Nicolò Carnimeo
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Cultura

Nicolò Carnimeo presenta a Giovinazzo il docufilm "Ionio"

Domenica 19 settembre alla Vedetta sul Mediterraneo

Il 19 settembre, alle ore 18,00 presso la Vedetta sul Mediterraneo di Giovinazzo, si terrà la presentazione del docufilm "Ionio. A dialogue between two seas" a cura di Nicolò Carnimeo, con la regia di Lorenzo Scaraggi.

"Ionio", come recita il sottotitolo, è un intenso dialogo tra due mari, Ionio e Adriatico, e tra due luoghi, Taranto e Corfù. Dopo i saluti istituzionali, interverranno, Aldo Patruno, Direttore generale Turismo e Cultura Regione Puglia, Elio Sannicandro, Responsabile dell'ASSET, Giuliano Volpe, Professore di Archeologia - Università di Bari, Danilo Leone e Maria Turchiano, Professori di Archeologia - Università di Foggia e Coordinatori del Progetto FISH. & C.H.I.P.S.

Il lavoro, che rientra nel Progetto FISH. & C.H.I.P.S. e coinvolge due Paesi, Italia e Grecia, nasce dalla partnership tra Enti e Istituzioni pugliesi ed elleniche. Vi collaborano Regione Puglia (Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio), Università di Foggia (Dipartimento degli Studi Umanistici. Letteratura, Beni Culturali, Scienze della Formazione), Confcommercio Taranto (Confederazione Generale Italiana delle Imprese, delle Attività Professionali e del Lavoro Autonomo - Taranto) e Università dello Ionio (Dipartimento di Storia), Eforato delle Antichità di Corfù, in associazione con il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA) e l'Associazione dei pescatori di Petritis (Corfù).

Scopo del filmato, in linea con gli obiettivi di FISH. & C.H.I.P.S., è la valorizzazione dell'ambiente costiero e marino delle comunità di pescatori tarantini e corfioti, la divulgazione di tradizioni, usi e costumi comuni e la promozione del patrimonio artistico, archeologico ed architettonico. "Ionio" si propone, inoltre, come esperienza multimediale nell'ambito di "Mostra sul mare", un percorso diacronico sulla vita quotidiana di borghi marinari dall'antichità ad oggi.

La destagionalizzazione del turismo, sforzo unanime intrapreso dalla Regione Puglia e dai paesi transfrontalieri dello Ionio e Adriatico, impone una mappatura approfondita dei beni artistici di Taranto e Corfù da parte delle Università Italo-greche che si avvalgono della sinergia di equipe di giovani studiosi. La creazione di un ecomuseo, arricchito da tour virtuali e non alla scoperta di tecniche e strumenti dell'acquacoltura, della pesca tradizionale e dell'allevamento delle cozze nel Mar Piccolo, valorizzato da itinerari sperimentali su imbarcazioni caratteristiche e canoe, costituiscono un'ulteriore sfida dell'iniziativa. "Tornare al passato per inoltrarsi nel futuro" è, dunque, il messaggio coerente lanciato dal video.

«Il mare - commenta Nicolò Carnimeo - è uno solo, unico organismo, a cui, di solito, si assegna un nome quando gli si vuole rubare un pezzo. Eppure, chi naviga sa che i mari sono più d'uno e tutti diversi tra loro. I Greci, infatti, chiamavano il mare in molti modi: lo Ionio è kolpos, riparo, grembo, l'Adriatico pontos, vastità e viaggio (Predrag Matvejevič). Cosa accade quando kolpos si mescola con pontos? La storia della storia del mondo parte da tale incontro. I destini di Corfù e Taranto, che occupano una posizione centrale nella geografia dei due mari, spesso si incrociano. Il ritrovamento di numerose monete tarantine nell'isola di Kerkyra testimonia, infatti, l'intensa rete di rapporti commerciali tra le città, specie in età ellenistica. Ma è a partire dalla fine del XIV secolo che Corfù entra a far parte del Principato di Taranto e si incrementa, così, la presenza di feudatari, balivi pugliesi sui lidi dell'isola. Marinai e pescatori corfioti, inoltre, da sempre condividono la stessa devozione dei pugliesi per San Nicola, a cui sono dedicate numerose chiesette sui verdi promontori che si specchiano nelle acque cristalline».

Dopo la proiezione, il dibattito sarà occasione per una riflessione più ampia sulle dinamiche e i rapporti tra Regione Puglia e paesi transfrontalieri. In un mondo globalizzato, in cui il concetto di prossimità si è inverosimilmente dilatato, riannodare il filo delle relazioni interadriatiche risulta un'arma vincente contro l'omologazione e la spersonalizzazione. I progetti INTERREG, in effetti, puntano a cementare antichi legami con i nostri dirimpettai e a crearne di nuovi nel tentativo di far fronte ai cambiamenti geopolitici in atto che stanno modificando lo scacchiere mediterraneo e rischiano di marginalizzare un'area geografica un tempo epicentro della cultura occidentale e crocevia dei traffici tra Est ed Ovest.

Sarà possibile accedere all'evento solo previa prenotazione e relativa conferma, inviando una e-mail a: info@vedettamediterraneo.it
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