San Biagio, a Giovinazzo l'antico rito della benedizione della gola nella chiesa di San Giovanni Battista

Padre Pasquale Rago: «Lui ci dona la forza di riuscire a superare la sofferenza e le difficoltà»

mercoledì 4 febbraio 2026 12.49
A cura di Marzia Morva
La festività liturgica in onore di San Biagio di Sebaste, come da antica e sentita tradizione locale è stata celebrata martedì 3 febbraio nell'antica chiesa di San Giovanni Battista, situata in piazza Benedettine, nel centro storico di Giovinazzo.
La chiesa, annessa all'antico ex convento delle Benedettine, ha accolto un alto numero di fedeli in preghiera, ospitando le celebrazioni della festività liturgica come avviene da un po' di anni a questa parte, in quanto nella sede della Confraternita di Maria Santissima del Carmine, in via Cattedrale, si trova un antico quadro raffigurante San Biagio, ma non è possibile svolgere questo momento di preghiera perché ci sono in corso lavori di messa in sicurezza.
La celebrazione eucaristica, come tutti i momenti di preghiera svoltisi nella giornata del 3 febbraio, è stata officiata dall'assistente spirituale Padre Pasquale Rago, che è anche il rettore della chiesa. Con lui nella celebrazione il diacono Vincenzo Piccininni.

L'OMELIA DI PADRE PASQUALE RAGO
«Donare la vita per il Signore, questo è il mistero della liturgia di oggi. Le tribolazioni, dice San Paolo ai romani, se vissute con amore producono pazienza e da qui la speranza. Le tribolazioni producono lo sconforto, la paura e il dolore, ma se sono unite alla pazienza diventano elementi di speranza. Se l'uomo si lascia aiutare dal Signore riceve il giusto apporto. La vita di San Biagio vive in armonia totale con la natura; era un eremita, viveva in compagnia di animali a dimostrazione che anche gli opposti, coloro che sono diversi possono vivere insieme. Don Tonino Bello la definirebbe "Convivialità delle differenze". San Biagio è martire, attraverso la sua intercessione dona a noi la forza di riuscire a superare la sofferenza e la difficoltà. In lui troviamo un testimone credibile della vita di Cristo. Il nostro essere cristiani è essere testimoni di Cristo e della sua parola. Non dobbiamo soccombere nelle tribolazioni; se ci affidiamo alla preghiera riusciamo a superare tutto "Siamo così come siamo", non dobbiamo essere diversi da quello che siamo realmente. Il Signore ci vuole bene così come siamo anche se siamo fragili. San Biagio con il suo martirio e la sua passione per Cristo continua a parlare agli uomini. La devozione per San Biagio nasce nella chiesa del Carmine in cui è custodito il quadro del suo Martirio».

LA BENEDIZIONE CONCLUSIVA
La festività liturgica ha confermato l'intensa fede racchiusa in questa giornata di preghiera in onore di San Biagio. «Ringrazio i seminaristi nella Giornata delle Missioni dei giovani; dodici seminaristi sono distribuiti in tutte le chiese di Giovinazzo - ha così affermato padre Pasquale Rago al termine della Messa -. Ringrazio le Confraternite di S. Maria del Carmine e della Chiesa di San Giovanni Battista e tutti coloro i quali hanno collaborato per la migliore riuscita della cerimonia liturgica che mette in risalto la fede che in molti riponiamo in San Biagio».
Alla fine della celebrazione, Padre Pasquale Rago, accompagnato dal diacono Vincenzo Piccininni, ha impartito la benedizione della gola ai fedeli raccolti in preghiera, dopo aver benedetto, come da tradizione anche il pane.
San Biagio 2026 © Marzia Morva
San Biagio 2026 © Marzia Morva
San Biagio 2026 © Marzia Morva
San Biagio 2026 © Marzia Morva
San Biagio 2026 © Marzia Morva
San Biagio 2026 © Marzia Morva
San Biagio 2026 © Marzia Morva