Giada, la cadetta di Giovinazzo che ha raccolto il testimone di Fedele Marrano

La storia di una ragazza della nostra terra che ha deciso di continuare il sogno sull'esempio del marinaio caduto

giovedì 22 gennaio 2026
A cura di La Redazione
Non tutti, passeggiando sul lungomare di Ponente a Giovinazzo, in località "Trincea", si soffermano su quel ceppo in pietra piantato in un largo affacciato sul mare. È un piccolo monumento, semplice ma carico di significato, che ricorda il sacrificio di Fedele Marrano, giovane cadetto giovinazzese tragicamente scomparso insieme ai suoi 38 colleghi del Corso "Invicti" durante un volo di addestramento sul Monte Serra, in uno degli episodi più dolorosi della storia recente della Marina Militare e dell'Aeronautica Militare. Era il 1977.

A cinquant'anni da quella tragedia, Giovinazzo continua a mantenere vivo il legame con le Forze Armate, con il mare, con l'onore del servizio. E proprio tra i giovani di questa città c'è chi quel legame ha deciso di trasformarlo in vocazione. Giada Depalma, splendida e determinata ragazza giovinazzese, oggi frequenta il secondo anno dell'Accademia Navale di Livorno, nel Corpo delle Capitanerie di Porto. A guidarla in questa scelta non è stato solo l'amore per il mare e la disciplina, ma anche una memoria: quella di Fedele Marrano.

«Conoscere la sua storia mi ha toccato profondamente», racconta Giada. «Un ragazzo della mia città, poco più grande di me, che ha scelto di servire il Paese in uniforme e che ha pagato il prezzo più alto. Ho sentito il bisogno di raccogliere, idealmente, quel testimone».

La storia di Giada non è solo una testimonianza di coraggio e passione, ma anche un messaggio: la memoria non è fatta solo di ricordi, ma di esempi che continuano a camminare nei passi di chi viene dopo. Nel sorriso e negli occhi fieri di Giada rivive il sogno interrotto di Fedele. Giovinazzo, ancora una volta, ha risposto alla chiamata del mare.

E se le si chiede se suggerirebbe ai ragazzi ed alle ragazze che quest'anno conseguiranno la maturità di intraprendere la tua stessa carriera, lei non pare avere esitazioni: «Assolutamente sì - è la risposta secca -. Ricordo ancora il concorso, affrontato appena due anni fa: impegnativo, con prove selettive sia intellettuali che fisiche, ma la mia determinazione e la forte motivazione mi hanno permesso di superarlo. Oggi sono orgogliosa di essere un'allieva del 2° anno dei Ruoli Normali della Marina Militare. Invito tutti i ragazzi a partecipare al concorso, che proprio in questi giorni è aperto. È un'esperienza che forma, arricchisce e apre a grandi opportunità. Vi assicuro che ne vale davvero la pena. Come recita il motto di Nave Vespucci, che è ormai la mia bussola: "Non chi comincia, ma quel che persevera"».