Il Giovinazzo C5 fa la storia: la nostra intervista al presidente Antonio Carlucci

La gioia, i sacrifici, il traguardo raggiunto dopo 25 lunghi anni. Tutto condensato nelle nostra chiacchierata

martedì 9 giugno 2026
A cura di Gianluca Battista
La data del 6 giugno 2026 resterà impressa nella memoria degli sportivi giovinezzesi. Nonostante la sconfitta per 4-3 sul campo del Cesena, in virtù del netto 5-0 maturato al PalaPansini nella gara d'andata, il Defender Giovinazzo Calcio a 5 è stato promosso in serie A, vincendo la doppia sfida della finale play-off. Nell'olimpo del calcetto italiano, uno dei più competitivi d'Europa.

Un successo sportivo celebrato dal sindaco Michele Sollecito, in Romagna al seguito del gruppo biancoverde, e da tutta l'amministrazione comunale. Un successo che ha un artefice principale che risponde al nome Antonio Carlucci.

Il presidentissimo, 25 anni in carica, 53 anni il prossimo settembre, è l'uomo che ha dato tutto a questo sodalizio: economicamente e moralmente. Si è speso quando altri non si spendevano, ha creduto nella politica dei piccoli ed oculati passi per tante stagioni, senza mai vendere fumo, fino a raggiungere un sogno che in realtà coltivava nel suo cuore da tempo.

Noi lo abbiamo sentito dopo il match storico di Cesena e lui, schivo, innamorato solo dei colori biancoverdi, di sua moglie Claudia e dei suoi figli, ci ha concesso una breve ma significativa chiacchierata. Buona lettura.


Presidente Carlucci, intanto grazie per esserci una volta tanto concesso. Sappiamo quanto non ami apparire e le siamo grati per lo spazio che ci sta dando. Partiamo subito riavvolgendo il nastro: ci sta pensando in questi giorni quanta strada avete fatto?
«Che dirvi... Sono passati 25 anni da quando, giovanissimi, abbiamo pensato di intraprendere questo percorso. Ogni stagione è stata fatta con lo stesso spirito: migliorarsi e cercare sempre di fare meglio».

...e quest'anno invece è successo forse qualcosa di non preventivabile?
«È successo ciò che nessuno all'inizio si aspettava: raggiungere la serie A. Dietro questi ragazzi, dietro questa società, ci sono innanzitutto gli uomini, le persone. C'è il lavoro di un gruppo che sin dalla scorsa estate ha lavorato in sinergia. Ci siamo anche ricompattati, perché la stagione passata non è stata esaltante, e giorno dopo giorno abbiamo corretto gli eventuali difetti nella programmazione ed abbiamo supportato al meglio il gruppo squadra. E loro hanno fatto un percorso parallelo: sono diventati una grande "Squadra", con la "S" maiuscola, che scriverei a caratteri cubitali».

Quale è stata la grande forza di questo gruppo a suo avviso? Quale l'elemento centrale che ha posto le basi per il salto di categoria?
«Beh, esattamente ciò che ho detto: l'essere stata squadra. Presi uno ad uno nel mercato, poi si sono uniti in un percorso quotidiano e si sono supportati a vicenda. Sono diventati gruppo, sorridendo anche insieme, stanno bene insieme, se devo dirla tutta. Alla fine hanno coperto sul campo le problematiche, anche fisiche, che nel corso di una stagione lunga e complessa possono venire fuori. L'uno ha coperto l'altro, l'uno ha sopperito alla mancanza dell'altro. Questo, se voi giornalisti volete un titolo, è il vero miracolo dietro questa impresa sportiva».

Ragazzi d'oro, dunque, dentro e fuori dal campo e poi crediamo lei debba molto all'intera dirigenza, o no?
«Certo, dietro una grande squadra c'è quasi sempre un ottimo staff dirigenziale e tecnico. Il mio grazie non può non andare all'allenatore Gustavo Menini, il quale è riuscito a mio avviso a trasmettere ai ragazzi quale sia la sua filosofia calcettistica: sudare e combattere su ogni palla, senza mai lasciare nulla di intentato. Grazie a Nicola Palermo, a Gianluca Annese e a Rafael "Rafinha", un grande uomo che in qualche maniera è sempre pronto a mediare, a ricucire situazioni tra squadra e staff. E poi lasciatemi sottolineare come il Giovinazzo Calcio a 5 abbia uno staff sanitario di prim'ordine ad iniziare dal dottor Nicola Turturro, ai fisioterapisti Angelo Dinatale e Antonello Garofalo che quest'anno è stato anche il valore aggiunto di questa società e al nutrizionista Domenico Caccavo. E poi grazie a Nicola Miccione, a capo della nostra area comunicazione, vostro redattore, per l'apporto che ci ha sempre dato in questi anni. Con lui grazie anche a Marco Marzella e Pasquale Capurso e tutti i dirigenti che hanno potuto supportare la nostra società. È stata la vittoria della squadra, non di un singolo».

Presidente, inevitabile la domanda di chiusura: progetti per il futuro prossimo?
«Lasciateci godere questo momento. I tifosi stiano certi che stiamo programmando nel dettaglio ogni aspetto della massima serie. Non sarà un salto nel vuoto, non faremo da comparsa. Ripartiremo con professionalità e progettualità tra qualche settimana. Siamo abituati a fare le cose fatte bene».