72 morti registrati, ma la Puglia diventa zona gialla

La nuova ordinanza del Ministro Speranza lascia perplessi molti. Cosa cambia per le attività di ristorazione

venerdì 4 dicembre 2020 18.16
La Puglia passerà da domenica 6 dicembre dalla zona arancione alla zona gialla.

È quanto emerge dalle tre ordinanze firmate questo pomeriggio, 4 dicembre, dal Ministro della Salute Roberto Speranza. E tutto questo nel giorno più nero da inizio pandemia per ciò che concerne i decessi, ben 72 nelle ultime ore.
Oltre alla Puglia, anche Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche ed Umbria passeranno dalla zona di rischio moderato a quella con una situazione sotto controllo dell'epidemia. Dall'11 dicembre toccherà alla Lombardia, già passata da rossa ad arancione, divenire gialla e poi il 13 dicembre dovrebbe essere la volta del Piemonte.
Il provvedimento ha suscitato perplessità innanzitutto in ambienti sanitari ed anche sul versante politico locale, sebbene i dati odierni siano in realtà frutto di elaborazioni di alcuni giorni.

COSA CAMBIA DA DOMENICA

Da domenica prossima e fino al 21 dicembre ci sarà dunque la possibilità di spostarsi tra comuni ed i ristoranti, bar, pub, pizzerie saranno regolarmente aperti a pranzo e sino alle 18.00, orario a partire dal quale sarà quindi possibile effettuare solo l'asporto. Resta confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Poi dal 21 dicembre al 6 gennaio saranno in vigore le norme più severe contenute nel DPCM relativamente agli spostamenti.


COSÌ LOPALCO ALLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Nelle scorse ore era stato l'Assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, a sollevare qualche dubbio in una intervista pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno nella versione on line, in cui ha affermato di preferire che non si abbassi in alcun modo la guardia, ma aveva aggiunto: «Occorre premettere - aveva spiegato - che il dato giornaliero dei positivi rappresenta il numero di analisi fatte quel giorno dal laboratorio: sono tamponi di 4, 5 o 6 giorni prima. Occorre guardare la curva dei casi ordinata per data inizio sintomi e data tampone. E allora si vede un Salento mediamente poco interessato dalla pandemia, mentre a Bari, che ha avuto molti più casi, la curva si è fermata e sta andando verso la diminuzione. Questo non è ancora evidente a Foggia e nella Bat perché queste province, che hanno avuto una intensità di circolazione virale elevata, hanno fatto più fatica con il contact-tracing e i tamponi. Ma il dato che ci conferma che stiamo passando il picco e ci avviamo alla discesa sono i ricoveri ospedalieri: il dato di occupazione dei posti letto è incontrovertibile e non dipende dalla quantità di tamponi che si fanno. Per la prima volta abbiamo le terapie intensive che si svuotano, e due posti covid liberi al Policlinico che non si vedevano da tanto tempo. Sono segnali di epidemic intelligence che vanno al di là del numero di tamponi e di positivi, nella direzione di un allentamento».