Vandalizzate con scritte la rettoria dello Spirito Santo e San Domenico: l'amarezza di don Antonio Picca
La grande vergogna quasi invisibile agli occhi. Ancora un'azione messa in atto da qualche sconsiderato
Nei giorni in cui "Tesori d'Arte Sacra" apre meritoriamente le porte degli scrigni della Chiesa cattolica del centro storico giovinazzese, vandali hanno apposto la scritta AC (Avanti Cristo) ad una epigrafe che riporta la data del 1397 sulla collegiata dello Spirito Santo.
Nei giorni scorsi era accaduto a San Domenico, per mano evidente di giovanissimi (in tanti riprendono il pullman dopo giornata trascorse al mare alla fermata sotto la scalinata) essere sfregiata da scritte e disegni ingiuriosi.
Una vergogna assoluta che non può restare impunita, non può sempre intervenire il Comune o la Soprintendenza. Non si può continuare a fare sforzi economici importanti per valorizzare il patrimonio materiale, artistico e storico, e quello immateriale religioso e poi vedersi sbattere in faccia la strafottenza di alcuni (minori?) che agiscono incontrollati.
La vergogna è tale e tale resta, che nessuno provi a far finta di nulla, a dare pacche sulle spalle, a blandire un giusto sentimento di rabbia da parte della popolazione che ama il proprio territorio e la propria storia.
Si ponga rimedio, le istituzioni diano immediata manforte alle forze dell'ordine e chi ha sbagliato, paghi. Se si tratta di minori, paghi la famiglia, si scusi con la comunità e provveda alla pulizia. Non vogliamo più - lo diciamo con fermezza - che finisca a tarallucci e vino, lo scriviamo chiaro all'amministrazione comunale. Si proceda a denuncia, come ha fatto il parroco, non esiste forma di perdono verso chi se ne infischia di beni così preziosi, chi disprezza il bello.
Sotto il nostro scritto la denuncia social di don Antonio Picca:
Ancora una volta, dopo la nostra parrocchia di San Domenico, anche la Chiesa Collegiata dello Spirito Santo è stata imbrattata da scritte vandaliche. Un gesto inaccettabile che deturpa un luogo sacro e un patrimonio storico e artistico che appartiene all'intera comunità.
Come rettore e parroco esprimo profonda amarezza per il ripetersi di questi episodi. Più volte abbiamo segnalato la situazione alle autorità competenti e ci è stato chiesto di avere pazienza. Ma oggi sentiamo il dovere di dire, con rispetto e senso di responsabilità, che la pazienza non basta più.
È necessario mettere in campo strumenti concreti per tutelare i nostri luoghi di culto e il patrimonio della città. Non possiamo continuare ad assistere, impotenti, al ripetersi di atti che offendono la storia, la fede e il senso civico.
Confido nella sensibilità delle istituzioni e nella collaborazione di tutti, perché la tutela del bene comune è una responsabilità condivisa.