
Cronaca
42enne morto al Policlinico. La denuncia dei familiari: «Responsabilità medica»
A pochi giorni dalla morte del bitontino Giuseppe Sicolo, che viveva a Giovinazzo, è stato presentato un esposto ai Carabinieri
Giovinazzo - venerdì 15 maggio 2026
8.55
Trasferito nel reparto di Psichiatria del Policlinico di Bari, dopo un tentato suicidio, è stato trovato privo di vita. Su questo decesso, il padre e la madre, che, difesi dall'avvocato Michele Pasculli, hanno presentato una denuncia per responsabilità colposa per morte in ambito sanitario ai Carabinieri, vogliono vederci chiaro.
E puntano l'indice contro il reparto ritenendo «che ci siano state delle gravi responsabilità di natura medica in relazione alla comparsa dell'ematoma e all'omesso immediato intervento in soccorso che ha pregiudicato irrimediabilmente le possibilità di recupero» del figlio. I fatti risalgono alla notte fra il 7 e l'8 marzo, quando Giuseppe Sicolo, 42enne di Bitonto, residente a Giovinazzo, fu ritrovato nella sua auto, una Dacia Duster, in un fondo nelle campagne al confine fra i due comuni.
L'uomo, raggiunto dai suoi stessi familiari, era in una pozza di sangue, ferito da un colpo di arma da fuoco - probabilmente una pistola - al torace. Dopo un iniziale passaggio all'ospedale San Paolo, l'uomo fu trasportato al Policlinico, «dove mio figlio - è scritto nella denuncia - è rimasto ricoverato in Rianimazione». Nei giorni successivi, «a seguito del miglioramento del quadro clinico - si legge ancora -, mio figlio è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, perfettamente riuscito».
Sembrava essersi ripreso, «si era reso autonomo nelle funzioni quotidiane», hanno aggiunto i genitori. Secondo quanto fatto verbalizzare ai militari, «nostro figlio è stato trasferito nel reparto di Psichiatria» e stava bene fino a venerdì scorso, quando ha sentito telefonicamente i propri genitori. Non potevano perdere che, di lì a poco, il 42enne sarebbe morto. Nei giorni seguenti «ho provato più volte a contattarlo telefonicamente - ha ricordato il padre -, ma il cellulare risultava spento».
Cosa sia accaduto martedì scorso, nessuno al momento è in grado di dirlo. Si sa solo che «la mattina di sabato - ha raccontato il padre nella denuncia - abbiamo ricevuto una telefonata dal reparto in cui ci hanno detto che nostro figlio non stava bene, riferendo altresì che erano "compromessi gli altri organi" e chiedendoci di andare in ospedale». E quando i genitori sono arrivati al Policlinico hanno ritrovato il figlio «legato braccia, gambe e torace al letto, immobile ed incosciente».
L'allarme è scattato solo quando i genitori si sono recati «presso la Rianimazione, pregando i medici di correre da nostro figlio»: l'uomo era immobile, aveva avuto una emorragia cerebrale e nulla hanno potuto le manovre respiratorie. Il suo cuore aveva smesso di battere. Su questa morte, ora, i genitori vogliono chiarezza.
E puntano l'indice contro il reparto ritenendo «che ci siano state delle gravi responsabilità di natura medica in relazione alla comparsa dell'ematoma e all'omesso immediato intervento in soccorso che ha pregiudicato irrimediabilmente le possibilità di recupero» del figlio. I fatti risalgono alla notte fra il 7 e l'8 marzo, quando Giuseppe Sicolo, 42enne di Bitonto, residente a Giovinazzo, fu ritrovato nella sua auto, una Dacia Duster, in un fondo nelle campagne al confine fra i due comuni.
L'uomo, raggiunto dai suoi stessi familiari, era in una pozza di sangue, ferito da un colpo di arma da fuoco - probabilmente una pistola - al torace. Dopo un iniziale passaggio all'ospedale San Paolo, l'uomo fu trasportato al Policlinico, «dove mio figlio - è scritto nella denuncia - è rimasto ricoverato in Rianimazione». Nei giorni successivi, «a seguito del miglioramento del quadro clinico - si legge ancora -, mio figlio è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, perfettamente riuscito».
Sembrava essersi ripreso, «si era reso autonomo nelle funzioni quotidiane», hanno aggiunto i genitori. Secondo quanto fatto verbalizzare ai militari, «nostro figlio è stato trasferito nel reparto di Psichiatria» e stava bene fino a venerdì scorso, quando ha sentito telefonicamente i propri genitori. Non potevano perdere che, di lì a poco, il 42enne sarebbe morto. Nei giorni seguenti «ho provato più volte a contattarlo telefonicamente - ha ricordato il padre -, ma il cellulare risultava spento».
Cosa sia accaduto martedì scorso, nessuno al momento è in grado di dirlo. Si sa solo che «la mattina di sabato - ha raccontato il padre nella denuncia - abbiamo ricevuto una telefonata dal reparto in cui ci hanno detto che nostro figlio non stava bene, riferendo altresì che erano "compromessi gli altri organi" e chiedendoci di andare in ospedale». E quando i genitori sono arrivati al Policlinico hanno ritrovato il figlio «legato braccia, gambe e torace al letto, immobile ed incosciente».
L'allarme è scattato solo quando i genitori si sono recati «presso la Rianimazione, pregando i medici di correre da nostro figlio»: l'uomo era immobile, aveva avuto una emorragia cerebrale e nulla hanno potuto le manovre respiratorie. Il suo cuore aveva smesso di battere. Su questa morte, ora, i genitori vogliono chiarezza.

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