
Trasporto studenti disabili, la lettera della mamma di un ragazzo autistico
La sua battaglia per i diritti del figlio e la missiva rivolta alla Città Metropolitana di Bari
La mamma di un ragazzo con disabilità di Giovinazzo si è rivolta alla nostra redazione a cui ha inviato la sua lettera aperta per raccontare la vicenda.
Sono Francesca, mamma di un ragazzo autistico e scrivo con il cuore pesante, ma anche con la rabbia e l'esasperazione di chi, ancora una volta, si trova a dover combattere per un diritto che dovrebbe essere garantito. A poche settimane dall'inizio delle lezioni, noi famiglie degli studenti con disabilità delle scuole superiori di Bari abbiamo ricevuto una Pec che sa di resa istituzionale. Ci hanno comunicato che per il trasporto scolastico, tre gare d'appalto sono andate deserte e, come soluzione, ci hanno offerto un rimborso chilometrico. Ci hanno offerto del denaro per fare da soli. Ritengo con estrema fermezza: il diritto all'istruzione non si monetizza, né si delega.
La proposta di "monetizzare" il servizio non è un'alternativa valida, ma una grave inadempienza.
Il tutto è sancito dalla Costituzione Italiana (art.3 e 38) e dalla Legge 104/1992 (Art. 12 e 13). Al di là dei codici e delle leggi, ciò che fa più male è la totale assenza di empatia e l'umiliazione morale cui siamo stati sottoposti.
Offrirci un rimborso economico dimostra una profonda disconnessione dalla nostra realtà quotidiana. Molti di noi lavorano e non possono licenziarsi per fare gli autisti. Ma soprattutto, i nostri figli non sono "pacchi" da spostare su un'auto qualunque: hanno bisogno di mezzi omologati, pedane idrauliche e personale qualificato. Ridurre l'inclusione sociale a un calcolo di convenienza economica significa lanciare un messaggio devastante: che i nostri figli sono un peso, un costo di bilancio troppo alto da sostenere. Questa non è burocrazia, è discriminazione di Stato. Stanno togliendo a questi ragazzi l'autonomia, il diritto di viaggiare insieme ai compagni e la dignità di sentirsi cittadini uguali agli altri. La disabilità non è un imprevisto stagionale, ma una realtà nota da mesi: questa emergenza si poteva e si doveva evitare. Mio figlio non è un cittadino di serie B. Non accetteremo che l'anno scolastico inizi nell'isolamento della nostra casa mentre la politica si trincera dietro i bandi deserti. Chiediamo di intervenire immediatamente con procedure d'urgenza e fondi straordinari. Chiediamo di trovare quei mezzi e trovate quegli autisti.
Vogliamo che Bari dimostri di essere davvero una città inclusiva. Noi non resteremo in silenzio a guardare mentre isolate i nostri figli. Un genitore stanco di dover sempre elemosinare la dignità e diritti del proprio figlio.
Francesca


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Giovinazzo 






