"In spem peregrinantes", così Dino Mottola racconta la Festa Patronale di Giovinazzo
Visitabile la sua mostra sino al 31 agosto
sabato 30 agosto 2025
9.50
La splendida e antica Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, situata in piazza Costantinopoli a Giovinazzo, ha ospitato la Mostra fotografica avente come tema la Festa Patronale con scatti del fotografo Dino Mottola. L'iniziativa, che ha registrato ottimi consensi da parte dei visitatori, è stata patrocinata dalla città di Giovinazzo perché inserita nel cartellone "Giovinazzo Estate 2025" ed è nata dalla Fondazione Museo Diocesano e ripresa dal Comitato Feste Patronali.
La mostra è stata proposta a Molfetta nei mesi scorsi in un'ampia produzione fotografica dal titolo "In spem Peregrinantes-Comunità in Festa" dove accanto alla collezione di foto di Dino Mottola, quelle di Maria Pansini, Roberto Lusito e Biagio Stragapede, che hanno raccontato con scatti fotografici d'autore le Feste patronali delle quattro città della nostra Diocesi.
La Chiesa di S. Maria di Costantinopoli è divenuta una preziosa location in cui la perfetta fusione tra arte sacra di pregevole valore storico-artistico e l'arte fotografica hanno trovato il loro punto d'incontro. Un luogo anche rasserenante per chi ama la fotografia, arte affascinante che con le sue immagini ha suscitato emozioni e rievocato ricordi. Le fotografie e le immagini in genere fanno parte dell'era in cui viviamo e divengono molto spesso elementi cardine utili a comunicare. Le foto di Dino Mottola hanno raccontato di una comunità in cammino che volge il suo sguardo a Maria SS. di Corsignano, Santa Patrona di Giovinazzo. Tanti gli appassionati che hanno fatto vista alla mostra scoprendo, al contempo, il gioiello storico che ospitava l'esposizione.
«Il progetto fotografico attuato da Dino Mottola racconta la processione in onore di Maria SS. di Corsignano, patrona di Giovinazzo, mettendo in luce gesti, emozioni e momenti d'intensa spiritualità, un omaggio visivo alla fede popolare, alla memoria collettiva e alla continuità di una tradizione che unisce devozione, identità e speranza condivisa», si legge nella presentazione della personale.
Parlando con Angela Cassanelli, collaboratrice delle iniziative culturali che si attuano chiesa, abbiamo scoperto l'emozione mista al ricordo di tanti giovinazzesi residenti all'estero che hanno visitato la personale vivendo quel senso di appartenenza sempre vivo nel loro cuore. Il ricordo dei tempi passati si è soffermato sul valore della valigia di cartone nella quale era inserita l'immagine votiva della Madonna nel rispetto della fede, delle tradizioni e di quella devozione che scalda l'animo. La bellezza della mostra nelle parole di Carmine Palermo, priore della Confraternita Santa Maria di Costantinopoli.
Lo abbiamo incontrato, ecco cosa ci ha detto: «Sono onorato del fatto che la Chiesa di Costantinopoli sia divenuta location per ospitare la mostra dedicata alla Madonna di Corsignano. L'incontro iniziale tra me e Dino Mottola è stato colmo di sintonia, necessaria a far sì che lui si organizzasse con la Fondazione Museo Diocesano per allestire la mostra. L'obiettivo è "medicare le ferite della Chiesa"; per fare ciò non servono solo le medicine ma anche cuore che si trasforma in un piccolo contributo utile a far si che possano proseguire lavori di ristrutturazione dello scrigno prezioso di arte sacra qui racchiusa. La mostra molto bella ha abbellito ancor più il gioiello di bellezza che è rappresentato dalla nostra Chiesa», ha concluso il priore Carmine Palermo.
La mostra, inaugurata il 1° agosto, chiuderà domani, domenica 31 agosto.
La mostra è stata proposta a Molfetta nei mesi scorsi in un'ampia produzione fotografica dal titolo "In spem Peregrinantes-Comunità in Festa" dove accanto alla collezione di foto di Dino Mottola, quelle di Maria Pansini, Roberto Lusito e Biagio Stragapede, che hanno raccontato con scatti fotografici d'autore le Feste patronali delle quattro città della nostra Diocesi.
La Chiesa di S. Maria di Costantinopoli è divenuta una preziosa location in cui la perfetta fusione tra arte sacra di pregevole valore storico-artistico e l'arte fotografica hanno trovato il loro punto d'incontro. Un luogo anche rasserenante per chi ama la fotografia, arte affascinante che con le sue immagini ha suscitato emozioni e rievocato ricordi. Le fotografie e le immagini in genere fanno parte dell'era in cui viviamo e divengono molto spesso elementi cardine utili a comunicare. Le foto di Dino Mottola hanno raccontato di una comunità in cammino che volge il suo sguardo a Maria SS. di Corsignano, Santa Patrona di Giovinazzo. Tanti gli appassionati che hanno fatto vista alla mostra scoprendo, al contempo, il gioiello storico che ospitava l'esposizione.
«Il progetto fotografico attuato da Dino Mottola racconta la processione in onore di Maria SS. di Corsignano, patrona di Giovinazzo, mettendo in luce gesti, emozioni e momenti d'intensa spiritualità, un omaggio visivo alla fede popolare, alla memoria collettiva e alla continuità di una tradizione che unisce devozione, identità e speranza condivisa», si legge nella presentazione della personale.
Parlando con Angela Cassanelli, collaboratrice delle iniziative culturali che si attuano chiesa, abbiamo scoperto l'emozione mista al ricordo di tanti giovinazzesi residenti all'estero che hanno visitato la personale vivendo quel senso di appartenenza sempre vivo nel loro cuore. Il ricordo dei tempi passati si è soffermato sul valore della valigia di cartone nella quale era inserita l'immagine votiva della Madonna nel rispetto della fede, delle tradizioni e di quella devozione che scalda l'animo. La bellezza della mostra nelle parole di Carmine Palermo, priore della Confraternita Santa Maria di Costantinopoli.
Lo abbiamo incontrato, ecco cosa ci ha detto: «Sono onorato del fatto che la Chiesa di Costantinopoli sia divenuta location per ospitare la mostra dedicata alla Madonna di Corsignano. L'incontro iniziale tra me e Dino Mottola è stato colmo di sintonia, necessaria a far sì che lui si organizzasse con la Fondazione Museo Diocesano per allestire la mostra. L'obiettivo è "medicare le ferite della Chiesa"; per fare ciò non servono solo le medicine ma anche cuore che si trasforma in un piccolo contributo utile a far si che possano proseguire lavori di ristrutturazione dello scrigno prezioso di arte sacra qui racchiusa. La mostra molto bella ha abbellito ancor più il gioiello di bellezza che è rappresentato dalla nostra Chiesa», ha concluso il priore Carmine Palermo.
La mostra, inaugurata il 1° agosto, chiuderà domani, domenica 31 agosto.