Gianni Colajemma
Gianni Colajemma
Cronaca

Anche Giovinazzo piange Gianni Colajemma

L'attore barese si è spento a 62 anni

Se ne è andato a 62 anni Gianni Colajemma, una delle voci più autentiche della baresità portata in teatro.
E per baresi si intende tutta le gente della nostra Area Metropolitana, di quella che un tempo si chiamava provincia. Lui era capace di ricamare su pregi e difetti nostrani, portandoli all'esasperazione spesso in trasposizioni dialettali di grandi classici delle letteratura e del teatro. Classici, a scanso di equivoci, che bisogna conoscere, studiare a lungo, per poi trasporli in maniera convincente ed in chiave comica.

Il Barium, la sua piccola ed accogliente casa di via Pietro Colletta, a due passi dal Quartierino, zona residenziale nei pressi del Policlinico, era sempre gremita al sabato e alla domenica, segno di un amore incondizionato che la gente di tutta la Terra di Bari gli aveva donato. E lui restituiva tanto, con due ore di grande divertimento, frutto però di testi ed improvvisazione che affondavano le radici nella enorme passione per la recitazione e la scrittura tout court, quella che lui aveva sperimentato in tanti anni di formazione ignorata da troppi.
Non era amato da qualcuno nei salotti "bene" e, per dirla alla Gennaro Nunziante, come altri comici «subiva l'emarginazione dalla cultura ufficiale» o se preferite dell'intellighenzia radical chic. Ma non se ne doleva affatto, perché portava in scena a modo suo il politicamente scorretto, attorniato sempre da donne intelligentissime, complici e mai comprimarie, protagoniste che hanno fatto, almeno quanto le sue battute spiazzanti, la fortuna del sodalizio del Teatro Barium.
Mancherà a moltissimi nel suo ambiente Gianni Colajemma, mancheranno le accentuazioni dei difetti baresi, mancheranno la sua mimica facciale e le venature malinconiche, mancherà un teatro popolare in vernacolo che piaceva trasversalmente alle generazioni ed ai ceti sociali e che sapeva trasmettere messaggi positivi.
Il Covid lo ha portato via, dopo alcune peripezie oncologiche, ma non ha spento il sorriso sui volti di chi ha avuto la fortuna (la fortuna!) di assistere ad un suo spettacolo. Chissà che risate con Mariolina De Fano lassù... (Gianluca Battista)


LE TESTIMONIANZE A GIOVINAZZO

Sgomenti, tanti suoi fans giovinazzesi hanno voluto lasciare un pensiero sui social network. A Colajemma, causa Covid, non potrà essere tributato il giusto omaggio, che tutta l'Area Metropolitana, tra qualche tempo, dovrà concedergli.
Noi abbiamo raccolto alcuni pensieri di chi lo ha conosciuto professionalmente, per il ruolo che ricopre e di chi semplicemente ha trovato interessante un modo di pensare alla cultura come un piatto che va servito su ogni tavola, a dispetto di formazione e censo.

ELISA BARUCCHIERI, danzatrice aerea, coreografa, regista e attrice, era stata nel mirino delle sue critiche per la direzione del Corteo Storico di San Nicola. Ma il suo spessore umano e professionale non le ha impedito di ricordarlo con stima: «Lui non mi amava, anzi - ha scritto -. Ed io non l'ho mai conosciuto. Ma ha emozionato generazioni di baresi e ha segnato la storia teatrale di Bari. Bari e i baresi perdono un uomo di grande energia, passione e creatività, e tutti siamo più poveri. Per favore, facciamo attenzione. Questo bastardo di virus sta ancora vincendo, e ci sta togliendo persone preziose e occasioni che non recupereremo mai più. Ciao Gianni, sono sicura che la tua energia esplosiva continuerà ad emozionare anche nella prossima dimensione».

CRISTINA PISCITELLI - Assessora alla Cultura del Comune di Giovinazzo, un ruolo nell'Apulia Film Commission - «Non avremo più lui che era portatore sano di divertimento. Non avremo più quella baresità che rappresentava la parte più popolare eppure più autentica di Bari e della sua terra. Sarà scontato, ma lui, nonostante alcune diffidenze di taluni ambienti, è stato un generatore costante di cultura e lascia un vuoto enorme».

