Didattica a distanza
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Scuola

Gli Istituti Comprensivi di Giovinazzo lavorano con la didattica a distanza

Le posizioni delle dirigenti scolastiche e dell'Assessore alla Politiche Educative

In questo momento di emergenza a causa del Covid19, torniamo nel mondo della scuola e scopriamo come a Giovinazzo ci si è organizzati con la DAD, acronimo di Didattica A Distanza, su indicazioni del Ministero dell'Istruzione, Università e della Ricerca. La nostra redazione aveva già ascoltato il parere di una docente esperta in materia la scorsa settimana. Questa volta siamo entrati nelle realtà locali.
Questa modalità organizzativa è importante perché gli alunni e gli studenti tutti comprendano chiaramente che non si sta vivendo un periodo di vacanza e che l'attività mentale deve proseguire per fini formativi. Per i docenti è un dovere etico e professionale avere quotidianamente un contatto diretto con gli alunni, perché la scuola dell'obbligo (e non solo essa) dovrà, facendo sacrifici e impegnandosi, nei limiti del possibile, portare a termine l'anno scolastico. La situazione non è però di facile gestione perché si richiede ai genitori di sostituirsi, in questa emergenza, alle insegnanti e non sempre questo "incarico" è semplice portarlo a termine.
I ragazzi sono costretti, come tutti del resto, a stare in casa, chiusura forzata che genera stress per tutti, grandi e piccoli, con frequenti corto circuiti all'interno dei nuclei familiari.
Per saperne di più sui riscontri delle attività e sulle iniziative attuate dalle scuole di Giovinazzo, abbiamo sentito tutte le parti direttamente impegnate, ossia le presidi dei due Istituti Comprensivi che stanno curando il coordinamento di questa nuova forma di didattica e l'autorità amministrativa, in questo caso rappresentata l'Assessore alle Politiche Educative Michele Sollecito, interpellato nella sua veste di responsabile della Rete Scolastica della nostra città.

L'INTERVENTO DELLA PRESIDE DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO " BAVARO-MARCONI " GIOVANNA DOMESTICO

«La sospensione delle lezioni così repentina è stata uno strappo alla quotidianità di bambini e ragazzi e ha dato loro la percezione di una situazione anomala e preoccupante. Perciò il primo obiettivo è stato quello di raggiungere gli alunni da un punto di vista affettivo. La rete reale dei rappresentanti di classe, che hanno messo a disposizione il proprio tempo e il proprio contatto, ha permesso di arrivare a tutti e "fare comunità". Nell'organizzare la didattica a distanza abbiamo tenuto conto degli strumenti a disposizione della maggior parte delle famiglie e delle esigenze dei diversi ordini scolastici. Per la Scuola dell'Infanzia le maestre preparano messaggi vocali, video e danno suggerimenti di attività alle famiglie e sono giornalmente raggiunte dai loro saluti e dalle immagini dei loro lavori, usando la chat di classe. Per la Scuola Primaria e Secondaria di I grado oltre, alla condivisione su chat di classe o su registro elettronico, si stanno creando le classi virtuali per l'e-learning; tuttavia bisogna andare avanti con molto realismo: non tutte le famiglie hanno a disposizione un computer e Internet oppure sanno supportare i bambini negli aspetti tecnologici. Se per alcuni la didattica a distanza potrebbe essere un'opportunità, per altri si traduce in un danno; e mi riferisco agli alunni più svantaggiati da un punto di vista socio economico o culturale oppure agli alunni diversabili. Proprio su queste criticità spenderemo le maggiori energie, perché si vada avanti tutti insieme, nessuno escluso. Dal sito abbiamo lanciato l'iniziativa che chiede ai bambini di inviare un messaggio di sostegno. I bambini hanno risposto in tanti: abbiamo bellissime testimonianze che valorizzeremo…quando tutto sarà finito. Ringrazio i docenti che stanno trovando le forme e i modi per riallacciare tutti i fili spezzati, ringrazio le famiglie che stanno seguendo i propri figli anche in questo clima così cupo. #tuttomigliorerà».

