Presentazione
Presentazione "Accantitudine"
Eventi e cultura

"Accantitudine": la presentazione dell'albo illustrato in San Felice

Le autrici sono Emanuela Maldarella e Marisa Valente

La parola "accantitudine" è un neologismo che ben si coniuga in questo momento storico e sociale in cui il concetto dello " stare accanto", dell'ascoltare chi ci è vicino e ha bisogno di attenzione, è una buona prassi da mettere in atto ogni giorno nella nostra vita. Questa parola, originale nel suo suono, è il titolo dell'albo illustrato a cura di Emanuela Maldarella e Marisa Valente che ne hanno scritto il testo, mentre Nicoletta De Candia ha curato le illustrazioni.
La presentazione di questo libro si è svolta venerdì 6 maggio nella sala San Felice alla presenza di un numeroso e attento pubblico che ha partecipato a un incontro ricco di spunti di riflessione forniti sia dalle tre autrici sia dal prof. Francesco Bellino, noto docente universitario, professore ordinario di Filosofia Morale, Bioetica ed Etica della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Bari oltre che formatore. A Mariagrazia Raffaeli, pedagogista ad orientamento filosofico, il ruolo di moderatrice sempre centrata nei suoi interventi. L'evento culturale, patrocinato dall'amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Tommaso Depalma, da Michele Sollecito, Assessore alla Pubblica Istruzione e Solidarietà Sociale, e da Cristina Piscitelli (in foto), assessore alla cultura e turismo, è stato ideato dalla docente Antonella Carlucci in un momento, questo che stiamo vivendo, in cui è bene riprendere con la diffusione di eventi culturali dopo due anni di stop forzato a causa dell'emergenza sanitaria.

L'AUTRICE MARISA VALENTE
Cosa c'è dietro la parola "accantitudine" l'ha espresso Marisa Valente, insegnante di scuola primaria e docente universitaria presso la facoltà di Scienze della Formazione Primaria all'Università di Bari. «La storia nasce dal desiderio dì riappropriarci dell'abitudine a starci accanto-ha affermato l'autrice Valente. "Accantitudine " è la risorsa che dobbiamo tutti ritrovare, è il luogo della comunicazione autentica, crocevia degli affetti e dei sentimenti, il luogo per ascoltare prima di capire e poi "stare accanto". L'accantitudine è condividere spazi e momenti con gli altri, è essere leggeri come una farfalla; è un luogo per pochi, ci vuole una forza d'animo e serve coltivare l'umiltà è la semplicità. L'insegnante saggio è quello che sta accanto ai suoi alunni per ascoltare i loro bisogni, per conoscerli meglio e permettere loro di formarsi».

L'INTERVENTO DEL PROF. FRANCESCO BELLINO
Nelle parole del prof. Francesco Bellino un intenso momento di riflessione che ha guardato all'etica e alla filosofia anche attraverso citazioni e pensieri celebri di filosofi sia classici sia moderni: Seneca, Karl Popper, Don Milani, Ludwig Wittgenstein. Nel suo intervento le riflessioni hanno fatto da stimolo su contenuti visti ad ampio raggio: dalla filosofia alle tradizioni, al rispetto per l'ambiente, per la famiglia e per la terra d'origine. «Se mi soffermo a pensare a questa sala che ospita il nostro incontro, non posso non pensare a Don Benedetto, ai suoi corsi di formazione. Bravo il caro Don Benedetto, uomo semplice e studioso! E ricordo Pino Tulipani che si è adoperato molto per gli altri e per le persone con disabilità: questi due ricordi mi emozionano molto. In questo incontro faccio riferimento alla filosofia che è l'interrogarsi sul destino dell'uomo e sulla sua vita. L'impegno dell'uomo è di aiutare gli altri a pensare. La parola che dà il titolo all'albo esprime l'esigenza di "stare accanto" dopo due anni in cui la maggior parte dei nostri contatti sono stati con il computer e con il mondo mediatico, perché a causa del Covid non ci si poteva ne incontrare né abbracciare. La realtà è invece fatta di corpi, di colori, di odori e ora dobbiamo comprendere che è importante stare accanto perché ogni essere umano può aiutare l'altro standogli vicino, evidenziando la ricchezza dei rapporti umani. Per un insegnante, fermarsi ad ascoltare i suoi alunni senza giudicare, è stare loro accanto. La scuola deve educare a riflettere, a dialogare, a discutere. Il bambino porta con sé un modo di vedere il mondo ricco di domande, di perché, del senso della giustizia: i bambini si pongono tante domande. Con lo stare accanto si educa anche con il linguaggio. L'educazione linguistica è un'educazione che sta alla base di tutto, ha le sue regole e rispettandole diviene corretta. Grazie a questo incontro posso affermare che i genitori devono stare accanto ai loro figli, così come gli insegnanti accanto ai loro alunni. Il dirigente scolastico deve stare accanto ai suoi docenti, non fare solo il capo, perché siamo di fronte ad esseri umani fragili e la fragilità ci deve trovare uniti. Il termine "accantitudine" può diventare un movimento di pensiero per una società più umana».

