Uccise il compagno di stanza in una Rsa, 88enne prosciolto per vizio di mente

I fatti risalgono al 2022, la vittima aveva 93 anni. Attestata «l'irreversibile incapacità di stare in giudizio»

sabato 25 aprile 2026 8.51
A cura di Nicola Miccione
Era finito a processo con l'accusa di avere ucciso il suo compagno di stanza in una casa di riposo per anziani a Bari. L'imputato, un 88enne di Giovinazzo, è stato prosciolto dall'accusa di omicidio aggravato dalla minorata difesa della vittima e dalla crudeltà per «vizio di mente e irreversibile incapacità di stare in giudizio».

A deciderlo è stata la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Anna De Simone, lo scorso 22 aprile. I fatti, come ricostruiti dall'indagine coordinata dal pubblico ministero della Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, Luisiana Di Vittorio, avvennero verso le ore 05.30 di mattina all'interno della casa di riposo San Gabriele, nel rione San Paolo di Bari. Si tratta di una residenza sanitaria assistenziale con 120 posti letto a cui sono annessi anche due centri diurni.

All'alba del 30 agosto 2022, come ricostruito dalle indagini, l'88enne di Giovinazzo avrebbe raggiunto il letto in cui dormiva la vittima, di 93 anni, e l'avrebbe colpito continuamente sul volto e sulla testa impugnando il manicotto rigido del deambulatore. L'anziano, a causa delle ferite riportate nella violenta aggressione, entrò in coma e morì il successivo 8 settembre, dopo nove giorni di agonia in un letto di ospedale, mentre l'aggressore, fermato subito dopo l'episodio, finì a giudizio.

Dopo quattro anni, però, l'imputato, difeso dall'avvocato Giuseppe Mitolo, è stato prosciolto dall'accusa di omicidio aggravato dalla minorata difesa della vittima e dalla crudeltà per «vizio di mente», che ha escluso l'imputabilità al momento del fatto, portando all'assoluzione, e la «irreversibile incapacità di stare in giudizio».