Peppino Cervone
Peppino Cervone
Vita di città

Caro amico ti scrivo

Omaggio a sorpresa di Peppino Cervone ad un amico d’oltreoceano

Questa è una storia che affonda le sue radici nell'amicizia, quella vera, disinteressata. Una storia che, ad altre latitudini, non risulterebbe così emozionante come solo le storie del profondo sud sanno essere. È la storia dell'amichevole unione tra due famiglie, quella di Peppino Cervone e di Nicola Prudente, detto "Nick", emigrato di successo negli States negli anni '70.

Quasi quaranta anni di grandi sacrifici e Nicola diviene un punto di riferimento per amici lontani da Giovinazzo e per tanti giovani, grazie ad una squadra di calcio. Ma il suo baffo lungo e curato, segno distintivo che gli è valso il soprannome di "Conte", è stato capace di tanti slanci nei confronti della famiglia Cervone che, anni fa, ha affrontato il calvario della malattia e poi della perdita del caro Massimo. Nick c'era allora, c'è stato poi e ci sarà ancora, col suo piglio apparentemente burbero e col grande cuore. A lui ha voluto tributare un pensiero proprio Peppino Cervone. Eccone alcuni stralci affidati al nostro portale: «Nicola emigrò a New York, negli Stati Uniti, nel 1975, alla ricerca di migliori fortune. Lavorando con abnegazione, anche per 16 ore al giorno come carpentiere sui grattacieli di Manatthan – scrive Cervone –, si è conquistato un posto al sole. Ora per la comunità italo-americana è "qualcuno" ».

Nick da circa 40 anni torna ogni estate a Giovinazzo, impegnatissimo prima nella Regata dei Gonfaloni, poi nella Festa Patronale. «Gli è rimasta nel cuore Giovinazzo, non è mancato un anno per i festeggiamenti in onore di Maria SS di Corsignano. Lì, in America, dirige una squadra di calcio, partecipando ai vari campionati locali, con un occhio sempre rivolto al settore giovanile, che lo vide dirigente per l'US Giovinazzo nei miei anni di presidenza». Poi il ricordo sobrio ma doloroso degli anni della malattia del figlio Massimo: «Nell'ultimo viaggio della speranza del mio ragazzo – ricorda il presidente dell'Assovogatori – fummo costretti a volare a New York, affinché Massimo ricevesse cure specialistiche di primo livello. In quella occasione ho conosciuto l'ospitalità, la disponibilità, la gentilezza di questa persona e della sua famiglia. Non eravamo parenti – prosegue Peppino Cervone – ma Nicola seppe farci sentire a nostro completo agio, aprendo la porta di casa sua senza esitazione, insieme alla moglie Anna, coinvolgendo buona parte della comunità giovinazzese nella Grande Mela e dandoci un grande supporto morale».

Un'amicizia vera, pronta a superare le distanze. Per questo i Cervone hanno tributato questo loro pensiero ai Prudente, attraverso la stampa, a sorpresa. Ed il saluto rende l'idea di quello che è il legame saldo, che sancisce l'unione tra questi due nuclei familiari: «Con questa breve missiva, pubblicata grazie ai media locali, noi Cervone intendiamo lasciare una testimonianza tangibile a favore della famiglia di Nick. Non possiamo dimenticare quanto fatto da lui per noi. Ed a lui va il nostro affettuoso saluto, all'uomo ed all'amico caro».
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