Nomina dell'ex sindaco di Bisceglie nella società pubblica InnovaPuglia, indagato Emiliano

L'accusa è di abuso d'ufficio per violazione della legge Severino. L'ex primo cittadino Spina sotto la lente d'ingrandimento anche per falso

mercoledì 12 giugno 2019 13.34
Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano finisce sotto indagine per abuso d'ufficio per violazione della legge Severino. L'inchiesta è scaturita in relazione alla nomina come consigliere nella società pubblica InnovaPuglia dell'ex sindaco di Bisceglie, Francesco Spina.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, la Procura di Bari avrebbe notificato un avviso di proroga delle indagini. Oltre ad Emiliano sarebbero indagati lo stesso Spina e un dirigente regionale della Puglia, Nicola Lopane.

A condurre le indagini il pm Chiara Giordano: Spina, sindaco di Bisceglie fino all'agosto del 2017, in base alla Severino non avrebbe potuto ricevere incarichi prima di due anni. Invece, la nomina nel consiglio di InnovaPuglia è arrivata dalla giunta regionale a fine luglio 2017, quando l'ex primo cittadino biscegliese era ancora in carica.

Spina sarebbe, inoltre, indagato per falso dal momento che, quando ha accettato l'incarico come consigliere della società pubblica InnovaPuglia, avrebbe firmato una dichiarazione in cui attestava di non trovarsi in situazioni di conflitto di interessi.

«È tutto regolarissimo. Non abbiamo nessuna preoccupazione», è il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in riferimento alla vicenda. «L'inconferibilità - dichiara il Governatore - è stata esclusa dall'Anac e dagli uffici del Gabinetto del Presidente perché Spina è un semplice consigliere di amministrazione senza deleghe. La inconferibilità dei sindaci riguarda solo il ruolo di presidente con deleghe o di amministratore delegato. In caso di consiglieri di amministrazione senza deleghe non sussiste. Il reato quindi tecnicamente non sussiste».

«I reati che invece sussistono ed anzi si ripetono (e che sono stati da me già denunziati al Procuratore della Repubblica), sono quelli dei pubblici ufficiali che veicolano notizie coperte dal segreto istruttorio, che poi vengono diffuse, determinando una rivelazione del segreto di ufficio e conseguentemente un danno alla mia immagine con dettagli privi di alcun rilievo penale - prosegue Emiliano. Non discuto la notizia della richiesta di proroga delle indagini, ma la minuziosa descrizione del merito dell'indagine dettagliatamente riportata dalla stampa ed ignota al diretto interessato, perché non descritta neanche nella citata richiesta. A questo punto, accanto al rapido accertamento della verità, è inevitabile - e sono fiducioso - che la magistratura faccia di tutto per individuare questi pubblici ufficiali che si pongono al di fuori della legge anziché tutelarla».

Redazione BariViva