
Cronaca
Addio a «Gigino del Mundial '90, un pezzo di vita del nostro paese»
Luigi Diliso aveva 65 anni, lascia la moglie e tre figli. Il ricordo sui social, domani i funerali alla chiesa San Giuseppe
Giovinazzo - giovedì 13 agosto 2026
11.03
Il suo regno era la cucina, tra pentole e fornelli ha vissuto una lunga carriera professionale. Si è spento nella notte Luigi Diliso, 65enne, una di quelle «persone che appartengono un po' a tutti». Se n'è andato con il sorriso, nonostante la grave malattia, sapendo che sua moglie e i suoi tre figli proseguiranno il suo cammino.
Originario di Bari, il suo nome è stato in modo indissolubile legato al ristorante Mundial '90 (oggi Casa Diliso), sul lungomare Marina Italiana. «Per tanti - ha detto la figlia Valeria - è stato semplicemente "Gigino del Mundial '90": quello che salutava gridando, quello che col suo dialetto barese riusciva a farsi riconoscere, che conoscevano tutti e che, in un modo o nell'altro, ha lasciato un ricordo. Il Mundial '90 è stato per anni un pezzo di vita del nostro paese», si legge ancora nel post.
«Tu eri forte, babbo, forte davvero - ha aggiunto in un video - e sempre sorridente. Quel sorriso lo ricordano tutti perché nel nostro paese ti sei fatto conoscere da tutti». Un uomo dal sorriso contagioso come l'amore per la vita, nonostante la sofferenza: «Ma lui andava avanti lo stesso». Un uomo disponibile, stimato per sua la professionalità e per il suo modo di essere, e dal cuore grande. Immenso. E molto «generoso, a volte fino all'eccesso, che aiutava chiunque», ha detto ancora.
Un video, quello postato sui social, «per parlare a tutti quelli che l'hanno conosciuto, che hanno scambiato una parola con lui oppure che semplicemente l'hanno incontrato sul cammino. Ci lascia tantissimo da ricordare e da custodire», ha concluso. Le esequie si terranno domani, alle ore 10.30, nella chiesa San Giuseppe.
Originario di Bari, il suo nome è stato in modo indissolubile legato al ristorante Mundial '90 (oggi Casa Diliso), sul lungomare Marina Italiana. «Per tanti - ha detto la figlia Valeria - è stato semplicemente "Gigino del Mundial '90": quello che salutava gridando, quello che col suo dialetto barese riusciva a farsi riconoscere, che conoscevano tutti e che, in un modo o nell'altro, ha lasciato un ricordo. Il Mundial '90 è stato per anni un pezzo di vita del nostro paese», si legge ancora nel post.
«Tu eri forte, babbo, forte davvero - ha aggiunto in un video - e sempre sorridente. Quel sorriso lo ricordano tutti perché nel nostro paese ti sei fatto conoscere da tutti». Un uomo dal sorriso contagioso come l'amore per la vita, nonostante la sofferenza: «Ma lui andava avanti lo stesso». Un uomo disponibile, stimato per sua la professionalità e per il suo modo di essere, e dal cuore grande. Immenso. E molto «generoso, a volte fino all'eccesso, che aiutava chiunque», ha detto ancora.
Un video, quello postato sui social, «per parlare a tutti quelli che l'hanno conosciuto, che hanno scambiato una parola con lui oppure che semplicemente l'hanno incontrato sul cammino. Ci lascia tantissimo da ricordare e da custodire», ha concluso. Le esequie si terranno domani, alle ore 10.30, nella chiesa San Giuseppe.


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Giovinazzo 





