Tommaso Bonvino
Tommaso Bonvino
Politica

Verso il 2022, Tommi Bonvino racconta la "sua" Sinistra Italiana

Partito a congresso a breve. La nostra intervista al Segretario cittadino uscente

Continua il nostro lungo percorso di avvicinamento alle elezioni comunali del 2022. Quinto capitolo dedicato a Sinistra Italiana ed al suo Segretario uscente Tommi Bonvino. Una chiacchierata schietta, da cui è emerso ciò che leggerete.


Segretario, intanto, i nostri ringraziamenti in apertura per la sua cortese disponibilità.
Partiamo dalle vicende interne alla vostra segreteria. Andrete a breve a congresso: può tracciare un piccolo consuntivo della sua attività da segretario. Quali i risultati raggiunti e quali invece gli obiettivi in vista delle amministrative del 2022?

Grazie innanzitutto per lo spazio concessoci. Sono stato nominato segretario nell'autunno del 2017 all'indomani della tornata elettorale comunale, dopo una lunga militanza soprattutto associativa. Accettai di buon grado la proposta delle mie compagni e dei miei compagni e sono convinto ancora oggi dell'importanza fondamentale di strutture come i partiti nel rappresentare le istanze dei cittadini. Posso dire in questi anni di aver fatto soprattutto da rappresentante di un gruppo che è sempre rimasto coeso e ha lavorato in maniera collettiva e collegiale, restando sempre vigile sulle vicende cittadine, pur restando fuori dal Consiglio Comunale per una manciata di voti, affiancando in maniera propositiva e attenta le forze di opposizione e cercando di mantenere sempre saldi e forti i legami con chi ha avuto e ha voglia di ragionare per il bene della città e per ricompattare le forze politiche affini per dare un destino migliore a questa comunità. Anche senza occupare poltrone si può essere sempre presenti sul territorio con campagne e iniziative, portare avanti le istanze dei cittadini e spesso raggiungere anche ragguardevoli risultati elettorali. Basterà citare l'ultimo ottimo risultato ottenuto alle scorse elezioni regionali, un candidato giovinazzese non aveva mai ricevuto tanti voti.

Fate parte del laboratorio politico OfficinaGiovinazzo22, che vede al suo interno varie anime. Perché vi avete aderito e cosa vi aspettate dall'interlocuzione con le altre forze di centrosinistra? C'è stato un riavvicinamento col Partito Democratico, con cui non sempre sono state rose e fiori?
Siamo stati tra i promotori sin dall'inizio di quello che è diventato il luogo di discussione del centrosinistra cittadino, perché siamo fortemente convinti che Giovinazzo abbia un grandissimo bisogno di recuperare una visione politica e di città forte e ben definita, dopo 10 anni di vagabondaggio politico da parte di chi l'ha amministrata. Il rapporto con tutte le forze che oggi costituiscono Officina22 è stato sempre dialettico ma rispettoso, quando si hanno ben chiari obiettivi comuni è tutto molto più facile e naturale, anche rivedere e superare posizioni passate per fare una sintesi positiva. Ci aspettiamo dal lavoro che stiamo facendo e soprattutto da quello che ci attende di rimettere al centro i veri bisogni di una comunità, slegando l'attività politica dai favoritismi, dalle vendette, dalle violazioni a cui abbiamo assistito per troppo tempo.

Sinistra Italiana a Giovinazzo non può non far pensare a Nico Bavaro. State pensando di candidarlo alla carica di Sindaco (in molti a sinistra lo vorrebbero) o vi rimettete a quanto uscirà dal dialogo con gli altri movimenti e partiti della vostra area?
La presenza di Nico è per noi tutti e tutte un costante motivo di orgoglio e una spinta a lavorare al meglio. Stare al suo passo da un punto di vista politico è impegnativo e un'occasione continua di crescita, non solo per noi di SI. Penso che il suo lavoro faccia già un gran bene per l'intera città.
Per quanto riguarda Officina22 il percorso parte e si concentra su idee, programmi, prospettive, non sui nomi. Sceglieremo la persona giusta a guidare la coalizione al momento opportuno con le altre compagini politiche e con gli elettori e le elettrici che vorranno riconoscervisi, sulla base del lavoro che svolgeremo nei prossimi mesi e sull'idea di città che ne verrà fuori.

Passiamo alla parte amministrativa. Siete distanti dall'attuale maggioranza, ma se dovesse focalizzarsi su alcuni aspetti del loro modo di amministrare che hanno sancito e poi dilatato questa distanza, a cosa penserebbe?
Non potremmo essere più distanti dal modo di operare della maggioranza che governa Giovinazzo da 10 anni non per una scelta ideologica e aprioristica, ma per ciò che abbiamo riscontrato nei fatti, nei modi e nei valori portati avanti dall'ormai lontano 2012 in poi. Accanto a una serie di scelte e atti discutibili nel merito – ne cito alcuni ma solo a titolo di esempio, dalla post-gestione della discarica alla vicenda Casa di Riposo, dalla gestione degli incarichi dirigenziali in Comune alle nomine assessorili – abbiamo purtroppo assistito sempre a toni esasperati, al ricorso sistematico all'insulto e allo screditamento dell'avversario, alla mortificazione delle esperienze virtuose, al favoritismo degli amici degli amici come strategia operativa, allo scaricabarile. La cittadinanza si ritrova oggi fortemente polarizzata e ci sarà tanto da lavorare per ricostruire un senso di comunità che vada anche oltre le distanze politiche.