NICOLA DE MATTEO - Delegato metropolitano all'IVE, ideatore della Notte Bianca della Poesia - «Quanto è difficile staccarsi dalle immagini dei personaggi che Gianni Colajemma rendeva vivi sul palcoscenico, conditi sempre di una baresità spontanea e verace che continuavano a ballare nella mia mente anche dopo ore o, addirittura, dopo giorni. Risate qualche volta dal sapore salato, che rendevano sempre attuali le storie della nostra straordinaria Bari, che profumavano di vento, di sole, di mare e sì...di gioia. C'è bisogno di un pizzico di classe per dare un tocco onesto di frivola vanità a commedie che erano racconti di vita che donavano a noi spettatori un senso di bellezza e spensieratezza. Ecco, Gianni Colajemma era tutto questo ed altro ancora. Tanto altro! ».

DANIELE de GENNARO - Consigliere comunale di PrimaVera Alternativa ha voluto solo lasciare un post con un cuore spezzato e un'affermazione che ha tradito emozione: «Mancherai!».

ANTONELLA MARZELLA, Consigliera comunale di Forza Giovinazzo: «La notizia mi ha profondamente addolorata. Ho avuto la fortuna di assistere ai suoi spettacoli al Barium, l'ultimo proprio a febbraio 2020 prima della pandemia, tutti studiati nel dettaglio, nei testi, nelle scene e nei protagonisti ed ogni volta era divertimento assicurato, pieno, totale. Ritengo che il mondo dello spettacolo e la comicità barese abbiano perso un grande riferimento, un amico della gente. E lo perdono per colpa di un virus subdolo che non fa sconti a nessuno. E questo rende ancor più triste tutto».

DAMIANO FRANCESCO NIRCHIO, attore ed autore teatrale, nonché musicista, lo ha ricordato riprendendo quanto scritto dal critico e giornalista Oscar Iarussi: «C'è un mondo di artisti-artigiani cui rendiamo omaggio solo quando è tardi. Il loro essere "locali", almeno finché non li scopra il regista di passaggio, è invero legame forte con una comunità. Mi addolora apprendere della scomparsa di Gianni Colajemma: era un bravo attore, un interprete genuino della baresità non strumentale, una persona perbene, un uomo gentilissimo. Mi faceva ridere e questo è l'onore più prezioso da rendere a un comico, del quale aveva anche certe malinconie».

GABRIELLA SERRONE - traduttrice, francesista, docente e giornalista - «Con amici ed il mio compagno avevamo in programma di tornare a vederti non appena sarebbe passato tutto. Dopo ogni spettacolo, non vedevamo l'ora di tornare nel tuo teatro e passare due ore senza pensare a niente. Perché ridere con te era un'esperienza incredibile, con le tue battute spiazzanti, scorrette e originali. Che tristezza, Gianni, pensare che non ci sarà più la tua comicità, la tua ironia dissacrante a farci ridere un po' di più ed a darci la prospettiva di un domani differente, dove tutto è importante, ma nulla è essenziale. Ed in cui gli amici si ritrovano per sorridere, insieme, dei loro stessi difetti che egregiamente rappresentavi. Troppo tardi in molti scopriranno il tuo talento».

GIUSEPPE DALBIS - giornalista: «La prematura scomparsa di Gianni Colajemma lascia un indescrivibile senso di vuoto in tutti coloro che hanno conosciuto la sua arte. Entrare nel suo Teatro Barium, una bomboniera curata con tanto amore, voleva dire lasciar fuori la vita quotidiana per immergersi in un piccolo mondo incantato di risate interminabili, fragorose, impossibili da trattenere. Perché Gianni, viene da chiamarlo così per l'umile vicinanza al suo pubblico, era un divulgatore della lingua barese ma anche un interprete del modo di vivere e pensare della nostra terra.
Bastava un'espressione, spontanea e benevolmente tagliente oltre che divertita, per farci riconoscere in quel buffo faccione con la chioma riccia a cui era impossibile non affezionarsi. Ci mancherà e a poco servirà rivedere i suoi spettacoli registrati, la sua capacità di portare anche Molière sotto gli archi vicini a San Nicola.
Fino a pochi mesi fa scriveva sui social "Torneremo e sarà tutto più bello". Senza di un monumento alla "nostra" baresità come Gianni Colajemma lo sarà molto molto meno».
  • Gianni Colajemma
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