Arma, va in pensione il luogotenente Del Vento. «Gli alamari cuciti sulla pelle»
60 anni, dal 1997 a Molfetta, la sua lunga e brillante carriera è stata contraddistinta da un impegno costante nella lotta alla criminalità
giovedì 9 aprile 2026
13.00
Una carriera trascorsa sempre al servizio della gente. Da ieri, in pensione in punta di piedi, senza far rumore, con la pacatezza che l'ha reso unico, il luogotenente carica speciale Vincenzo Del Vento, carabiniere con «gli alamari cuciti sulla pelle», proprio come la frase che tanto amava il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
60 anni, originario di Canosa di Puglia, dal 1997 in servizio al Nucleo Operativo della Compagnia di Molfetta, reparto preposto alle attività di polizia giudiziaria e pronto intervento, è andato per anni a caccia di criminali e mafiosi, da Corato a Giovinazzo, da Bitonto a Palo del Colle, passando per Terlizzi e Ruvo di Puglia. Si vedeva poco - ha operato per anni in borghese -, ma c'era sempre. Negli uffici ad ascoltare le intercettazioni o lungo le strade a nord di Bari a segnare il territorio.
Per i colleghi è stato un maestro, ma è ricordato anche per aver partecipato e diretto importanti indagini e per la cattura di centinaia di persone. Ha partecipato a diversi blitz antimafia contro i clan. In mezzo ben 29 anni consecutivi e intensi a Molfetta, dove ha sempre combattuto la criminalità organizzata e quella comune (furti, rapine ed il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti), ottenendo numerosi risultati di servizio di primo piano, oltre ad lunga sequenza di operazioni.
La sua una carriera pluridecennale, accanto ai magistrati della Procure di Bari e di Trani, ai colleghi, costellata di sacrifici e tanti attestati. Tra questi la medaglia di Cavaliere della Repubblica nel 2018 e 6 encomi fra cui quelli per la cattura di un latitante nel 2023 e l'indagine che permise di fare luce su 22 rapine nel 2009.
60 anni, originario di Canosa di Puglia, dal 1997 in servizio al Nucleo Operativo della Compagnia di Molfetta, reparto preposto alle attività di polizia giudiziaria e pronto intervento, è andato per anni a caccia di criminali e mafiosi, da Corato a Giovinazzo, da Bitonto a Palo del Colle, passando per Terlizzi e Ruvo di Puglia. Si vedeva poco - ha operato per anni in borghese -, ma c'era sempre. Negli uffici ad ascoltare le intercettazioni o lungo le strade a nord di Bari a segnare il territorio.
Per i colleghi è stato un maestro, ma è ricordato anche per aver partecipato e diretto importanti indagini e per la cattura di centinaia di persone. Ha partecipato a diversi blitz antimafia contro i clan. In mezzo ben 29 anni consecutivi e intensi a Molfetta, dove ha sempre combattuto la criminalità organizzata e quella comune (furti, rapine ed il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti), ottenendo numerosi risultati di servizio di primo piano, oltre ad lunga sequenza di operazioni.
La sua una carriera pluridecennale, accanto ai magistrati della Procure di Bari e di Trani, ai colleghi, costellata di sacrifici e tanti attestati. Tra questi la medaglia di Cavaliere della Repubblica nel 2018 e 6 encomi fra cui quelli per la cattura di un latitante nel 2023 e l'indagine che permise di fare luce su 22 rapine nel 2009.