Falò di Sant'Antonio Abate, Sinistra Italiana polemizza con gli amministratori

Una nota della segreteria cittadina sull'affidamento dei festeggiamenti ad una cooperativa non giovinazzese

lunedì 8 gennaio 2018 17.50
A cura di Gianluca Battista
«A Giovinazzo, a quanto pare, è un continuo spuntare di nuove stelle! Qualora ve lo chiedeste, non si tratta di un nuovo campione sportivo o di una star del cinema internazionale, né di un luminare delle scienze da candidare a premi importanti. Si tratta piuttosto di funghi, che spuntano all'improvviso ma vengono immediatamente incensati a forza di affidamenti diretti e contributi sproporzionati, in barba a ogni regola e ai principi del buon senso, da applicare sempre quando si maneggia il denaro pubblico».

Esordisce così una nota inviataci dalla segreteria cittadina di Sinistra Italiana, a firma Tommi Bonvino. Oggetto delle osservazioni è l'affidamento ad un nuovo soggetto della manifestazione conosciuta come Falò di Sant'Antonio Abate.

«L'ultimo fungo-stella in ordine di tempo si chiama [...], che a pochi mesi dalla sua comparsa nel firmamento delle associazioni giovinazzesi, è stata già in grado di intascare ben 22.000 euro di contributi pubblici per l'organizzazione delle attività culturali e ricreative legate alle festività natalizie e ai Falò di Sant'Antonio - insistono da Sinistra Italiana -. Riuscendo anche ad anticipare e presagire gli esiti amministrativi, come nel caso della programmazione del Natale giovinazzese, per il quale i manifesti informativi, con tanto di logo del Comune di Giovinazzo a testimonianza del patrocinio, sono stati pubblicati addirittura prima che la delibera comunale diventasse pubblica. Alla faccia delle "associazioni radicate sul territorio e con un vissuto esperienziale alle spalle" che, a detta dell'Assessore Sala in Consiglio comunale, sarebbero state prescelte per la programmazione delle attività».

Poi Tommi Bonvino e la segreteria di SI attaccano direttamente Daniela Sala: «Ma l'Assessore Sala non è nuova ad affermazioni rese in pubblico che vengono sconfessate subito dopo dai suoi stessi compagni di coalizione - è l'affondo - . L'avevamo già constatato allorquando, presente con il ruolo di coordinatrice all'incontro per la nomina del direttivo della Consulta della Cultura, ha ritenuto del tutto valido l'esito della votazione, avvenuta dopo ampio confronto, salvo poi ritrattare e allinearsi agli "ordini superiori" che volevano invece invalidate quelle votazioni. Un campo, quello della Cultura, che ormai da sei anni è diventato fulcro di un modus operandi che vede mortificate le realtà cittadine - è l'opinione di Sinistra Italiana - difronte a un moltiplicarsi di ricchi emolumenti a soggetti ignoti ai più».

Quindi Sinistra Italiana lancia una sorta di manifesto per i prossimi mesi e fino all'estate, con l'unico intento di tenere alta la guardia sull'utilizzo dei fondi «Il settore Cultura è uno di quelli su cui non abbasseremo mai la guardia e sul quale promettiamo di continuare a batterci per una giusta ripartizione dei fondi comunali e una giusta valorizzazione delle risorse cittadine. Dover assistere mese dopo mese, evento dopo evento, a uno spreco scriteriato di cifre e attenzioni - concludono - non può che imporci di sottoporre all'attenzione cittadina quanto accade».