L'Azione Cattolica
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Chiesa locale

L'Azione Cattolica diocesana contro il Decreto Sicurezza

I vertici: «Dobbiamo dire in maniera chiara che per noi la vita e la dignità umana sono al primo posto»

L'Azione Cattolica è sempre stata sinonimo di accoglienza, rispetto dell'altro, apertura a chi viene da lontano, fuggendo magari da guerre o carestie.

Nei giorni scorsi ha nuovamente fatto sentire la sua voce sul tema immigrazione, come non mai al centro del dibattito politico nazionale. Sul banco degli imputati il Governo Lega-5 Stelle ed il suo Decreto Sicurezza, che mette le condizioni per un giro di vite sugli arrivi clandestini e sta provocando grande sdegno e ribellione negli amministratori locali che non intendono applicarli, sebbene giuridicamente chiamati a farlo.

AC non tace nemmeno questa volta e prende una posizione netta: «Dopo il Decreto Sicurezza e rispetto alla questione "Porti chiusi" per le navi Ong che soccorrono migranti - scrivono da Molfetta i vertici -, si sta scatenando un vero e proprio movimento di protesta ampio, variegato, supportato da motivazioni differenti, che parte soprattutto dalle periferie, ed è un fenomeno che non va sottovalutato né ignorato, segno di un dilagante disagio, ma anche di una dialettica partecipazione alle sorti del nostro Paese. La Chiesa, attraverso le parole del Papa - sottolineano nella nota -, si è sempre espressa in maniera inequivocabile ed in tempi non sospetti, sulla salvaguardia della vita umana e sulla sua dignità, sulla necessità di operare in una prospettiva di inclusione e concreta integrazione, così come sulla urgenza di rimuovere situazioni di conflitto che generano morte, povertà, sperequazione economica e sociale».

L'Azione Cattolica non si limita, come è nella sua vocazione, a restare un movimento cattolico che si occupa di questioni etiche o religiose, ma scende in campo e mostra un'attenzione ed una maturità notevole su argomenti che sfociano nel politico, nel quotidiano, quali i diritti umani, su cui i cristiani sono chiamati in prima persona ad esporsi sempre.

«Come Azione Cattolica diocesana, seguendo la strada tracciata dal nostro compianto Vescovo don Tonino, apostolo della pace, della promozione umana e della convivialità delle differenze, non possiamo tacere - sostengono -; sentiamo invece forte il dovere morale di onorarne la memoria con il coraggio delle idee e la concretezza dei segni. Abbiamo quindi l'urgenza, in questo momento storico confuso, di esprimerci con essenzialità evangelica e senza tanti giri di parole per affermare che prima delle nostre paure, prima della rabbia, prima degli italiani, viene l'uomo, c'è "prima l'uomo".

Se questo principio viene messo in discussione da una legge o dalle sue applicazioni, se la stessa legge s'incardina su basi che minano i fondamentali diritti umani - evidenzia la missiva -, noi dobbiamo dire in maniera chiara che per noi la vita e la dignità umana sono al primo posto. La nostra coscienza ci impone di dire un chiaro "no" alle inquietanti prospettive che questa legge apre, a cominciare proprio dalla negazione della sicurezza.

Vogliamo inoltre invitare i movimenti laici e cristiani, i sindacati, le associazioni culturali e di categoria, i gruppi, a far sentire la propria voce - è la conclusione del messaggio rivolto alle quattro città della diocesi - al fine di promuovere ed incentivare insieme, con una plurale presa di posizione, un movimento dal basso, popolare, che possa alimentare non fumose e rancorose discussioni sui social, ma la possibilità concreta di un'azione sociale mirata, efficace e soprattutto umanamente educativa».
  • Azione Cattolica
  • Diocesi Molfetta - Ruvo - Giovinazzo - Terlizzi
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