PVA: «Campionamenti verde evidenziano presenza oxyfluorfen»

La risposta del gruppo di opposizione al vicesindaco Depalo

giovedì 16 aprile 2026 14.29
Non c'è glifosate in grande quantità ma ci sono altre sostanze potenzialmente pericolose. PrimaVera Alternativa risponde al vicesindaco Gaetano Depalo sui campionamenti effettuati il 7 aprile scorso su campioni di aree verdi pubbliche.
Questa la nota completa del gruppo guidato dal presidente Alessandro Depalo.

«Abbiamo ricevuto i risultati delle analisi compiute sul materiale vegetale campionato (tardivamente) il 07 aprile scorso. Dopo aver letto le solite farneticazioni del vicesindaco Depalo, riteniamo utile riportare questa discussione su un piano più rigoroso, basato sui fatti e su elementi tecnici verificabili, evitando semplificazioni che rischiano solo di confondere i cittadini e di spostare l'attenzione dal problema ambientale a mere beghe di natura politica. Partiamo dai fatti. A fine febbraio è stato effettuato un intervento di diserbo in piazzetta Stallone (non sappiamo da chi, ma sicuramente con nulla a che vedere con l'intervento di novembre 2025: elemento ancora non chiaro al vicesindaco!!!).

Nei giorni immediatamente successivi, a inizio marzo, la vegetazione ha mostrato un evidente ingiallimento diffuso e anomalo: non l'effetto di uno sfalcio, ma un disseccamento progressivo tipico di un intervento di diserbo chimico, facilmente riconoscibile anche visivamente. Per comprendere la natura del fenomeno, il 10 marzo, a nostre spese, abbiamo effettuato campionamenti e analisi su matrici vegetali prelevate dalle suddette aiuole. Le analisi hanno rilevato la presenza di glifosato, in assoluta coerenza con i sintomi osservati. Successivamente, ma molto tardivamente, l'amministrazione ha ritenuto di dover effettuare nuove analisi. Le operazioni di campionamento sono state effettuate soltanto il 7 aprile, a quasi due mesi dall'intervento di diserbo.

Ed è proprio su questo punto cruciale che è necessario fare un chiarimento tecnico, perché la differenza tra i risultati non può essere letta in modo superficiale, come di consuetudine fa il nostro vicesindaco. Il glifosate è una molecola fortemente idrofila, il che significa che, in parole povere, si solubilizza e si muove facilmente nell'acqua, non si lega stabilmente ai tessuti lipidici delle piante e tende a disperdersi con le piogge nel suolo. Inoltre, una volta che la pianta è morta e disidratata, la molecola non è più rilevabile nei tessuti vegetali, come invece lo sarebbe stato nelle fasi non eccessivamente lontane dal trattamento. Nel periodo compreso tra febbraio e inizio aprile, oltre ad uno sfalcio meccanico dell'erba ed al lungo tempo trascorso, si sono verificati eventi piovosi particolarmente intensi, con la sparuta vegetazione residua che è andata incontro a completa morte ed essiccazione.

Al momento del campionamento, infatti, il contesto vegetale era radicalmente cambiato: erano presenti esclusivamente residui vegetali secchi e solo poche piante infestanti più tolleranti di ortica e malva, note per la loro capacità di "neutralizzare" il glifosate. Alla luce di questi elementi, il fatto che dalle analisi effettuate a distanza di settimane non sia emersa presenza di glifosate non rappresenta una smentita alle analisi precedenti (condotte, lo ribadiamo, da un laboratorio accreditato), ma è perfettamente coerente con il comportamento chimico della molecola e con lo stato dei luoghi al momento del secondo campionamento. Un ulteriore elemento che merita attenzione è il rinvenimento, a seguito delle analisi commissionate dal Comune, di sostanze quali cipermetrina, etofenprox e oxyfluorfen.

Anche qui per un motivo molto semplice: queste sostanze presentano caratteristiche opposte al glifosate, sono cioè fortemente lipofile, si legano ai fosfolipidi delle membrane cellulari vegetali e persistono più a lungo nel tempo. La loro rilevazione, anche a distanza di molte settimane, conferma che il dato analitico risente fortemente della natura chimica delle sostanze e dal periodo trascorso dal campionamento. In particolare, la presenza di oxyfluorfen, seppur in quantità ridotta, è un dato che non può essere trascurato e che desta preoccupazione perché si tratta di un erbicida il cui uso è vietato in ambiente urbano, presentando un profilo tossicologico ancor più critico del glifosate. Nella pratica agricola viene utilizzato principalmente in miscela con quest'ultimo, per migliorarne l'efficacia su specie infestanti resistenti. La sua rilevazione, insieme ad altri insetticidi, restituisce un quadro che merita attenzione e approfondimento, soprattutto considerando il contesto urbano e la frequentazione delle aree interessate da parte di bambini, anziani e animali di compagnia. Alla luce di tutto questo, sorprende che si tenti di liquidare la vicenda parlando di "procurato allarme" o addirittura insinuando ricostruzioni fantasiose.

Non c'è alcuna ricostruzione, né allarme premeditato: c'è stato invece un intervento di diserbo evidente (anche se l'amministrazione non ci ha detto da parte di chi), testimoniato visivamente dall'ingiallimento diffuso della vegetazione e confermato da analisi di laboratorio tecnicamente più attendibili, perché effettuate in condizioni e tempi più adeguati. Insinuare che si sia trattato di altro, o che non fosse chiaramente riconoscibile ciò che era sotto gli occhi di tutti, non aiuta a chiarire i fatti. Al contrario, riteniamo che sia stato un errore politico tentare di difendere a tutti i costi una situazione che richiedeva semplicemente trasparenza e tempestività. Il ritardo nell'effettuazione delle analisi ha inciso in modo determinante sui risultati, come c'era da aspettarsi per le caratteristiche chimiche delle sostanze coinvolte. Ma c'è anche qualcosa di buono in questa vicenda: se oggi questo tema è al centro dell'attenzione pubblica, è anche grazie all'azione di chi come PrimaVera Alternativa ha scelto di approfondire, verificare e rendere pubblici i dati.

È ragionevole ritenere che questo abbia contribuito ad alzare il livello di attenzione sulla gestione del verde urbano. Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, ma contribuire a una gestione consapevole e trasparente degli spazi pubblici e, soprattutto, difendere la salubrità dell'ambiente e del verde pubblico»
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