Il Commento

Il coraggio di chiamarsi opposizione

Riflessioni sull'operato dei Consiglieri di minoranza

Una lotta impari, quasi disperata, eppure così importante per il funzionamento delle istituzioni democratiche. Chiamarsi opposizione vuol dire tutto questo, ma non sempre è facile negli Enti locali far valere le proprie posizioni. La legge elettorale, con premio alla coalizione vincitrice, penalizza e spesso mette all'angolo i Consiglieri comunali di minoranza, costretti sovente ad arrampicarsi su salite politicamente impervie pur di difendere il proprio pensiero e quello dei partiti che rappresentano.

La massima assise giovinazzese non si sottrae a questa regola e, soprattutto nelle ultime battute di questa legislatura targata Tommaso Depalma, stiamo assistendo ad un depauperamento della funzione importantissima dell'istituto dell'opposizione. Però c'è chi, come i Consiglieri Vincenzo D'Amato, Gianni Camporeale, Lia Dagostino ed in parte Cosmo Damiano Stufano (più defilato nell'ultimo periodo) hanno cercato di non mollare, di portare con dignità a compimento il mandato ricevuto dagli elettori.

Li abbiamo osservati, Camporeale e D'Amato, nelle ultime due convocazioni del Consiglio, mentre hanno cercato di tenere testa alla compagine maggioritaria in palese inferiorità numerica, senza mai per questo sentirsi delegittimati a fare quello che stavano facendo. La verità è quella riconosciuta anche dal Sindaco nell'ultimo Consiglio comunale: l'opposizione è elemento importantissimo, basilare per rendere compiuta una democrazia, pilastro su cui si fonda il confronto.

Gli strumenti, obietterà qualcuno, sono assai limitati, ma intanto nel penultimo consesso cittadino l'azione dei due esponenti di centro-sinistra ha permesso la modifica di atti arrivati alla discussione dell'assise incompleti, frutto forse dei carichi di lavoro pesanti per il personale amministrativo risicato numericamente. L'azione di controllo su quegli atti, esercitata in piena legittimità dai due Consiglieri di minoranza, ha trovato consenso anche tra gli avversari politici, finendo con l'essere base da cui partire per votare emendamenti migliorativi degli atti stessi.

Quel che si cerca di evidenziare è come in tante realtà italiane, dalle più grandi a quelle più piccole, questo ruolo, questo presidio di legalità sia stato del tutto abbandonato, reso marginale. In piena campagna elettorale, a sei mesi dal voto amministrativo, si avverte quindi la necessità del richiamo ad operare in massima trasparenza, non accettando più che il mandato elettorale venga tradito in alcun modo, svuotando il Consiglio comunale della sua funzione primaria.

I fatti di cronaca di questi giorni, inoltre, non vincolano solo i candidati a comportamenti eticamente corretti verso il proprio elettorato, ma impongono in futuro a tutti gli eletti, soprattutto a loro, di continuare a fare la propria parte fino in fondo, in maggioranza o all'opposizione. L'esempio di alcuni Consiglieri dovrà servire a questo: si possono fare scelte politiche ed appoggiare finanche una maggioranza diversa da quella con cui si è corso, magari perché mutano le strategie ed emergono convergenze (a Giovinazzo ci sono esempi in questo senso), ma ciò che non è ammissibile è il lassismo, l'assenteismo dai luoghi simbolo delle istituzioni presso cui il popolo ha accreditato queste persone. Scene come quelle a cui abbiamo assistito durante questa legislatura non dovranno più verificarsi. Chi è eletto deve esserci sempre e la politica non può essere solo conta dei voti ed interesse personale.

Anche lottare in minoranza, soprattutto lottare quando si sa che dall'altra parte c'è un numero preponderante di avversari, è un esercizio non solo di democrazia ma più in generale di civiltà. Ogni tanto ricordarlo fa bene a noi operatori dell'informazione, che di questa politica dobbiamo occuparci, ed agli elettori tutti. Scontato per molti, nient'affatto se poi si guarda all'amara realtà.

Il prossimo Consiglio comunale, quindi, dovrà tornare ad essere arena ed agone, un tavolo su cui ogni forza politica potrà giocare le proprie carte fino in fondo, affidandosi alla serietà dei suoi rappresentanti. Ai cittadini il compito di vigilare affinché questo accada.
  • Cosmo Damiano Stufano
  • Gianni Camporeale
  • Vincenzo D'Amato
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