"Conversazioni dal mare": il bilancio degli organizzatori

L'estate culturale giovinazzese si è aperta con tre serate di grande spessore in Cala Porto

lunedì 22 giugno 2026 16.30
A cura di La Redazione
Gli organizzatori di "Conversazioni dal Mare" hanno tracciato nelle scorse ore un bilancio della fortunata rassegna letteraria, giunta alla sua decima edizione, che ha riempito di un pubblico colto ed interessato Cala Porto. Un inizio di stagione estiva coi fiocchi per la comunità giovinazzese, un impegno a migliorarsi ed a proporre sempre nuovi temi nelle prossime edizioni.
Questo il sunto della tre giorni giunto in redazione.



Tre serate intense, partecipate, capaci di cucire insieme giornalismo, letteratura, musica, economia, impegno civile e racconto del presente. Cala Porto di Giovinazzo, ancora una volta, si è trasformata in una grande piazza sul mare, un teatro di incontro in cui parole, idee e visioni hanno trovato spazio nella cornice di una delle rassegne culturali più attese dell'estate pugliese. Conversazioni dal Mare archivia così la tappa di Giovinazzo dell'edizione 2026, confermando il legame profondo costruito in questi dieci anni con la città e con il suo pubblico, e guarda già alla prossima tappa di Mattinata, in programma il 10 e l'11 luglio.

L'edizione giovinazzese si è aperta venerdì 19 giugno con una prima serata dedicata ai grandi temi del nostro tempo. Carlo Bonini ha portato al centro della riflessione il delicato rapporto tra libertà e sicurezza, sottolineando come il rischio più grande per una democrazia si manifesti proprio quando i cittadini accettano di scambiare i propri diritti con la promessa di una protezione solo apparente. «Quando scambiamo la nostra sicurezza con la nostra libertà, quando cerchiamo di convincerci che questo scambio sia in grado di metterci al riparo da ciò che temiamo, quello è il momento in cui cominciamo a condannarci all'insicurezza. Una sicurezza democratica passa dal principio che sicurezza e libertà sono termini di un'equazione. Per avere più sicurezza è necessario che quella sicurezza si articoli nel quadro dei nostri diritti e delle nostre libertà».

A seguire, Valentina Bisti che ha restituito al pubblico il ritratto di un'Italia spesso lontana dai riflettori, fatta di persone comuni capaci di affrontare le difficoltà con dignità, coraggio e fiducia. «Racconto storie di persone normali, persone che nelle difficoltà della vita hanno avuto il coraggio di tirare fuori la forza di un italiano vero, la voglia di guardare con fiducia al futuro. Ogni storia che ho incontrato mi ha dato motivo di essere orgogliosa di questo Paese. Qui a Giovinazzo si respira tanta autenticità, porterò con me questo scrigno meraviglioso».

A chiudere la prima serata Nello Scavo, che ha accompagnato il pubblico dentro una delle ferite più dolorose del nostro tempo, quella dei bambini travolti dalle guerre, partendo dal racconto di chi, nel cuore del conflitto in Ucraina, ha scelto di salvare vite mettendo a rischio la propria. «C'è sempre l'opportunità di fare bene anche quando sembra impossibile, l'Europa dovrebbe ascoltare di più il grido di questi bambini prima che comincino le guerre e non quando sono già iniziate. Il desiderio di gran parte dei corrispondenti di guerra è quello di rimanere disoccupati, o meglio, occuparsi di altro nella speranza che guerre non ce ne siano più. Ci sono circa 100 milioni di profughi di guerra in questo momento, il nostro lavoro ci offre una speranza: raccontare gli eroismi e il coraggio di chi riesce a dare il meglio senza pensare agli interessi personali».

La seconda serata, sabato 20 giugno, ha allargato lo sguardo al ruolo del Mezzogiorno, alla tenuta delle democrazie e al dovere dell'informazione. Il confronto su "Il Sud ha vinto e il ruolo della Capitale della Cultura d'Impresa 2026", con Mario Aprile, Domenico Favuzzi e Lino Patruno, ha acceso i riflettori sulle energie del Sud, sul valore della cultura d'impresa e sulla necessità di continuare a investire in una narrazione del Mezzogiorno fondata su visione, competenze e opportunità.

Subito dopo, Giovanna Melandri ha offerto una lettura serrata del presente internazionale, soffermandosi sulle nuove forme del potere, sul rapporto tra politica e leadership e sulle fragilità della democrazia americana. «Trump è un presidente divisivo. Si è scatenato in questi giorni un conflitto istituzionale con la nostra Presidente del Consiglio cui ho espresso solidarietà ma spero si plachi questo match tra le due personalità perché non fa bene all'Italia». Nel corso dell'incontro, così come nell'appuntamento con Giovanna Botteri è stato ricordato anche il molfettese Domenico "Nico" Centrone, detenuto in Libia, con un appello alla sua liberazione e al suo ritorno in Italia. L'appuntamento con Annalisa Cuzzocrea ha portato sul palco la figura di Miriam Mafai, ma anche l'attualità delle sue battaglie. «Se Miriam Mafai vivesse oggi in questo Paese non arretrerebbe di un passo sulla battaglia dell'uguaglianza delle donne, sulla carta abbiamo pari diritti, nella sostanza mancano ancora molte cose», ha sottolineato la giornalista, restituendo al pubblico il ritratto di una donna che ha attraversato il Novecento con rigore, indipendenza e coraggio, lasciando in eredità una lezione ancora necessaria.

