L'ex Marmeria Barbone dall'alto
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Attualità

Ex Marmeria Barbone Giovinazzo: la nota della Blue Tourism srl

La società murgiana ha investito diversi milioni di euro nell'area dismessa sulla litoranea sud

Il Comitato Regionale VIA, in data 17 marzo, aveva dato parere negativo alla realizzazione di un resort nell'area della dismessa Marmeria Barbone, sulla litoranea che corre da Giovinazzo verso il quartiere barese di Santo Spirito. Parere fatto poi proprio dagli uffici regionali.
Dopo la nostra pubblicazione ci ha chiesto spazio sull'argomento la Blue Tourism srl, la società murgiana che in quella zona ha investito svariati milioni di euro per il recupero del manufatto e la riqualificazione dell'area. Di seguito la nota pervenutaci in redazione.
La nostra testata resta a disposizione per eventuali repliche dell'Ente regionale.



«La Blue Tourism annuncia battaglia dopo l'esito negativo del provvedimento di VIA, con cui il Comitato regionale ha bloccato il progetto di riqualificazione e rilancio turistico per l'ex Marmeria Barbone.

"Un parere negativo dalle motivazioni incomprensibili per un progetto che avrebbe portato al territorio nuovo sviluppo economico e occupazione", commenta l'amministratore della Blue Tourism che, annunciando azioni legali, aggiunge: "Questo stop non ci sorprende, perché arriva a conclusione di un vero e proprio percorso ad ostacoli, un continuo tentativo di bloccare il progetto ad ogni costo".
Le accuse di presunte irregolarità avanzate dagli uffici regionali sono smentite dagli scritti e dai fatti. Quella che appare viziata da diverse irregolarità è invece la valutazione del Comitato Regionale che non solo ha ignorato gli impatti ambientali della struttura attualmente esistente ma ha addirittura considerato quell'area come se fosse un'oasi di verde ricca di flora e fauna. Peccato che 8.000mq di cemento e degrado siano tuttora sotto gli occhi di tutti.
Del resto, le motivazioni del Comitato appaiono a dir poco surreali, tra queste in particolare fanno sorridere quelle dedicate alla tutela della flora e della fauna, inclusa la ormai famosa lenticchia d'acqua, che galleggia nelle fatiscenti vasche di decantazione della ex marmeria e la presenza nel progetto di un inadeguato habitat per i pipistrelli.
Ma c'è anche la contestazione degli impatti luminosi e addirittura le "non trascurabili criticità connesse alla sicurezza della circolazione". Ma neanche la realizzazione del sottopasso, che la Sezione Urbanistica della Regione nel 2018 aveva voluto proprio per garantire la sicurezza stradale, è risultata accettabile per il Comitato VIA.
Emblematica è poi la contestazione del parcheggio previsto a monte della ex s.s. 16. Dopo averne contestato l'eccessiva estensione – ignorando le puntuali stime sull'affluenza degli utenti elaborate dalla società - il Comitato VIA, a fronte del ridimensionamento attuato dalla Blue Tourism, dichiara che "i parcheggi previsti nella proposta progettuale siano insufficienti a garantirne la sosta".
Infine, le questioni idrogeologiche in merito alle quali, non si sa sulla base di quali competenze, il Comitato si sia espresso, considerato che tutte le autorità competenti su tali aspetti (l'Autorità di Bacino, Autorità Idraulica, Risorse Idriche) avevano rilasciato e hanno confermato il proprio nulla osta alla realizzazione dell'intervento.
Difronte a tali contraddizioni sembra proprio che l'obiettivo del Comitato sia stato quello di tutelare una nuova specie, quella degli ecomostri, piuttosto che l'ambiente.
L'iter autorizzativo del progetto è iniziato nel 2015 e terminato nel 2019. Un lungo lavoro sorretto dalla determinazione di riuscire a dare a quel tratto di costa violentato da simili brutture, una dignità. Numerosi gli enti pubblici coinvolti nel procedimento, tra cui lo stesso Servizio Regionale VIA rimasto silente, e ancor di più i vincoli da rispettare nella stesura di un progetto che ricade in un'area costiera. Un percorso in cui non sono mancati momenti di sconforto, perché si sa, privato e pubblica amministrazione viaggiano a due velocità non sempre compatibili.
Sentir parlare oggi di rilancio del sud, sviluppo e incentivo al turismo con in mano questo parere non lascia molte speranze. E il problema evidentemente non è la carenza di risorse finanziarie visto che milioni di fondi europei vanno persi con questo diniego.
E se le considerazioni sulla lenticchia d'acqua o gli alloggi per i pipistrelli possono provocare un sorriso, sapere che decisioni come queste bloccano la creazione di oltre 60 posti di lavoro, lo sviluppo di un intero indotto economico e la possibilità che la costa torni ad essere fruita dalla comunità, non fa sorridere nessuno.
La Blue Tourism non vuole essere vittima della burocrazia, complice di una sbagliata concezione di tutela ambientale e soprattutto simbolo di una Puglia che rinuncia a dimostrare di cosa è capace con le proprie idee.
La Blue Tourism andrà avanti con ogni azione, anche giudiziaria, per far luce su quanto accaduto e per tutelare quello che è senz'altro un interesse privato, ma anche collettivo
».

Blue Tourism srl
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