Benedizione degli animali a Giovinazzo: tutte le FOTO

In contemporanea la performance "Chi si somiglia, si piglia" di Giuseppe Palmiotto

lunedì 19 gennaio 2026 17.31
A cura di Marzia Morva
Tra i momenti che rappresentano l'essenza della festività liturgica in onore di Sant'Antonio Abate, che ricorre il 17 gennaio, festa osservata dalla Chiesa Cattolica, c'è quello molto sentito della benedizione degli animali, in quanto il Santo è stato proclamato il protettore del fuoco, dall'"herpes zoster", detto "fuoco di Sant'Antonio" e degli animali domestici. Nella Chiesa Santa Maria di Costantinopoli è presente anche l'antico originale e maestoso quadro dell'anno 1721, olio su tela, opera dell'artista Saverio De Musso, che raffigura Sant'Antonio Abate a sinistra, con San Leonardo al centro e San Donato a destra.

La benedizione degli animali a Giovinazzo
Nella nostra cittadina, la benedizione degli animali è stata vissuta in due momenti molto seguiti: uno, a cura dell'omonima Confraternita, in Piazza Costantinopoli la sera di sabato 17 gennaio al termine della celebrazione liturgica, svoltasi nella Chiesa Santa Maria di Costantinopoli, l'altro la mattina di domenica 18 gennaio sul sagrato della stessa Ad organizzarla proprio la Confraternita, grazie al fondamentale sostegno della Cooperativa Sociale Jobra, oltre che della Lega del Cane.
A impartire la benedizione nei due momenti è stato Padre Pasquale Rago, padre spirituale della Confraternita S. Maria di Costantinopoli.
«La devozione per il Santo è sentita a Giovinazzo e ci raccogliamo insieme in preghiera per i nostri piccoli amici, perché ce ne sono tanti: cani, gatti, uccellini, conigli; ci sembra di stare in una piccola Arca di Noè -ha affermato Padre Paquale Rago -. Con la nostra preghiera invochiamo Dio attraverso l'intercessione di Sant'Antonio Abate e procediamo con la benedizione degli animali. Sant'Antonio Abate rappresenta l'amore radicale verso Dio. La sua fuga dal mondo per essere unito al suo Signore lo unisce ancora di più agli uomini che lo cercavano attratti dalla sua santità e dai suoi miracoli. Da sempre protegge gli uomini e gli animali dalle malattie; invocandolo quale nostro protettore anche noi ci immergiamo nel silenzio della natura e nel rispetto del creato e delle creature», ha concluso il sacerdote prima dell'aspersione di rito documentata nel video che vi mostriamo sotto il nostro articolo.
A corollario della benedizione solenne, è andata in scena la performance del fotografo professionista, Giuseppe Palmiotto, che tra l'Arco Traianeo, piazza Costantinopoli e via Cattedrale ha messo in mostra alcuni suoi scatti, anticipazione della personale "Chi si somiglia, si piglia", che si terrà nel centro storico di Giovinazzo in estate.

Il quadro
L'opera d'arte sacra, abbellita con un allestimento, creato dalla Confraternita della suddetta chiesa, si presenta ai visitatori ricco di elementi che si collegano all'abate Antonio. Si è voluto così lanciare un messaggio ai fedeli "futuri pellegrini di speranza" attraverso un'opportuna simbologia che evidenzia cosa ha compiuto S. Antonio Abate nella sua vita terrena per curare l'anima e invitare tutti a ritrovare " la fede perduta" a causa delle tortuosità che possono rendere difficile il cammino esistenziale di ogni essere umano. Ecco che nella relazione con Dio rientra l'amore per gli esseri viventi, gli animali che lui ha creato. Dopo tanti secoli la Chiesa venera la figura di un santo che, secondo la biografia di S. Atanasio, ha vissuto per centosei anni una vita umile da monaco dedicandosi solo alla preghiera, all'ascetismo, al silenzio. S. Antonio Abate era nato in Egitto da una ricca famiglia, abbandonò i suoi averi e rivolse la sua vita alla fede; divenne il protettore degli animali perché nella sua solitudine a stretto contatto con la natura aveva modo di incontrarli e prendersene cura. Per la tradizione popolare il santo è veneratissimo come protettore degli animali domestici, ruolo che lo rende molto amato e tuttora popolare.

Benedizione animali 2026
Benedizione animali 2026
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