Antimafia, Giovinazzo presente a Bisceglie alla marcia della Rete dei Diritti
Sollecito: «Dai rampolli dei clan ostentazione cafona del lusso e delle immagini del potere tracotante»
venerdì 22 maggio 2026
Una scelta ben precisa per continuare a contrastare, stando dentro le istituzioni, quel cancro chiamato mafia. Minuscolo, mafia, come minuscolo dovrebbe essere - e così non è, purtroppo - il consenso che i nuovi capetti della mala pugliese mietono tra le nuove generazioni.
Il sindaco di Giovinazzo, Michele Sollecito, ha partecipato il 20 maggio scorso alla marcia organizzata dalla Rete dei Diritti di Bisceglie, città che sta affrontando probabilmente uno dei periodi più complessi della sua vita sociale degli ultimi 20 anni, stritolata dagli appetiti dei clan baresi che non hanno esitato a spararsi addosso.
Giovinazzo non è affatto immune a quegli appetiti e lo sa bene Sollecito: «Ho partecipato alla marcia organizzata dalla Rete dei Diritti di Bisceglie. Abbiamo ricordato con grande commozione Angelo Pizzi vittima innocente di mafia, freddato mentre lavorava, una vita falciata dal delirio di onnipotenza dei clan mafiosi - ha spiegato il primo cittadino giovinazzese - . Don Angelo Cassano referente di Libera Puglia ci ha ricordato ancora una volta che sono le mafie a stare nel posto sbagliato nel momento sbagliato e non le vittime innocenti. Perché le mafie sono violenza e prevaricazione, sono ontologicamente sbagliate.
E anche se oggi i ventenni rampolli dei clan ostentano un modello comportamentale e sociale che sembra di successo, grazie all'ostentazione cafona del lusso e delle immagini del potere tracotante, dobbiamo avere la forza di rigettare questa narrazione e di promuovere in tutti i luoghi educativi i modelli giusti della nostra società civile. Le nostre città non possono abbassare la guardia perché questo cancro è in mezzo a noi e cerca di mettere radici in ogni modo», è il messaggio chiaro lanciato anche ai suoi amministrati.
Turismo, movida, soldi che girano sono un'attrattiva troppo grande per le organizzazioni criminali, già ben posizionatesi anche a Nord di Bari. Ora che capi storici sono in carcere o sono morti, si fa sempre più largo la possibilità che i conflitti debordino perché le nuove leve non sembrano affatto sapersi fermare. Tutti gli amministratori locali, non solo giovinazzesi, nelle imminenti e poi prossime tornate elettorali, dovranno fare scelte di campo forti e chiare per evitare che la metastasi si allarghi fagocitando pezzi ingenti di economia.
Il sindaco di Giovinazzo, Michele Sollecito, ha partecipato il 20 maggio scorso alla marcia organizzata dalla Rete dei Diritti di Bisceglie, città che sta affrontando probabilmente uno dei periodi più complessi della sua vita sociale degli ultimi 20 anni, stritolata dagli appetiti dei clan baresi che non hanno esitato a spararsi addosso.
Giovinazzo non è affatto immune a quegli appetiti e lo sa bene Sollecito: «Ho partecipato alla marcia organizzata dalla Rete dei Diritti di Bisceglie. Abbiamo ricordato con grande commozione Angelo Pizzi vittima innocente di mafia, freddato mentre lavorava, una vita falciata dal delirio di onnipotenza dei clan mafiosi - ha spiegato il primo cittadino giovinazzese - . Don Angelo Cassano referente di Libera Puglia ci ha ricordato ancora una volta che sono le mafie a stare nel posto sbagliato nel momento sbagliato e non le vittime innocenti. Perché le mafie sono violenza e prevaricazione, sono ontologicamente sbagliate.
E anche se oggi i ventenni rampolli dei clan ostentano un modello comportamentale e sociale che sembra di successo, grazie all'ostentazione cafona del lusso e delle immagini del potere tracotante, dobbiamo avere la forza di rigettare questa narrazione e di promuovere in tutti i luoghi educativi i modelli giusti della nostra società civile. Le nostre città non possono abbassare la guardia perché questo cancro è in mezzo a noi e cerca di mettere radici in ogni modo», è il messaggio chiaro lanciato anche ai suoi amministrati.
Turismo, movida, soldi che girano sono un'attrattiva troppo grande per le organizzazioni criminali, già ben posizionatesi anche a Nord di Bari. Ora che capi storici sono in carcere o sono morti, si fa sempre più largo la possibilità che i conflitti debordino perché le nuove leve non sembrano affatto sapersi fermare. Tutti gli amministratori locali, non solo giovinazzesi, nelle imminenti e poi prossime tornate elettorali, dovranno fare scelte di campo forti e chiare per evitare che la metastasi si allarghi fagocitando pezzi ingenti di economia.