LA PRESIDE DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO "BOSCO-BUONARROTI" MARIA PAOLA SCORZA

«L'emergenza epidemiologica da COVID -19 ha fatto diventare mercoledi 4 marzo 2020 una data che difficilmente dimenticheremo nella storia della scuola italiana: quella che ha inesorabilmente interrotto la didattica in presenza che costituisce l'essenza stessa del far scuola. Quello stesso giorno, fino a tarda sera, insieme allo staff di presidenza abbiamo iniziato a programmare la DAD, consapevoli che un provvedimento gravissimo, come quello della sospensione delle attività didattiche, avrebbe avuto una durata molto più lunga di quella indicata nel primo DPCM. Cosi abbiamo subito potenziato le funzioni del registro elettronico AXIOS sia per la Scuola Primaria che per la Scuola Secondaria di primo grado, facendo diventare tale registro il mezzo per scambiare materiali con gli alunni, per caricare video, per assegnare compiti per inviare slide e Powerpoint. Per la Scuola dell'Infanzia, abbiamo previsto un contatto più semplice e diretto tra maestre e genitori attraverso lo scambio di mail e l'utilizzo di WhatsApp. Consapevoli però che la vera DAD non consiste nella semplice trasmissione di materiali, ma necessita di attività in presenza anche se...a distanza, abbiamo attivato per la Scuola Secondaria di primo grado le classi virtuali con CLASSROOM di GOOGLE e abbiamo attivato la piattaforma CISCO WEBEX per il collegamento in videoconferenza con tutti gli alunni della classe e per fare gli incontri tra docenti come i consigli di classe di interclasse e di intersezione. Questa stessa piattaforma ci ha consentito di fare, già Sabato 14 Marzo, il primo collegio dei docenti in videoconferenza. Attualmente sempre al fine di perfezionare la DAD stiamo attivando altre due piattaforme Weschool per la Scuola Primaria e G Suite for Education per la Scuola Secondaria di primo grado. Consentitemi di ringraziare di vero cuore tutti i miei docenti dei tre ordini di scuola che, grazie al loro impegno, alla loro professionalità, e al loro affetto verso gli alunni, hanno imparato in pochissimi giorni a sperimentare e attivare metodologie didattiche mai utilizzate prima».

LA PAROLA ALL'ASSESSORE MICHELE SOLLECITO

«In questo particolare momento occorre fidarsi del lavoro degli insegnanti e della loro capacità di farsi prossimi a ciascun alunno. Purtroppo la didattica a distanza non può sostituire tout court la didattica in classe e quindi occorre molta più pazienza e molta comprensione. Lo dico in tutta sincerità: le circolari ministeriali, i provvedimenti, le indicazioni ecc. devono essere delle linee guida, ma non possono diventare gabbie rigide per tutti. A casa le famiglie vivono situazioni difficilissime: c'è la famiglia dove tra i genitori c'è chi lavora uscendo di casa perché è parte della filiera che deve continuare a produrre o a offrire servizi (servizi essenziali e strategici, supermercati, alimentari, banche, forze dell'ordine, operatori ecologici ecc.); c'è la famiglia dove il pc di casa serve per lo smart working; c'è la famiglia con più figli in età scolare con un pc da condividere; c'è la famiglia dove ci sono piccoli da accudire, genitori anziani ai quali va portata la spesa, persone non autosufficienti. Mantenere il giusto clima in casa è difficile: al tg le notizie di certo non aiutano a sollevare gli animi. Nervi a fiori di pelle possono portare facilmente a situazioni di sconforto. Ecco perché occorre farsi prossimo di ciascuno e capire in quale ambiente l'alunno sta apprendendo e sta portando a termine i propri compiti. La casa non sarà mai come la classe: è fondamentale rivedere obiettivi e programmi in ragione delle difficoltà odierne così da guadagnare in serenità d'animo tutti quanti, famiglie e docenti. Io mi fido dei dirigenti e dei docenti che sapranno condurre al meglio quest'anno scolastico particolare, a loro va tutto il mio incoraggiamento, la mia stima e la mia comprensione».

UNA RIFLESSIONE FINALE

Molte famiglie stanno evidenziando, con diversi messaggi alla nostra redazione, la difficoltà di "sostituirsi momentaneamente" ai docenti. L'auspicio è che in Puglia il contagio da Coronavirus possa arrestarsi e che presto si possa tornare, sebbene per gradi, alla normalità. Sta di fatto che resta fondamentale, oseremmo dire basilare, la collaborazione autentica tra le istituzioni scolastiche e le famiglie, poiché si tratta di "una prima volta" che davvero potrebbe servire in futuro come metodo lavorativo parallelo ed integrativo (e mai esclusivo come in questo momento emergenziale) a quello de visu, come accade in molti Paesi d'Europa da tempo. Un "diritto allo studio" pieno passa anche da questo.
  • Michele Sollecito
  • I.C. Bavaro-Marconi
  • I.C. Bosco-Buonarroti
  • Didattica a distanza
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