Due boati nella notte: nuovo assalto con la "marmotta" alla Monte dei Paschi
L'azione, con le stesse modalità di altri episodi, è andata in scena alle ore 04.00. Sul posto i Carabinieri, indagini in corso
sabato 23 maggio 2026
9.20
Il doppio boato durante la notte, due esplosioni, il colpo e la fuga. Nuovo assalto ad un bancomat a Giovinazzo (nel mirino, per la seconda volta in poco meno di quattro mesi, lo sportello dell'istituto bancario Monte dei Paschi di Siena), con le stesse modalità utilizzate dalla "banda della marmotta" nelle scorse settimane.
Uguale, infatti, nel corso della notte appena trascorsa, è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", dal metodo utilizzato per scardinare i bancomat, con metodi sempre invasivi: la doppia deflagrazione, proprio come quella avvenuta lo scorso 7 maggio alla vicina Banca del Mezzogiorno, ha svegliato chi risiede nei paraggi di via Papa Giovanni XXIII, dove si trova la banca, fra via Bari, via Bitonto e piazza Vittorio Emanuele II. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità.
I banditi, forse gli stessi di numerose altre scorribande avvenute durante gli ultimi mesi - un commando composto da almeno quattro persone -, hanno atteso che calasse il buio più pesto e che arrivasse l'orario giusto, attorno alle ore 04.00, per presentarsi a bordo di un'auto di grossa cilindrata davanti alla banca, con i volti coperti. Poi, dopo aver inserito del materiale esplosivo all'interno dell'erogatore automatico di banconote, hanno scardinato il bancomat. Un'azione velocissima.
L'onda d'urto ha nuovamente provocato danni ingenti, danneggiando parte della struttura muraria dell'edificio e un'auto in sosta, una Fiat Panda. La dinamica, da mesi ormai, è sempre la stessa: i ladri hanno impiegato la consueta tecnica della "marmotta", un oggetto in metallo con all'estremità una cono metallico capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta, invece, si trova l'innesco, che viene azionato dopo avere inserito il manufatto nell'erogatore del denaro.
Un dispositivo dalla "coda piatta", usato spesso per simili assalti ai bancomat e ai postamat, ma con risultati non sempre efficaci per i malviventi. In questo caso, però, la doppia esplosione ha danneggiato l'istituto bancario, mentre i banditi, dopo essere riusciti ad entrare all'interno - numerose le banconote rinvenute dopo essere rimaste macchiate di inchiostro grazie all'attivazione dell'apposito dispositivo -, si sono allontanati in tutta fretta. Il bottino è in corso di quantificazione.
Sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri della locale Stazione che hanno acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza dell'istituto di credito. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che, il 30 gennaio scorso, hanno colpito sempre la filiale cittadina del Monte dei Paschi di Siena.
Uguale, infatti, nel corso della notte appena trascorsa, è stata la tecnica impiegata, quella della "marmotta", dal metodo utilizzato per scardinare i bancomat, con metodi sempre invasivi: la doppia deflagrazione, proprio come quella avvenuta lo scorso 7 maggio alla vicina Banca del Mezzogiorno, ha svegliato chi risiede nei paraggi di via Papa Giovanni XXIII, dove si trova la banca, fra via Bari, via Bitonto e piazza Vittorio Emanuele II. Il piano è stato dettagliato, nella sua semplicità.
I banditi, forse gli stessi di numerose altre scorribande avvenute durante gli ultimi mesi - un commando composto da almeno quattro persone -, hanno atteso che calasse il buio più pesto e che arrivasse l'orario giusto, attorno alle ore 04.00, per presentarsi a bordo di un'auto di grossa cilindrata davanti alla banca, con i volti coperti. Poi, dopo aver inserito del materiale esplosivo all'interno dell'erogatore automatico di banconote, hanno scardinato il bancomat. Un'azione velocissima.
L'onda d'urto ha nuovamente provocato danni ingenti, danneggiando parte della struttura muraria dell'edificio e un'auto in sosta, una Fiat Panda. La dinamica, da mesi ormai, è sempre la stessa: i ladri hanno impiegato la consueta tecnica della "marmotta", un oggetto in metallo con all'estremità una cono metallico capace di contenere la polvere da sparo. All'estremità opposta, invece, si trova l'innesco, che viene azionato dopo avere inserito il manufatto nell'erogatore del denaro.
Un dispositivo dalla "coda piatta", usato spesso per simili assalti ai bancomat e ai postamat, ma con risultati non sempre efficaci per i malviventi. In questo caso, però, la doppia esplosione ha danneggiato l'istituto bancario, mentre i banditi, dopo essere riusciti ad entrare all'interno - numerose le banconote rinvenute dopo essere rimaste macchiate di inchiostro grazie all'attivazione dell'apposito dispositivo -, si sono allontanati in tutta fretta. Il bottino è in corso di quantificazione.
Sul posto sono subito intervenuti i Carabinieri della locale Stazione che hanno acquisito le immagini dei circuiti di videosorveglianza dell'istituto di credito. Non si esclude che la banda possa essere formata dagli stessi uomini che, il 30 gennaio scorso, hanno colpito sempre la filiale cittadina del Monte dei Paschi di Siena.
Furti ai bancomat, emergenza assalti a Giovinazzo: tre colpi in quattro mesi
- 30 gennaio, assalto al bancomat della filiale Monte dei Paschi di Siena: clicca qui;
- 7 maggio, devastata la filiale della Manca del Mezzogiorno: clicca qui.