L'AUTRICE EMANUELA MALDARELLA
L'incontro tra le persone e l'attenzione all'ascoltare gli altri possono renderci migliori. La domanda che è stata posta dalla prof. Raffaeli all'insegnante Emanuela Maldarella, docente di religione nella scuola primaria e co-autrice dell'albo illustrato, fa riferimento al mondo globalizzato, all'accoglienza dove al centro c'è l'essere umano e a come lei riesce ad attuare la modalità dello stare accanto, dell'accantitudine. «Io credo che si debba ritornare all'essenziale, recuperare il dialogo in tutti gli ambiti perché così si possono creare relazioni. Davanti ad uno specchio sono sola con me stessa, stando accanto agli altri il me e il te diventa noi e lo specchio diventa finestra. Noi tutti abbiamo bisogno di accantitudine, capire che c'è un altro oltre me, si parla di inclusione e di bisogni educativi speciali; è importante esserci, restare, ascoltare e osservare. "Noi tutti siamo libri da leggere", si può stare accanto agli altri nei momenti difficili con una carezza che è elemento da non trascurare anzi da recuperare». Ospiti gradite dell'incontro due sorelle gemelle, Maria Pia e Federica Paradiso, affette da disabilità: la prima, autrice di una bella poesia "La tenerezza" che ha letto durante l'iniziativa e la seconda, cantante tra l'altro presente su Instagram sulla pagina federicaparadisomusic.it .

L'ILLUSTRATRICE NICOLETTA DE CANDIA
L'illustratrice Nicoletta De Candia, attraverso i suoi delicati disegni, ha rappresentato ai lettori la sua realtà, perché attraverso le immagini fa arrivare a noi le parole con la matita e i colori. «Nasco come scultrice all'Accademia delle Belle Arti - ha spiegato - ed ho già illustrato in passato storie inventate dagli alunni di Marisa Valente. Ora sono stata impegnata ad illustrare "Accantitudine", racconto di un sentimento, e a rappresentare l'idea che viene fuori da questa parola; ho utilizzato la farfalla come simbolo di leggerezza e disegni qui a rappresentare emozioni perché l'accantitudine di Marisa e di Emanuela è uno scrigno pieno di emozioni».

Gli intermezzi musicali, gradevoli e frizzanti, sono stati curati da due giovani promesse della musica, i flautisti Marianna La Candia e Corrado Mezzina. L'incontro ha saputo fornire uno spunto su cui riflettere per comprendere quanto sia importante nella relazione umana l'esserci con attenzione e ascolto verso chi ci è vicino. Questo può essere un punto di partenza di cui riappropriarsi per cucire un tessuto umano più vivibile e rispettoso dell'altro.

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