Lotta alla Xylella, nuovo piano regionale. PVA ricorda gli obblighi del Comune di Giovinazzo

La nota del gruppo di opposizione per evidenziare l'importanza della prevenzione

venerdì 13 marzo 2026
A cura di Gianluca Battista
L'Osservatorio fitosanitario regionale ha prescritto, con un nuovo provvedimento, alcuni accorgimenti e le cosiddette "buone pratiche" da mettere in essere da parte di privati e pubbliche amministrazioni per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa, arrivata, come molti ricorderanno, anche alle porte di Giovinazzo.
Non solo una prescrizione su carta, ma obblighi che possono dare origine a sanzioni, con i Carabinieri Forestali che saranno impegnati sul territorio per vigilare sulla corretta applicazione.
Quello dell'Osservatorio fitosanitario è una sorta di promemoria che non può essere eluso, perché i mesi scorsi hanno insegnato come il vettore riesca a viaggiare e la prevenzione è l'unica possibilità di evitare che si verifichino situazioni dolorose come quelle del Salento. Giovinazzo ed i giovinazzesi hanno nell'olivicoltura una delle voci principali dell'economia cittadina e non possono sbagliare. Quest'anno ancor di più che negli anni passati. Sul punto ha diramato, anche attraverso i canali social, una nota PrimaVera Alternativa e noi riportiamo il testo integrale. Ovviamente il gruppo di opposizione è pronto a dar battaglia se l'amministrazione comunale non dovesse provvedere nei tratti di sua competenza. Resta l'incognita della Città Metropolitana, lentissima - ne abbiamo contezza negli anni passati - ad operare sulle strade provinciali.
Di seguito il testo di PrimaVera Alternativa.

«Pubblicato il nuovo provvedimento dell'Osservatorio fitosanitario regionale che prescrive, su tutto il territorio regionale, le misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo degli stadi giovanili degli insetti vettori di Xylella fastidiosa.
Il provvedimento introduce l'obbligo, per agricoltori, proprietari e gestori di terreni pubblici e privati, nonché per Comuni e Province, di attuare specifiche pratiche agronomiche utili a ridurre la presenza dell'insetto vettore, limitando così la diffusione del batterio responsabile del disseccamento degli olivi.
Un'attenzione particolare riguarda anche la pulizia dei cigli stradali e delle aree pubbliche, così come dei terreni incolti o abbandonati, che rappresentano habitat favorevoli allo sviluppo del vettore.
Per sostenere l'attuazione delle misure, la Regione ha stanziato 5 milioni di euro, provenienti in parte dal Piano di rigenerazione olivicola e in parte dal bilancio autonomo regionale. Le risorse serviranno a supportare i Comuni nelle attività di gestione del territorio e consentiranno agli enti locali di avvalersi della collaborazione di agricoltori e proprietari per l'esecuzione delle pratiche agronomiche previste.
Le misure prevedono lavorazioni superficiali del terreno – come arature, fresature, erpicature e trinciature (per chi esegue la trinciatura del cotico erboso, l' altezza massima dello stesso non può superare i 10 cm) – che eliminano le erbe spontanee su cui le forme giovanili del vettore completano il proprio ciclo biologico.
Dove non è possibile intervenire con mezzi meccanici, ad esempio su scarpate, bordi stradali o rotatorie, saranno utilizzati metodi fisici come pirodiserbo o vapore e, solo nei casi di impossibilità, trattamenti con diserbanti a basso impatto ambientale.
Le operazioni dovranno essere effettuate secondo tempistiche precise:
- dal 25 marzo al 30 aprile 2026 nei Comuni con altitudine media inferiore a 200 metri sul livello del mare;
- dal 10 aprile al 15 maggio 2026 nei Comuni con altitudine media superiore ai 200 metri.
Pertanto sull' intero territorio di Giovinazzo bisognerà eseguire gli interventi entro il 30 aprile 2026.

I controlli saranno a carico dei Carabinieri Forestali che in caso di non esecuzione delle prescrizioni regionali potranno intervenire sanzionando i soggetti inadempienti.
Ci preme sottolineare l'importanza di tale provvedimento per contrastare la diffusione della xylella, specie dopo il ritrovamento nella scorsa estate del primo caso in agro di Giovinazzo. E ci auguriamo che tutti i soggetti chiamati in causa (proprietari, conduttori, pubblici amministratori) si adoperino al meglio per preservare un comparto vitale per l' economia cittadina e identitario del nostro territorio rurale».