La chiusura della seconda serata è stata affidata a Corrado Formigli, protagonista di un incontro dedicato al mestiere dell'informare in un mondo segnato da guerre, propaganda e crisi globali. Al giornalista è stato conferito il Premio Conversazioni dal Mare, con una motivazione che ne ha messo in luce la capacità di attraversare i luoghi del conflitto e della complessità, restituendo profondità al racconto del presente e dignità alle domande più scomode del nostro tempo. Sul palco Formigli ha ribadito con nettezza il senso del lavoro giornalistico: «Bisogna riconoscere che fare giornalismo è un mestiere, è un lavoro e il dovere è varcare le linee rosse. C'è la deontologia, c'è il codice penale, ma il giornalismo non può avere linee rosse e ha il dovere di varcarle».

Domenica 21 giugno, nella serata che ha segnato la cerniera simbolica tra la primavera e il solstizio d'estate, Conversazioni dal Mare ha vissuto uno dei suoi momenti più suggestivi. Al tramonto, Cala Porto si è fatta teatro di un passaggio quasi sospeso, elegante e intensissimo: l'Orchestra Filarmonica Pugliese, diretta dal Maestro Giulio Marazia, ha accompagnato le letture di Corrado La Grasta nello spettacolo Tutto il mio folle amore in musica, regalando al pubblico un viaggio tra parole, note e sentimento, mentre la luce del giorno scivolava lentamente sul mare. Un momento di rara bellezza, che ha dato alla serata conclusiva il tono di un rito collettivo e ha saldato, nel segno dell'amore e della poesia, il respiro della musica con quello della narrazione.

Subito dopo è salita sul palco Giovanna Botteri, che ha riportato il pubblico nel cuore delle grandi fratture del presente, tra guerre, scenari internazionali e nuovi equilibri geopolitici. «Mai come in questo momento in cui c'è incertezza totale su guerre, futuro, economia, sui rapporti con alleati o nemici, è importante che l'informazione torni all'origine, torni tra la gente per guardarsi negli occhi, capire realmente cosa succede».

A chiudere l'edizione giovinazzese è stato Stefano Massini, con un incontro che si è trasformato in un vero spazio di pensiero aperto, in cui la parola è nata nell'istante e ha preso forma davanti al pubblico, attraversando storie, immagini, intuizioni e interrogativi sul presente. «La cultura serve a vivere meglio, queste manifestazioni hanno l'obiettivo di mettere in moto cibo, nutrimento per l'anima, forme nuove di letture della realtà, possibili domande e qualche accenno di risposta. Più domande che risposte perché le domande sono ciò che tiene vivo l'essere umano, non dobbiamo mai dimenticarlo», ha detto il drammaturgo, consegnando alla platea una delle chiavi di lettura più profonde dell'intera rassegna.

Accanto agli appuntamenti serali, anche l'edizione 2026 di Giovinazzo ha confermato l'attenzione di Conversazioni dal Mare verso i più piccoli con Conversazioni dal Mare Young, la sezione curata da Lucrezia Mastrapasqua e dedicata a bambini e famiglie. I laboratori gratuiti di lettura e pittura hanno accompagnato le tre giornate della manifestazione nel segno dell'inclusione e della condivisione, offrendo ai più piccoli uno spazio di creatività, ascolto e partecipazione.

Il bilancio della tre giorni è affidato anche alle parole di chi, questa manifestazione, la vive e la costruisce da anni. «Tre serate di cultura che ci hanno condotto in un viaggio bellissimo in questi dieci anni, ora il pensiero va al 10 e 11 luglio a Mattinata per continuare la nostra navigazione sul gozzo della cultura per unire queste due comunità nel segno della bellezza, dell'accoglienza e dell'eleganza», ha dichiarato Giulia Murolo.

Sulla stessa linea il presidente di Artemia, Alessandro Camporeale: «Dieci anni di sguardi, di emozioni, di autori di livello nazionale ed internazionale. Un grande ringraziamento a tutti coloro che con il loro lavoro, il loro impegno, il loro aiuto, sono stati con noi dall'inizio di questa avventura. Conversazioni dal Mare è un sogno che è cresciuto e vuole continuare a crescere». Soddisfazione anche da parte delle istituzioni cittadine.

«L'apertura con l'Orchestra Filarmonica dell'ultima serata ha dato un tocco di eleganza che spero possa replicarsi, il pubblico ha premiato le scelte. Un dato è certo: Giovinazzo si è innamorata di Conversazioni dal Mare e faremo di tutto per far crescere questa manifestazione», ha dichiarato il sindaco Michele Sollecito. Per l'assessora alla Cultura Cristina Piscitelli: «Siamo contentissimi di avere avuto Conversazioni dal Mare anche quest'anno, Giovinazzo è pronta ad accogliere le edizioni future di questo evento. Conversazioni lancia non solo l'estate giovinazzese ma quella della regione, noi vi invitiamo a seguire Discover Giovinazzo per scoprire l'intero programma di eventi che ci attende da qui in avanti fino a fine estate».

Archiviata la tappa di Giovinazzo, Conversazioni dal Mare guarda ora al prossimo approdo: Mattinata, il 10 e 11 luglio, dove la rassegna porterà nuove voci e nuove storie con Walter Veltroni, Pietro Grasso, Concita De Gregorio con Erica Mou, Marino Bartoletti, Pegah Moshir Pour e don Antonio Coluccia. Il viaggio, dunque, continua: dopo aver acceso Cala Porto con tre sere di pensiero, emozione e confronto, Conversazioni dal Mare è pronta a ritrovare il suo pubblico sulla costa garganica, per proseguire la sua navigazione culturale tra comunità, territori e bellezza condivisa.