Il Commento

La sicurezza pubblica e la politica autocelebrativa

Lo scontro politico non garantisce il benessere nelle città

C'è una politica che si consuma (poco) nei consigli comunali e c'è una politica che si consuma su facebook (troppa). E poi c'è una politica che si consuma nelle piazze, con comizi che rispondono ad altri comizi a volte sterili, che lasciano il tempo che trovano.

In mezzo però ci sono i cittadini, le famiglie, sempre più vessate da un carico fiscale che non ha precedenti, che vivono nel precariato sempre più diffuso, che sopravvivono in uno stato di insicurezza e di paura. Atti di vandalismo, furti di auto, furti in appartamento, sono ormai all'ordine del giorno. Se ne contano ormai a decine. Forse i reati sono in aumento a causa della crisi economica. Reati attribuiti alla piccola criminalità che non fanno altro che acuire quello stato di impotenza e rassegnazione a cui la politica proprio non riesce a dare risposte. Non solo la politica nazionale, ma anche quella locale, quella più vicina ai cittadini. Nei giorni scorsi, a Molfetta, il Prefetto Antonio Nunziante, ha voluto fare il punto con i sindaci e i rappresentanti istituzionali di quel comune e di quello di Giovinazzo, sullo "stato dell'arte".

«Non basta l'azione sul territorio dei Carabinieri e della Polizia – ha affermato il rappresentante del Governo - oggi più che mai è necessaria una azione decisa delle pubbliche amministrazioni e delle forze socio-economiche presenti sui territori». L'esortazione è rivolta soprattutto ai sindaci «perché assicurino sviluppo e qualità della vita, perché salvaguardino, con la prevenzione, la sicurezza dei loro concittadini». L'invito del Prefetto è quello di studiare misure efficaci a garanzia della sicurezza nelle città. Attraverso i corpi di Polizia Locale, o attraverso l'implementazione dei sistemi di videosorveglianza. Già quei sistemi di videosorveglianza la cui installazione è più volte annunciata, soprattutto durante le campagne elettorali, ma alla fine mai realizzata. Costi troppo alti? Città da cablare? Certo.

Ma la sicurezza dovrebbe essere una priorità sempre, non solo una voce, una idea che fa le fortune o le sfortune delle forze politiche o dei sindaci che si candidano a guidare le loro comunità. Se almeno funzionassero quelle telecamere pubbliche che sono già installate nei punti di interesse, sarebbe un buon passo avanti. E invece quegli occhi elettronici troppo spesso risultano spenti. E così furti e atti di vandalismo si moltiplicano. Ne è di esempio la villa comunale. Il furto del busto del Palombella, la devastazione dei bagni pubblici, la distruzione delle giostrine. E non è per nulla sufficiente lasciare chiusi i cancelli laterali della grande area verde per le 24 ore, se poi gli accessi principali rimangono aperti tutta la notte a beneficio dei vandali. Neanche la recinzione sembrerebbe essere sufficiente a garantire "l'incolumità" del bene pubblico. Troppo facile da scavalcare. Bisognerebbe invece intervenire con sistemi che "controllino" quei luoghi, che facciano da deterrente.

Ma questa forse non è considerata una priorità. La politica è troppo impegnata a litigare, ad autocelebrarsi, a rimanere virtuale.
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