Tutte le emozioni dei Fuochi di Sant'Antonio Abate a Giovinazzo - FOTO
Domenica 18 gennaio è andata in scena la grande festa popolare organizzata da Jobra Cooperativa
lunedì 19 gennaio 2026
0.13
La nebbia al mattino sembrava aver sconvolto i piani di molti, ma in realtà ha reso ancor più suggestive quelle cataste di legna in vari punti della città. Poi il banditore ha dato il via alla grande festa dei Fuochi di Sant'Antonio Abate alle 12.00, sul sagrato della chiesa di Maria SS di Costantinopoli, nel borgo antico, dove si è tenuta la benedizione tradizionale degli animali da parte di padre Pasquale Rago, vice-amministratore della parrocchia della Concattedrale di Santa Maria Assunta. Contestuale la performance fotografica di Giuseppe Palmiotto con "Chi si somiglia, si piglia", in cui ha messo in mostra le assonanze estetiche e caratteriali tra padroni ed animali.
Al pomeriggio i falò sono stati accesi in 14 differenti punti di Giovinazzo: in piazza Vittorio Emanuele II, in piazza Meschino, in piazza Benedettine, su via Marina, sul lungomare Marina Italiana, in piazza Duomo (il più longevo, acceso dal 1930), in piazza San Felice, in via Framarino, in via Santa Maria degli Angeli e poi in Villa Comunale, in piazza Sant'Agostino, in via Agostino Gioia, in via Dogali, in piazzetta Stallone. Nei loro pressi si sono consumati quintali di fave cotte (crapjète) sul fuoco nei tradizionali recipienti in terracotta (pignatidde), accompagnate da olive caserecce e dalle fresidde, prodotti da forno (dolci e salati) con cui si completava il pasto frugale. E poi ettolitri di vino rosso a riscaldare cuori e ugole dei presenti, che si sono fatti trascinare a sera dalla musica del gruppo rock Rekkiabilly in piazza Vittorio Emanuele II, dai Bambini di Vasco a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal meraviglioso soul in piazza San Felice.
Una straordinaria festa di popolo, questo sono stati i Fuochi di Sant'Antonio Abate, con musica e videomapping in piazza Vittorio Emanuele II, a rievocare il legame agiografico di Sant'Antonio Abate con l'elemento fuoco. Quindi la novità della rappresentazione della Cacciata degli Orsini, voluta da Jobra Cooperativa che punta a far crescere sempre di più una manifestazione che mantiene il suo sapore popolare, richiamando però migliaia di persone da tutta la Città Metropolitana di Bari.
Utile il Trenino del Fuoco, che ha guidato visitatori e persone con disabilità in un itinerario tra i falò del centro urbano. Un plauso va ai volontari, allo sforzo della Polizia Locale, del Servizio Civico e del SerMolfetta, elementi imprescindibili per una autentica festa in sicurezza.
Le bontà culinarie ed i manufatti artigianali degli stand della piazza centrale sono stato corollario gradito a tantissimi visitatori. Un plauso ai gemellati di Guastalla (RE) che hanno finito in poche ore un meraviglioso armamentario di bontà emiliane.
Noi vogliamo farvi rivivere quelle emozioni e vogliamo trasmetterle a chi non c'era, attraverso la nostra galleria fotografica che pubblichiamo sotto il nostro scritto. Buona visione.
Al pomeriggio i falò sono stati accesi in 14 differenti punti di Giovinazzo: in piazza Vittorio Emanuele II, in piazza Meschino, in piazza Benedettine, su via Marina, sul lungomare Marina Italiana, in piazza Duomo (il più longevo, acceso dal 1930), in piazza San Felice, in via Framarino, in via Santa Maria degli Angeli e poi in Villa Comunale, in piazza Sant'Agostino, in via Agostino Gioia, in via Dogali, in piazzetta Stallone. Nei loro pressi si sono consumati quintali di fave cotte (crapjète) sul fuoco nei tradizionali recipienti in terracotta (pignatidde), accompagnate da olive caserecce e dalle fresidde, prodotti da forno (dolci e salati) con cui si completava il pasto frugale. E poi ettolitri di vino rosso a riscaldare cuori e ugole dei presenti, che si sono fatti trascinare a sera dalla musica del gruppo rock Rekkiabilly in piazza Vittorio Emanuele II, dai Bambini di Vasco a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal meraviglioso soul in piazza San Felice.
Una straordinaria festa di popolo, questo sono stati i Fuochi di Sant'Antonio Abate, con musica e videomapping in piazza Vittorio Emanuele II, a rievocare il legame agiografico di Sant'Antonio Abate con l'elemento fuoco. Quindi la novità della rappresentazione della Cacciata degli Orsini, voluta da Jobra Cooperativa che punta a far crescere sempre di più una manifestazione che mantiene il suo sapore popolare, richiamando però migliaia di persone da tutta la Città Metropolitana di Bari.
Utile il Trenino del Fuoco, che ha guidato visitatori e persone con disabilità in un itinerario tra i falò del centro urbano. Un plauso va ai volontari, allo sforzo della Polizia Locale, del Servizio Civico e del SerMolfetta, elementi imprescindibili per una autentica festa in sicurezza.
Le bontà culinarie ed i manufatti artigianali degli stand della piazza centrale sono stato corollario gradito a tantissimi visitatori. Un plauso ai gemellati di Guastalla (RE) che hanno finito in poche ore un meraviglioso armamentario di bontà emiliane.
Noi vogliamo farvi rivivere quelle emozioni e vogliamo trasmetterle a chi non c'era, attraverso la nostra galleria fotografica che pubblichiamo sotto il nostro scritto. Buona visione.