Pippo Mezzapesa
Pippo Mezzapesa
Cinema

Impegno e passione: il linguaggio cinematografico di Pippo Mezzapesa

La nostra chiacchierata con il regista che vive a Giovinazzo dopo il successo alla Mostra del Cinema di Venezia

È un autentico talento artistico della nostra Puglia il regista Pippo Mezzapesa, bitontino di nascita ma giovinazzese d'adozione, che ritorna sulle scene con "Il bene mio" , film tanto atteso e del quale si sta parlando perché molto apprezzato alla 75^ Edizione della Mostra del Cinema di Venezia, terminata pochi giorni fa.

C'era ancora in sottofondo l'ultimo passaggio della colonna sonora quando il 5 settembre scorso, nella gremita Sala Perla alla Biennale di Venezia 75, dove il film era un evento speciale delle Giornate degli Autori (non concorreva a premi, ndr), è partito un applauso lungo cinque minuti per il regista e il cast al termine della proiezione in anteprima internazionale, in cui oltre al protagonista Sergio Rubini ci sono tra gli altri Dino Abbrescia e Teresa Saponangelo.

La proiezione ufficiale è stata seguita da una standing ovation che ha emozionato davvero il regista ed il cast.

Il film, che uscirà il 4 ottobre prossimo nelle sale cinematografiche in tutta Italia, in anteprima sarà proiettato Domenica 16 Settembre a Roma, è prodotto da Altre Storie con Rai Cinema, con il contributo della direzione generale Cinema Mibac, il sostegno della Regione Puglia e dell'Apulia Film Commission. La critica specializzata parla di un film imperdibile e noi, appassionati del linguaggio cinematografico del regista Mezzapesa, siamo certi che lo sarà. Il talento del regista bitontino è stato già scoperto in passato con produzioni cinematografiche che gli hanno permesso di conseguire premi e riconoscimenti prestigiosi.

Tra gli svariati successi ricordiamo il David di Donatello vinto nel 2004 con il cortometraggio " Zinanà" che è stato girato anche a Giovinazzo, città a lui molto cara. Poi ancora il Nastro D'argento nel 2014 per il cortometraggio "SettanTA" ambientato nel quartiere Tamburi di Taranto a due passi dall'Ilva dal contenuto intriso di denuncia ed impegno civile. Con il corto "La Giornata" realizzato nel 2017 il regista e sceneggiatore Mezzapesa ha vinto nell'edizione 2018 il premio speciale "Corti D'Argento" per una storia di impegno sociale scritta con la giornalista e scrittrice Antonella Gaeta e Giuliano Foschini. Questo corto è stato presentato nell'ottobre 2017 nella sala Conferenze della Camera dei Deputati e lo scorso agosto ad Hollywood dove ha partecipato ad una selezione ufficiale dell'HollyShorts Film Festival.

I suoi successi cinematografici sono tanti, e solo per ricordarne alcuni, andando indietro nel tempo, citiamo: "Come a Cassano", "Il paese delle spose infelici" Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate" e "Pinuccio Lovero. Yes I can".
Per saperne di più sul suo nuovo film "Il bene mio" abbiamo pensato di sentire Pippo Mezzapesa, cordiale e disponibile come sempre, per farci raccontare qualcosa sulla storia, sull'ambientazione e sull'emozione incredibile vissuta a Venezia. E questo è ciò che ci ha raccontato.

Quale messaggio o quale riflessione,vuoi trasmettere con questo film " Il bene mio" ?
Il film racconta la lotta di un uomo forte, coerente, solido contro chi crede che ci possa essere un futuro costruito sulla rimozione della memoria e del senso di collettività. Elia, un eremita che paradossalmente non cerca la solitudine, ma desidera che le strade abbandonate del suo paese ritornino a vivere, si batte perché la sua comunità sfaldata recuperi se stessa attraverso il recupero di ciò che era prima del terremoto. E che proprio da questo recupero parta una nuova ricostruzione. È un film contro ogni forma di chiusura, un film sulla conoscenza di ciò che si è stati e quello che si è. Una consapevolezza da cui non si può prescindere per aprirsi verso l'altro e verso il futuro.

Grazie al tuo cinema la Puglia con le sue tradizioni ed il sud sono valorizzate con senso e significato. Pensi che manchi qualcosa per portare alla ribalta maggiormente questa terra? Cosa si potrebbe fare?
Le mie storie per lo più cercano di costruire mondi in cui regna il contrasto dei toni e il paradosso, e da questo punto di vista trovano terreno fertile nei forti chiaroscuri della Puglia. Questa è una terra ricca di racconti, un luogo che è stimolante raccontare e che ama farsi raccontare. Continuare a narrare questo territorio credo che sia il modo migliore per valorizzarlo.

Il film è scritto da te e da Antonella Gaeta...
Il film è scritto con Antonella Gaeta, con cui c'è una collaborazione costante nata dal corto Zinanà e una grande sintonia, e con Massimo De Angelis, che si è aggregato perfettamente al gruppo, come se scrivesse con noi da sempre.

Un tuo pensiero sull'emozione vissuta a Venezia da lasciare ai nostri lettori.
È stata un'emozione forte, davvero. Per gli applausi, per il prestigio del festival, per la commozione di chi ha assistito alla proiezione del film. Un premio per me e per tutti i miei collaboratori dopo un intenso lavoro, durato anni, per permettere a questa storia di approdare sul grande schermo.

"Quando Pippo racconta la sua terra è come se non mettesse mai la parola fine alla narrazione". Auguriamo un grande riscontro di pubblico e critica per questo film ricco di passione e cuore, perché l'impegno che il regista Pippo Mezzapesa mette nelle sue "creazioni" cinematografiche merita davvero grande successo.
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