Il Procuratore Giuseppe Volpe presenta a Giovinazzo il suo romanzo d'esordio

Il 15 maggio alle 19.00 in Sala San Felice

giovedì 14 maggio 2026
8 marzo di tanti anni fa: Festa della Donna. Sirene insistenti rompono la quiete di una cittadina sul lago. Due omicidi, due donne, due ragazze – venti e ventidue anni – uccise quasi contemporaneamente, a poca distanza l'una dall'altra, meno di duecento metri.

Inizia così Due sassi nello stagno. Anatomia di un giovane giudice (Edizioni ERF), romanzo d'esordio di Giuseppe Volpe, magistrato, già a capo della Procura della Repubblica di Bari. Il libro sarà presentato venerdì 15 maggio, alle ore 19.00, alla Sala San Felice di Giovinazzo. L'incontro, che vede il patrocinio del Comune di Giovinazzo, sarà moderato da Isidoro Mortellaro, già docente dell'Università degli Studi di Bari.
Dagli omicidi delle due ragazze si dipana un viaggio nella vita di un giovane giudice istruttore fresco di primo incarico, arrivato dal Sud nell'Italia che esce dal '77. Siamo nel Paese dei «giudici ragazzini»: questa l'espressione amara con la quale l'allora presidente Cossiga definì negli anni 90 una generazione di giudici nati a cavallo del 1950. Salvo in seguito correggere il tiro, sottolineando la denuncia di un sistema che finiva con l'esporre giovani giudici a contesti complessi, dalla lotta alla mafia al terrorismo, spesso senza adeguata esperienza.
Nel romanzo l'autore si ispira a quei percorsi: storie di magistrati chiamati a confrontarsi con situazioni difficili, talvolta tragiche, come nel caso di Rosario Livatino, assassinato dalla Stidda. Ma anche vicende meno note, vissute lontano dai riflettori, in intrecci inestricabili tra responsabilità del ruolo e solitudine delle decisioni.

Cenni biografici sull'autore
Nato a Terlizzi nel 1950, Giuseppe Volpe ha attraversato oltre quarant'anni di carriera nella magistratura, dal 1976 al 2020, ricoprendo incarichi di giudice di tribunale, pretore e successivamente pubblico ministero. È stato sostituto presso la Procura Generale della Corte di Cassazione e Capo delle Procure della Repubblica di Tempio Pausania e Bari. Autore di ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso nel 2017 come procuratore di Bari contro la Presidenza del Consiglio, che portò la Corte costituzionale a dichiarare illegittima la norma con la quale la polizia giudiziaria aveva l'obbligo di riferire alla gerarchia le informative indirizzate alla magistratura.