WSE Trophy, vince il Valongo nella festa giovinazzese
I portoghesi si aggiudicano la finale in un PalaPansini innamorato dell'hockey
lunedì 16 marzo 2026
Si è conclusa ieri mezzogiorno la final four della seconda edizione del World Skate Europe Trophy, celebrata a Giovinazzo come una festa dello sport e non solo, organizzata con dedizione ma senza raggiungere la perfezione.
Nonostante la delusione dell'eliminazione dell'AFP Giovinazzo, tanti appassionati sono accorsi per assistere alla finale tra i francesi del CS Noisy RS e i portoghesi dell'AD Valongo.
La prima occasione del match al 12' ma Posito non realizza il rigore ottenuto. Al 19' cambia il risultato con un allungo di Posito, che dopo le tre reti contro l'AFP, segna con un tiro sotto l'incrocio del primo palo, lasciato scoperto dal portiere. Il raddoppio dei portoghesi all'8' della ripresa con Rui Silva. I transalpini accusano il colpo e Rui Silva fa il bis non appena riprende il gioco. Al 14' fallo in area, rigore battuto da Pujol Sune e neutralizzato da Bento. Cartellino blu per Lima. Al 19' tiro diretto per il Noisy ma l'estremo difensore chiude lo specchio. Un minuto dopo i francesi riescono ad accorciare con Korosec ma neanche il tempo di gioire che Posito va ancora a segno e diventa il protagonista principale di questa final four, oltre che capocannoniere dell'intera competizione assieme a Mura.
Al PalaPansini la finale del World Skate Europe Trophy tra CS Noisy RS e AD Valongo termina 4-1 per i lusitani che alzano così il secondo trofeo europeo della propria storia dopo la vittoria della WSE Continental Cup.
Al PalaPansini la finale del World Skate Europe Trophy tra CS Noisy RS e AD Valongo termina 4-1 per i lusitani che alzano così il secondo trofeo europeo della propria storia dopo la vittoria della WSE Continental Cup.
All'AFP resta la consolazione di essere stata battuta dalla squadra che si è aggiudicata il titolo e che, secondo alcuni pronostici, era data per favorita.
"Grazie Giovinazzo, grazie cari tifosi, grazie Sindaco e Amministrazione Comunale, grazie Francesco Cassano, grazie a tutti i dirigenti e agli amici che ci hanno aiutato in questa magnifica, unica, indimenticabile esperienza. Voi avete vinto tutti alla grande. La squadra ci ha provato..." ha scritto a caldo il Presidente Francesco Minervini.
La città ha vissuto un momento magico, ben rappresentato dai poco meno di 2000 spettatori sugli spalti, anche più della leggendaria sfida all'Igualada in Coppa Cers di sedici anni fa, che hanno sostenuto la squadra dopo aver mostrato la scenografia a strisce in tribuna e in curva un grande dipinto dello skyline del porticciolo con una grande sciarpa biancoverde e lo stemma degli ultras come sole.
"Figli di questa terra" recitava lo striscione, a celebrare il legame con le proprie origini, con i simboli identitari e con la realtà sportiva che più l'ha resa celebre e più è entrata a far parte del nostro DNA.
Il sogno di vincere una coppa nella bolgia del palazzetto cittadino è svanito e, dopo il risveglio, bisogna tornare alla molto meno magica e meno suggestiva lotta per non retrocedere a cinque giornate dalla fine della regular season.
La stagione, dopo questa parentesi, è nuovamente appesa ad un filo e l'appuntamento con la storia, ora che sembrava possibile ripetere il trionfo in Coppa delle Coppe di 46 anni fa, è decisamente rinviato. Restano un bel ricordo e la dura realtà.
La città ha vissuto un momento magico, ben rappresentato dai poco meno di 2000 spettatori sugli spalti, anche più della leggendaria sfida all'Igualada in Coppa Cers di sedici anni fa, che hanno sostenuto la squadra dopo aver mostrato la scenografia a strisce in tribuna e in curva un grande dipinto dello skyline del porticciolo con una grande sciarpa biancoverde e lo stemma degli ultras come sole.
"Figli di questa terra" recitava lo striscione, a celebrare il legame con le proprie origini, con i simboli identitari e con la realtà sportiva che più l'ha resa celebre e più è entrata a far parte del nostro DNA.
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