Kella Del Prete al Master Class
Kella Del Prete al Master Class
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Kella Del Prete, l'amazzone orgoglio giovinazzese

La sportiva si è raccontata alla nostra redazione

Il 2021 è iniziato con il piede giusto per Domenica "Kella" Del Prete, giovane amazzone originaria di Giovinazzo.
La sua grande passione per l'equitazione ed il rapporto simbiotico con lo splendido cavallo grigio chiaro Cadenco rappresentano uno spot per uno sport non a ragione ritenuto d'élite.
L'amazzone ha rivelato talento e grande ambizione in questo campo, che lei vive con tutta se stessa dall'età di nove anni, esperienza condivisa per un periodo con sua sorella Giusy, la quale ha poi fatto una differente scelta di vita. Il positivo supporto ricevuto dal primo momento da mamma Cinzia e dal suo più grande fan, il papà, il farmacista Carlo Del Prete, le hanno dato ancor più forza e sicurezza nel proseguire su questa via. E proprio l'orgoglio maggiore è stato espresso dal padre Carlo che, tutte le volte che può, segue sua figlia nelle competizioni. Caratteristica comune tra genitore e figlia sembra essere la tenacia, ingrediente fondamentale per raggiungere risultati importanti. Di seguito la nostra chiacchierata.


In questo scorcio di nuovo anno sono arrivati due importanti risultati conseguiti in questo periodo: la vittoria nella prima edizione del Campus Master Class di Equitazione ed il primo premio al Campionato assoluto regionale di salto. Raccontaci le tue emozioni.

Il Campus Master Class è uno stage con tecnici di alto livello, articolato in due giorni di allenamento in preparazione del weekend di gara, quindi si lavora su quello che è il momento fondamentale per chi gareggia nella mia disciplina. A tutto questo si aggiunge una valutazione giornaliera da parte dei coach e di ognuno dei partecipanti su volontà di apprendimento, tecnica e spirito di squadra, elementi fondamentali per decretare il vincitore alla fine dell'esperienza.
Per me, vincere il Campus Master Class Premiere è stato come attaccare il caricabatterie della mia motivazione alla presa! Non me lo aspettavo, mi sono inserita in un gruppo già formato e con elementi validissimi e pensavo, quindi, di aver già perso in partenza. Rendersi conto che tecnici come Riccardo Pisani e Giuliano de Crescenzo, che ho sempre stimato, hanno compreso e apprezzato il mio modo di lavorare, senza conoscermi, è stata davvero una grande soddisfazione. Per quanto riguarda i Campionati regionali invernali, invece, sono partita per ottenere un buon risultato. È stata una gara che sapevo di poter fare bene e perfettamente nelle corde del mio cavallo. Mi è servita come vittoria per testare più la mia resistenza mentale che tecnica, per quest'ultima dovrò aspettare un campionato che sia più impegnativo a livello di altezze e costruzione del percorso.

Cosa rappresenta per te l'equitazione?
Forse sarà banale, ma per me è tutto. Ho provato a vivere senza questo sport, so cosa significa frequentare l'università, uscire con gli amici e fare tardi la sera e ho visto che non mi bastava. Ognuno di noi ha una motivazione che ci spinge ad alzarci dal letto, nel mio caso anche molto presto, e per me sono i cavalli, il lavoro quotidiano con loro, che poi si concretizza sul campo gara.

L'alchimia che c'è tra te amazzone ed il tuo cavallo vuoi provare a spiegarcela? La coltivi in qualche modo, senti che cresce?
Il mio cavallo si chiama Cadenco Van't Gellut Z, un castrone di dodici anni che ha più caratteristiche umane che quelle di un cavallo. Non ci sono parole per descriverlo: è intelligentissimo e si fa capire perfettamente. È il mio bambino, come tutti i cavalli che monto; infatti, di questo sport purtroppo si vede solo la punta dell'iceberg, la gara, ma la parte più impegnativa e importante è quella che la precede: la pulizia, la conoscenza di tutti i vizi e le paure di ogni cavallo. Per me poi diventano tutti un po' dei figli, per il tempo che passo con loro e la dedizione che ci metto.

Che ricordo hai dei premi e riconoscimenti importanti che hai conseguito nel passato?
Ho avuto la fortuna (e mi permetto di dire anche il merito) di aver collezionato tante soddisfazioni da quando, all'età di dieci anni, mi sono affacciata all'attività agonistica. Ricordo con piacere il primo "vero" risultato, che all'epoca rappresentò un traguardo enorme: la medaglia d'oro ai campionati centro-meridionali 2014, trofeo Juniores. Un'altra vittoria per me importantissima è stata la medaglia d'oro ai Campionati centro-meridionali 2018 criterium Young Riders, la seconda gara dopo un evento che mi ha segnata particolarmente. Così ho preso questo risultato come un segno del destino che mi confermasse che questo sport dovesse sempre far parte della mia vita.

I prossimi obiettivi?
Vorrei creare un mio team di gente con cui lavorare, sponsor e proprietari che si af(fidino) a me e alla mia visione dell'equazione. Voglio, infatti, ringraziare chi già crede in me, il mio istruttore Antonello Andrisano che mi ha affidato il lavoro con un paio dei suoi cavalli. Sapere che un uomo di esperienza e competenza come lui stima il mio lavoro è motivo di grande orgoglio, tanto quanto la fiducia nella cura e nell'attenzione che mi dà il suo braccio destro, Riccardo di Canio, che si occupa della gestione da terra. Non meno importante è il sostegno di Emanuele Laiatici e di tutto il team Goldspan Italia, un marchio leader in Europa nella produzione di lettiere per cavalli che si affida a tecnologie modernissime che garantiscono una qualità costante ed elevata, tutto ciò che credo sia fondamentale per il benessere del nostro animale. E ultimi, non per importanza, vorrei ringraziare i miei genitori, che ormai ben più di dieci anni fa, mi hanno portata in maneggio, facendomi scoprire la mia passione, sostenendomi sempre. Ma la mia vera forza, e persona con la quale più di chiunque altro sarò in debito, credo sia mia sorella Giusy. Ha vissuto questo sport insieme a me, gioie e dolori, sacrifici e rinunce. E cosa più importante mi ha aiutata a rispondere a queste domande, essendo lei capacissima con le parole e riuscendo a trasferire su carta quello che troppo spesso non riesco a comunicare, colmando perfettamente le lacune del mio carattere dovute al mio essere fin troppo concreta.

Un progetto di vita: cosa vuoi fare da grande?
Il mio sogno è quello di diventare un'amazzone professionista. È un'affermazione che spaventa, non è facile farsi conoscere e trovare i mezzi economici per arrivare a competere ad alti livelli. A tutto questo si unisce il mio essere donna che, in questo, come purtroppo molti altri ambiti, è visto come un qualcosa di debilitante, che non permette di avere successo solo grazie al proprio talento. Il mio obiettivo è quello di farcela da sola, contando sul mio talento e su chi ci crede, per arrivare a consolidare ancora di più l'idea che con i cavalli, l'unico mezzo per ottenere risultati, sia la giusta comunicazione e l'intelligenza, mai la forza.
  • Kella Del Prete
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