La provocazione del Galì
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Covid, la provocazione del Galì: «Tavolini al posto delle strisce blu»

Le misure decise dal Governo sono considerate insufficienti. Illuzzi: «Niente auto, ma solo piatti e persone»

Tavoli e sedie en plein air per far rinascere la ristorazione. E nel giorno in cui (ieri, nda) anche Giovinazzo riapre, la voglia di tornare a lavorare vince su tutto, in particolar modo sulla mancanza di spazi all'aperto per molti locali. Fra questi c'è il Galì, che, tra necessità e provocazione, stamane ha invaso gli spazi urbani.

In via Molfetta, proprio di fronte al suo ristorante, Gaetano Illuzzi, il titolare, ha così organizzato l'allestimento esterno del suo locale. L'idea? Pranzo sui parcheggi al posto delle strisce blu! «Ho voluto apparecchiare i miei tavoli in questo modo, ma la mia è soltanto una semplice provocazione». La proposta, nei giorni scorsi, era venuta dalla Fipe Confcommercio. In previsione della riapertura al pubblico, le norme anti contagio impongono che i clienti siano seduti soltanto all'esterno.

E per quei locali che non hanno perimetri esterni? «Senza lavoro non c'è dignità - dice -. E quindi ho pensato di posizionare i miei tavoli al posto delle strisce blu», la proposta. «Mi sono sempre rimboccato le maniche, al contrario di altri che non hanno fatto il food delivery e per questo ringrazio Giovinazzo - continua -, ma le misure decise dal Governo sono insufficienti». Al Comune, Illuzzi avanza una richiesta specifica come «l'aumento dell'area esterna per poter piazzare i tavolini».«La mia è una provocazione - ribadisce Illuzzi - perché la vera ristorazione è al chiuso, non per strada, in mezzo allo smog» e visto che nelle immediate vicinanze del ristorante ci sono le strisce blu, ecco la comparsa di alcuni tavolini lì dove dovrebbero essere parcheggiate le auto. D'estate si scelgono tavolini all'aria aperta, ma non tutti i locali hanno a disposizione rigogliosi giardini o spazi pedonali fra il centro e i lungomari: «Da questo punto di vista nessuno ci è venuto incontro».

Illuzzi è un fiume in piena. Aspetta il nuovo decreto del Governo e chiede a Palazzo di Città «di poter piazzare i tavolini sulle areee pubbliche». Luoghi pubblici che, sempre secondo Illuzzi, «sono invasi da persone, senza il minimo rispetto delle distanze interpersonali. Mi auguro che fra i ristoratori ci sia coesione, serve una riapertura uguale per tutti. Il problema è la sperequazione, così si creano figli e figliastri. La riapertura va bene, ma le regole non sono quelle che aspettavamo».

Per Illuzzi «serve un'ordinanza per eliminare i limiti esistenti che penalizzano le attività al chiuso. Dobbiamo lavorare tutti, altrimenti è un'apertura a metà». Cosa risponderà il Governo? «Inoltre - conclude - chi come me non sarà in grado di riaprire e vedrà invece altri colleghi potrebbe arrabbiarsi, dopo mesi di inattività».
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