L'incontro di Primavera Alternativa
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Politica

«Quel pasticciaccio brutto della Greenway»

Ieri sera l'incontro di PrimaVera Alternativa: «Un'opera pubblica che rappresenta il loro metodo: quello del tanto per fare... male»

Elezioni Regionali 2020
Ieri sera PrimaVera Alternativa è tornata a dialogare con la gente nelle strade del rione Immacolata su un tema divenuto particolarmente scottante in questi ultimi giorni: la "Greenway".

Un'opera pubblica che per Sabino Sterlacci, volto noto del movimento politico, rappresenterebbe plasticamente «il metodo dell'amministrazione Depalma-Forza Italia: quello del tanto per fare... male! Un fallimentare protocollo operativo che si ripete sempre uguale a se stesso!».

Per Sterlacci «si parte da un progetto di cui nessuno sa nulla, gli si attribuisce un nome inglese o suadente (Greenway o Casa delle Tartarughe) e lo si insignisce di un premio farlocco, pagato profumatamente dai cittadini giovinazzesi (Urban Promo). Si salta a piè pari la fase della partecipazione, della condivisione e del confronto con i cittadini sul progetto. Si pagano profumatamente dei progetti che nessuno legge o controlla, infarciti di elaborati generici, pieni di omissioni e che raccontano di una città che non esiste».

«Prova ne è - sempre secondo Sterlacci - che lo stesso Sindaco è costretto a parlare di varianti da apportare alla Greenway, sulla base delle indicazioni di non meglio precisati cittadini. Quindi? Il progetto era sbagliato? E in cosa consistono queste varianti? E chi sono questi cittadini? Esistono veramente allora cittadini di serie A e cittadini di serie B? Quelli che se conoscono il Sindaco o l'Assessore riescono ad ottenere la modifica di un progetto, magari a scapito di altri concittadini?».

«Poi, a lavori aggiudicati, quasi a sfottò, quando ormai si può fare poco o nulla - continua - ecco che Depalma & Co. si ricordano dei cittadini. E perché se ne ricordano? Solo per raccogliere un consenso che stanno perdendo giorno dopo giorno. Solo che poi arriva il momento in cui iniziano a materializzarsi i lavori veri e propri e tutti si accorgono che tutto quello che è stato raccontato (anzi propagandato) era solo un gigantesco bluff!».

«E così la Greenway si mostra in tutto ciò che realmente è: un marciapiede di asfalto che segue un percorso quasi surreale escludendo luoghi davvero "green" (inconcepibile l'esclusione dal suo percorso del Parco Scianatico!); un'opera senza capo né coda che non solo non si adatta alla città, ma che paradossalmente - conclude Sterlacci - pretende che sia la città ed i suoi cittadini a doversi adattare a lei!».

È stato l'ingegnere Saverio de Candia a parlare diffusamente delle tante criticità tecniche che vanificherebbero proprio uno dei propositi principali del progetto: quello cioè di garantire una maggiore sicurezza delle utenze deboli del traffico (pedoni, bambini, disabili in carrozzella, ciclisti, etc).

«Troppi - secondo de Candia - i restringimenti di carreggiata che costringono a continue interruzioni della pista ciclopedonale (soprattutto in piazza e nel centro storico), eccessiva la promiscuità con il traffico veicolare; numerose le caditoie per la raccolta delle acque piovane sulle stesse corsie; pericolosi i cordoli in rilievo e le numerose interferenze con gli accessi privati carrabili; molto ravvicinata la distanza dalle aree parcheggio che non consente spazi adeguati per l'apertura delle portiere delle auto senza il pericolo di colpire ciclisti e/o pedoni».

Ed ancora: «Nessun raccordo o coordinamento con gli strumenti di pianificazione della mobilità (piano urbano del traffico generale, esecutivo e particolareggiato, piano dei parcheggi), con conseguente riduzione di aree di sosta e con tutte le negative ripercussioni dei restringimenti di carreggiata sul traffico veicolare, soprattutto nelle aree più sensibili (piazza, centro storico, in prossimità di scuole, aree mercatali, ecc.)».

«Non è dato neanche sapere - dice ancora de Candia - se si sia acquisito un parere di fattibilità del responsabile del servizio viabilità sul progetto! Il dubbio, non remoto viste le precedenti esperienze sulla ciclovia Giovinazzo-Santo Spirito, è che opere realizzate così in fretta, oltre che sospette per le modalità di attuazione, rischino di apportare molti più danni che benefici e possano costringere a posteriori a misure correttive molto onerose per le casse comunali».

Ma PVA, da sempre convintamente favorevole alla mobilità sostenibile, non si è limitata alla sola fase della critica ed ha provato anche a tendere una mano all'amministrazione, chiedendo la immediata convocazione delle commissioni Urbanistica e Lavori Pubblici, dove tali problematiche possano essere istituzionalmente e pubblicamente discusse e superate.

Una proposta che non può cadere nel vuoto, anche in considerazione della straordinaria partecipazione popolare all'incontro di ieri sera.
  • PrimaVera Alternativa
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