Giovinazzo, il pallone si sgonfia?

Corrado Azzollini è categorico: «Vogliamo l'Eccellenza, ma senza campo andrò via»

lunedì 29 giugno 2015 14.41
A cura di Nicola Miccione
Giovinazzo rischia di finire senza calcio. «Senza campo - dice l'imprenditore molfettese Corrado Azzollini, in foto assieme al Direttore Generale Pasquale Misurelli -, e dopo l'esperienza delle due precedenti annate, non si può fare calcio».

La crescita del fatturato biancoverde è legata soprattutto alla questione del "Raffaele De Pergola", arrivata allo snodo decisivo: «Siamo ancora in attesa dell'omologazione del campo di gioco da parte degli incaricati della Federazione Italiana Giuoco Calcio - continua senza troppi giri di parole - ma con quell'impianto sportivo, con quel rettangolo di gioco riempito con pozzolana e polvere e con quella tribuna priva della copertura non si può programmare nulla di serio».

«Noi vogliamo vincere il prossimo campionato di Promozione e andare in Eccellenza, - annuncia Azzollini - ma senza un manto erboso sintetico andrò a giocare altrove, di sicuro non lascerò nelle mani di altri il club che io ho ricostruito. Mi dispiace - dice rammaricato - ma mi sono stancato di giocare sempre lontano da casa. Dall'Eccellenza in su è obbligatorio il manto erboso, sintetico o naturale che sia, mentre a Giovinazzo c'è ancora la terra battuta. Se l'Amministrazione comunale non prenderà un impegno reale porterò il titolo calcistico in un'altra città. Andrò via».

E in riva all'Adriatico il calcio rischierebbe nuovamente di scomparire. Ipotesi da scongiurare in ogni modo e che i tifosi biancoverdi non vorrebbero certo vedere attualizzarsi. Ma il futuro e le ambizioni del Giovinazzo dipenderanno dalle sorti del "Raffaele De Pergola": «Sono deluso - prosegue Azzollini - perché dopo tanti anni di buio ho riportato il calcio a Giovinazzo, ma sembra che nessuno se ne sia accorto».

«Le altre Amministrazioni comunali - spiega - contribuiscono con le spese di manutenzione. Noi, invece, manteniamo quel rudere a titolo completamente gratuito. Mi dispiace, ma la situazione era nota da tempo. Amo Giovinazzo, ma se non mi daranno sicurezze andrò via. Adesso servono certezze, non parole. Ora siamo davvero all'ultima tappa. Occorre proteggere le cose belle. E l'Amministrazione comunale ha anche questo dovere».

Il messaggio è chiaro: senza manto erboso sintetico, e quindi senza struttura, nessuno è disposto a portare avanti il calcio giovinazzese. A meno che «il Comune di Giovinazzo, pur di mantenere in vita la squadra e la Promozione - propone Azzollini - non decida di sobbarcarsi le spese sportive (i contratti ed i costi di gestione) che noi sosterremo anche quest'anno per far giocare la prima squadra e tutte le categorie giovanili al San Pio di Bari».

Adesso resta da capire quale sarà il futuro del calcio a Giovinazzo. E il pallone, alle nostre latitudini, rischia nuovamente di sgonfiarsi. La nostra redazione resta a disposizione per eventuali repliche eventuali dell'Amministrazione comunale sul tema del manto erboso.