e progetti mirati, diventerà terreno facile una volta insediati nel Consiglio comunale. Il solito trabocchetto ordito dai politicanti di professione che ci hanno condotto a questo stato e, non contenti, sarebbero in grado di condurci anche più in basso, perché al peggio non c'è limite.
A occhio si tratta di soggetti che probabilmente non sono liberi di poter scegliere perché hanno contratto nel tempo un "debito" di riconoscenza verso gli amministratori che sono stati "disponibili" nel rilasciare autorizzazioni o nel garantire "controlli" pro-forma. Per quanto nelle nostre possibilità contrasteremo in tutti i modi questa scellerata scelta dell'amministrazione chiamando sin d'ora a raccolta tutte le forze sane e libere di questo paese, i cittadini, le associazioni, i commercianti e tutti i lavoratori, i residenti, ma anche i visitatori non residenti che, in questo periodo più che in altri, andrebbero ascoltati con maggiore attenzione e interesse».


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