Che idea si è fatto sulla questione relativa ai lavori alla Casa di Riposo San Francesco?
Questo è uno dei tasti della vita amministrativa cittadina che a livello personale mi fa più pena, e so che questo è un sentimento condiviso. Un fallimento annunciato e purtroppo più volte denunciato nelle diverse sue fasi di svolgimento da parte di chi poi è stato di conseguenza additato come disfattista, bastian contrario, rompiballe. Spero si abbiano le forze e il coraggio in un futuro non troppo lontano per resettare questa storia e affrontarla seriamente, partendo dalla base: l'appalto.

È un dibattito più che mai attuale quello relativo al rilancio culturale e turistico della città di Giovinazzo, soprattutto dopo le macerie che lascerà l'emergenza sanitaria in corso. E sappiamo che sono temi che le stanno a cuore. Se Sinistra Italiana dovesse governare questa città, su cosa punterebbe?
Sono temi di interesse globale, non certo cari a una singola persona o a un singolo gruppo. Se ragionassimo in questi termini finiremmo per fare gli stessi errori fatti negli anni passati, quando si è scelto di seguire l'umore di chi ha avuto il pallino del governo della città trasformandola di volta in volta in "città dell'olio" o "città delle due ruote" senza aver tastato il sentimento reale del resto della città. Giovinazzo ha sicuramente delle forti potenzialità turistico-culturali da esprimere, o meglio da riscoprire dopo lunga dormienza, ma può farlo con efficacia solo all'interno di un percorso organico che metta insieme le istituzioni pubbliche, gli imprenditori, le associazioni, i cittadini appassionati, i lavoratori. Un vero e proprio laboratorio di nuove prassi che valorizzi al meglio le tante eccellenze che sono presenti in città, magari anche "copiando" quello che di buono accade altrove, cosa che da orgogliosi paesani spesso non siamo abituati a fare.

Capitolo discarica: voi siete stati tra i più critici con l'Amministrazione Depalma per la fase di post-gestione, mentre la maggioranza ha ribattuto che i disastri maggiori derivano dalla Giunta regionale presieduta da Nichi Vendola. Ecco, attraverso le nostre pagine potete dire tutto ciò che pensate su questa intricata vicenda…
La prima cosa che mi viene da dire sull'argomento è che solo pochi giorni fa abbiamo nuovamente "scoperto" che gli sversamenti di percolato erano ancora lì, anzi stavano avanzando pericolosamente verso i campi circostanti, e una buona fetta dei fondi ricevuti dalla Regione Puglia per il recupero e lo smaltimento erano invece ancora fermi in cassa. Penso che questo basti a rappresentare l'attuale situazione.
Tornando al periodo della Giunta Vendola, difficile riassumere in poche righe una vicenda così intricata, anzi colgo lo spunto per un invito a un approfondimento pubblico sulla questione (in forma virtuale o in presenza quando si potrà, magari). Abbiamo più volte sollecitato il sindaco a un confronto sull'argomento ma non siamo mai stati ascoltati, chissà se ne avrà voglia in campagna elettorale.

PalaPansini Punto Vaccinale di Popolazione: ci credete? Lo sperate oppure c'è qualcosa che non vi convince?
Per quanto il potere dei Comuni sulla campagna vaccinale resta molto limitato, avere un centro cittadino sarebbe senz'altro molto utile per accelerare i tempi e ridurre i disagi dei cittadini. Ma da qui a vederlo aperto e realizzato, sai, mi chiamo anch'io Tommaso, sono scettico per natura…

Chiusura con qualcosa che va oltre il mero dibattito cittadino. Sinistra Italiana non appoggia il Governo Draghi al contrario di Liberi e Uguali: rapporto definitivamente interrotto con altri soggetti di sinistra? E poi c'è la domanda che tanti elettori ci chiedono sempre di rivolgervi: ma voi vi sentite ancora comunisti ed eredi di quelle idee oppure il vostro è un percorso ormai lontano da quegli ideali?
Il rapporto di Sinistra Italiana con le altre forze politiche di sinistra e centrosinistra resta più che mai attivo e prosegue nella direzione del consolidamento di una coalizione che comprenda le forze che hanno appoggiato il secondo Governo Conte (escluse quelle che volessero autoescludersi, come dichiarato ad esempio da alcuni esponenti di Italia Viva negli ultimi giorni). Non appoggiare organicamente il Governo Draghi è stato un atto doveroso quando ci si è resi conto che è stato il risultato di una manovra politica inopportuna e spregiudicata, fortemente sbilanciata a destra.
Ma, vedete, c'è una cosa che vorrei far notare a chi magari non frequenta molto l'impegno politico e soprattutto non lo fa nei partiti militanti di sinistra: difendere i propri valori e non essere d'accordo su questioni politiche non significa sempre e necessariamente rompere rapporti, "litigare", cercare vendetta alla prima occasione utile. Ed è quello che noi, nel nostro piccolo, abbiamo sempre cercato di fare e dimostrare. Tant'è vero che negli appuntamenti importanti il discreto numero di elettori che a Giovinazzo sceglie di appoggiare una formazione dichiaratamente di sinistra, schierata sempre dalla parte dei più deboli come Sinistra Italiana, lo fa sempre volentieri, prima di badare alla definizione "post-qualcosa" di turno che occorre affibbiarle a livello mediatico, nazionale o locale che sia.
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