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Territorio

Dentro il corteo: la voce dei manifestanti

Le testimonianze dei partecipanti, l’entusiasmo dei giovani, la partecipazione

Alla manifestazione promossa dal comitato "Per la salute pubblica, no alla discarica" contro la sopraelevazione dei lotti I, II e III della discarica di San Pietro Pago hanno partecipato i partiti politici, i movimenti civici e le associazioni. «In questa città - ha detto Pino De Musso - tutto scorre, muta e cambia aspetto e forma. E lo fa nell'indifferenza generale. Oggi, invece, Giovinazzo ha risposto alla grande».

Ma a parlare, immersi nel cuore del corteo, sono anche i lavoratori, i giovani, i meno giovani, ovvero coloro che non hanno mai l'occasione di parlare: «L'intento della manifestazione - ha affermato Pino Daconto - era duplice: rianimare la cittadinanza su temi così importanti e delicati per tutti e poi far ricredere il sindaco sulle scelte scellerate fatte. Penso che la partecipazione di oggi (ieri, nda) possa farlo riflettere attentamente». Carmela Zaza, dell'associazione "Led", ha partecipato perchè chiede «la revoca dell'ordinanza e il rispetto della delibera del consiglio comunale in cui si ribadiva il dissenso all'utilizzo degli altri lotti». Più duro il commento di Gino Cirillo, del forum provinciale per l'acqua pubblica di Bari: «Non si può continuare a vivere di emergenze senza porsi il problema di un progetto serio, non si può tollerare il business di chi con i rifiuti ci marcia e finanzia le campagne elettorali degli attuali partiti politici».

Nicola de Pinto è un operaio della Prysmian: «Mi sono commosso nel vedere la mia gente unita per un tema così importante. Mentre marciavo pensavo a chi, in un letto scomodo, lotta ogni giorno contro un male incurabile. A loro mando un abbraccio. All'amministrazione invece chiedo un ripensamento. Per rispetto a questa città». Sulla stessa lunghezza d'onda Michele Poli, lo scorso anno sulla panchina dell'AFP Giovinazzo: «Sapete perché ho deciso di scendere in piazza? Nessuno in particolare mi ha detto di scendere in piazza. È stato il passaparola a convincermi: è arrivato il momento di cercar di sbloccare qualcosa, il mio paese non va, l'Italia non va. Oggi (ieri, nda) siamo scesi in corteo per la discarica, domani sarà per un altro motivo. Giovinazzo è già bloccata da tanto tempo! Siamo noi la chiave di tutto, ma dobbiamo aprire la porta giusta».

Ma c'è anche chi, come Gerardo Labombarda, ha partecipato al corteo «solo per un sentimento di partecipazione personale, con infinite perplessità». Oppure chi, come Angelo Marolla, lo ha fatto «perché la gente inizia ad aver bisogno di manifestare il proprio malcontento e soprattutto a riprendere in mano le redini di questo territorio». Gianfranco Stufano, dell'associazione "I Nipoti della Nonna", si mostra contentissimo della partecipazione di tanti giovinazzesi perché «certe decisioni riguardano tutti ed hanno bisogno di massima informazione e condivisione», mentre Gaetano Lisi spera nella revoca dell'ordinanza «in primis per tutelare la popolazione dalle malattie che la discarica di San Pietro Pago potrebbe provocare».

Secondo il dietista Mimmo Caccavo, infatti, «l'inquinamento prodotto dal sito va ad incidere tantissimo anche sulla qualità dei nostri alimenti e di conseguenza sulla nostra salute, dato che gli alimenti coltivati nelle campagne adiacenti alla discarica arrivano quotidianamente sulle nostre tavole, visto che siamo un paese che ha sempre basato la propria forza culinaria sui prodotti dell'orto. Siamo come nasciamo, ma diventiamo come mangiamo, come ci muoviamo e in questo caso come e cosa respiriamo». Una discarica che insiste nel territorio giovinazzese da 30 anni: «Sono consapevole - ha aggiunto Mauro Capurso - che i rifiuti debbano essere portati da qualche altra parte, ma la nostra città ha già dato tanto in questi ultimi 30 anni e da perla sull'Adriatico rischiamo davvero di diventare la pattumiera della Puglia».

Per Fabrizio Fallacara, invece, la manifestazione promossa dal comitato "Per la salute pubblica, no alla discarica" «non ha sortito gli effetti voluti cioè approfondire nel merito la questione: sono stati pochissimi coloro che hanno espresso la propria risposta (i soliti prevedibili) ancora meno quelli che hanno documentato testualmente le fonti delle proprie opinioni. Una buona divulgazione ecologica unita a strumenti certi ed efficaci di premialità contro la produzione di rifiuti non sono prioritari per chi si occupa di politica (partiti e non). E se si fosse chiesto ai partecipanti del corteo di sottoscrivere un impegno fisico di vigilanza per filmare tutti i camion che accedono alla discarica cosa sarebbe accaduto? Finchè non ci sarà vera solidarietà un sindaco qualunque potrà decidere tutto con la sua sola maggioranza».

Conclusione doverosa affidata a Nicola Turturro, primogenito del dirigente comunale: «È stata una bella prova di partecipazione alla vita politica del paese da parte di una cittadinanza che in passato ha trascurato questi temi così importanti. Belle le parole con cui si è concluso il corteo e soprattutto i volti di chi ha parlato: giovani e non solo, volti nuovi e freschi. Sono sceso in piazza per difendere la mia salute e quella dei giovinazzesi, la mia voce insieme a quella degli altri non potrà di certo essere ignorata durante il consiglio monotematico del 9 gennaio».

«Questo - ha proseguito - è un problema che mi colpisce in prima persona per tutto quello che riguarda la figura di mio padre, delegittimata dal sindaco, solo per raggiungere lo scopo dell'ampliamento della discarica, una battaglia che mio padre stesso ha combattuto per anni e a cui, con questa manovra, non potrà più opporsi. Mi auguro che questo sia solo l'inizio di una battaglia che dovrebbe coinvolgere tutti ma soprattutto i più giovani perché le scelte che si fanno oggi ricadranno su di noi domani».
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