Le pettole col vin conto di Nonna Angela. <span>Foto Giuseppe Serrone</span>
Le pettole col vin conto di Nonna Angela. Foto Giuseppe Serrone
Vita di città

Le pettole di nonna Angela son servite!

Vi sveliamo i piccoli segreti della ricetta casereccia del dolce tipico del periodo dell’Immacolata

A grande richiesta dopo il successo dei suoi sasanelli, di cui vi avevamo scritto l'anno scorso in occasione della festività di Ognissanti, torna nonna Angela con le sue prelibatezze. La massaia giovinazzese, che si diletta nel preparare bontà della tradizione e ricette più innovative, questa volta ci suggerisce per l'Immacolata una specialità della Terra di Bari molto apprezzata: le pettole.
Nonna Angela garantisce che le "petue modde", come molti usano chiamare in vernacolo giovinazzese le sfiziose palline fritte di pasta lievitata, sono una prelibatezza specifica del periodo che va dall'8 al 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, e ce le propone nella variante dolce, ricoperte di zucchero o di vin cotto.


LA RICETTA

Buongiorno Signora Angela. Innanzitutto, la ringraziamo di averci accolti nuovamente in casa sua.
Grazie a voi. La mia casa è sempre aperta.

Quali sono gli ingredienti per preparare le pettole?
Ci vuole poco per prepararle. Su 500 gr di farina, servono un lievito di birra, acqua quanto basta e la buccia di un limone. Io preferisco mettere intera la buccia del limone per insaporire soltanto l'impasto, ma c'è anche chi preferisce mettere il limone grattugiato.

Come iniziamo?
In un tegame di acciaio si mette la farina con il lievito e la buccia del limone. Poi, con un cucchiaio si deve sciogliere bene il lievito con l'acqua, ma bisogna fare attenzione. Bisogna regolare la quantità di acqua, perché l'impasto non deve essere né troppo liquido né troppo denso. Se è troppo liquido, le palline non lievitano bene e non si gonfiano.

Quindi è una fase molto delicata questa. Come si procede poi?
Dopo aver sciolto bene il lievito, si mette il coperchio sul tegame e si lascia crescere l'impasto. Si aspetta tra mezz'ora e tre quarti d'ora. Mentre si aspetta, si può preparare in un piatto lo zucchero dove avvolgere le pettole cotte.

Bene, la prima fase di preparazione è terminata. Lasciamo riposare l'impasto. Passati i quarantacinque minuti circa, cosa facciamo?
Prima di tutto, si toglie la buccia del limone. Poi, si prende con un cucchiaio un po' di impasto lievitato e si frigge in una padella dove prima abbiamo messo a riscaldare l'olio. Si formeranno delle belle palline gonfie, che si coloreranno nell'olio bollente. Dopo averle fritte, bisogna subito passarle nello zucchero. Non si deve aspettare che si raffreddino.

Che buone! Sappiamo però che lei propone anche un'altra variante.
Sì, le pettole al vin cotto. Sono caratteristiche di questo periodo.

Come si preparano?
La preparazione è la stessa di quelle con lo zucchero. Quello che cambia è la fase finale. Invece di rotolare le palline fritte nello zucchero, si immergono nel vin cotto, che si mette a riscaldare prima sul fuoco in una padella.

Signora Angela, la ringraziamo molto della sua disponibilità e le auguriamo di trascorrere serenamente la festività dell'Immacolata. Però prima ce le faccia assaggiare...
Buona Immacolata a voi e ai vostri lettori e grazie della fiducia nuovamente accordatemi. Favorite, le ho preparate non di certo per me!

RIFLESSIONE A MARGINE

Ogni festa ha un sapore speciale se si rinnovano le tradizioni, anche in ambito culinario. Quelle tradizioni semplici ma gustose, che hanno il profumo dei ricordi del passato e dei momenti felici trascorsi con la famiglia e con chi si ama. Proprio come le pettole di nonna Angela e di tante altre casalinghe, un patrimonio da custodire gelosamente e da tramandare con orgoglio nel tempo.
12 fotoLe pettole di Nonna AngelaGabriella Serrone
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