
Religioni
Festa liturgica dei Santi Medici: la messa nella chiesa di Costantinopoli
Padre Francesco Depalo: «La coralità della fede della loro famiglia dev'essere concreto esempio per noi cristiani»
Giovinazzo - lunedì 28 settembre 2026
L'appuntamento con la festa liturgica in onore dei SS. Medici Cosma e Damiano è stata rinnovata, con fede, devozione e sentita partecipazione, sabato 26 settembre nella Chiesa Santa Maria di Costantinopoli, a cura dell'omonima Confraternita guidata dal priore Carmine Palermo.
Nella giornata dedicata ai due Santi, la Chiesa celebra e ricorda il loro martirio. È tanta la devozione verso i due fratelli medici martiri che hanno dedicato la loro vita professionale a prendersi cura, in forma gratuita, degli ammalati in particolar modo di quelli poveri e bisognosi. Nella gremita e splendida chiesa situata a Giovinazzo in via Cattedrale, nel centro storico di Giovinazzo, sono custoditi i simulacri dei due santi. Lì sono in corso la novena e i festeggiamenti in loro onore, momenti di fede che culmineranno il giorno 11 ottobre con la festa esterna che prevederà l'uscita delle due statue portate in processione per le vie della città. Nella serata di ieri è stata celebrata una Messa da padre Francesco Depalo, celebrazione che è stata tradotta in L.I.S. (Lingua Italiana dei Segni) con interprete la dott.ssa Speranza Fiorentino. Nel corso della messa, inoltre, sono stati accolti due nuovi componenti nell'associazione SS. Medici, Anna Mastroviti e Damiano Bologna, ai quali è stato assegnato lo scapolare (nella foto in home, ndr).
L'omelia di padre Francesco Depalo
Nell'omelia, il celebrante padre Francesco Depalo, amministratore della Concattedrale, ha posto risalto all'importanza che riveste la preghiera del "Credo", tra i più significativi simboli di fede e ne ha illustrato alcuni passaggi. Ha sottolineato il pregnante sacrificio compiuto dai SS. Medici e la loro testimonianza di santità plurale che comprende l'intero tessuto familiare. «Erano cinque fratelli, martirizzati tutti e cinque; c'è un'icona su questo martirio - ha affermato padre Francesco Depalo -. Anche il padre e la madre dei Santi Medici testimoniarono la loro fede. La messa in loro onore è celebrazione della comunità cristiana che vive nella fede; ogni celebrazione rimanda alla grande famiglia di Dio. La coralità della loro testimonianza, del loro impegno, del loro sacrificio e della loro fede devono essere concreto esempio per noi cristiani. Cosa domandare ai nostri Santi Medici? La guarigione, la cura per il nostro corpo e la nostra anima. La nostra vita è nelle vostre mani e qui riuniti vi chiediamo di manifestare il vostro potere taumaturgico per il bene della nostra comunità», ha concluso padre Francesco.
Il significato della festività liturgica nelle parole del priore della confraternita Carmine Palermo
«La festività liturgica dei Santi Medici, Cosma e Damiano, è un momento in cui la Chiesa ci invita a riflettere sul tema della malattia, della sofferenza e della guarigione alla luce della fede e della speranza cristiana. I Santi Medici hanno esercitato la medicina come servizio gratuito e ci ricordano che curare non significa soltanto combattere una malattia, ma prendersi cura di una persona e delle sue fragilità anche con gesti di vicinanza e affetto. Quando ci rivolgiamo a loro nei momenti difficili, soprattutto quando la malattia ci debilita, non chiediamo solo un sollievo al nostro dolore. Chiediamo la loro intercessione presso Dio: perché il Signore ci doni la guarigione, quando essa è possibile; ma anche perché ci sostenga, ci conceda coraggio, pace e fiducia, e illumini quanti si prendono cura di noi. La festa dei Santi Medici è quindi anche una festa della carità cristiana. Cosma e Damiano ci insegnano che la sofferenza dell'altro non può lasciarci indifferenti. Il malato ha bisogno di medicine e di cure, ma spesso ha bisogno anche di una presenza, di una parola, di una mano che stringe la sua, di qualcuno che sappia semplicemente rimanere accanto a lui. Buona festa dei Santi Medici Cosma e Damiano».
Nella giornata dedicata ai due Santi, la Chiesa celebra e ricorda il loro martirio. È tanta la devozione verso i due fratelli medici martiri che hanno dedicato la loro vita professionale a prendersi cura, in forma gratuita, degli ammalati in particolar modo di quelli poveri e bisognosi. Nella gremita e splendida chiesa situata a Giovinazzo in via Cattedrale, nel centro storico di Giovinazzo, sono custoditi i simulacri dei due santi. Lì sono in corso la novena e i festeggiamenti in loro onore, momenti di fede che culmineranno il giorno 11 ottobre con la festa esterna che prevederà l'uscita delle due statue portate in processione per le vie della città. Nella serata di ieri è stata celebrata una Messa da padre Francesco Depalo, celebrazione che è stata tradotta in L.I.S. (Lingua Italiana dei Segni) con interprete la dott.ssa Speranza Fiorentino. Nel corso della messa, inoltre, sono stati accolti due nuovi componenti nell'associazione SS. Medici, Anna Mastroviti e Damiano Bologna, ai quali è stato assegnato lo scapolare (nella foto in home, ndr).
L'omelia di padre Francesco Depalo
Nell'omelia, il celebrante padre Francesco Depalo, amministratore della Concattedrale, ha posto risalto all'importanza che riveste la preghiera del "Credo", tra i più significativi simboli di fede e ne ha illustrato alcuni passaggi. Ha sottolineato il pregnante sacrificio compiuto dai SS. Medici e la loro testimonianza di santità plurale che comprende l'intero tessuto familiare. «Erano cinque fratelli, martirizzati tutti e cinque; c'è un'icona su questo martirio - ha affermato padre Francesco Depalo -. Anche il padre e la madre dei Santi Medici testimoniarono la loro fede. La messa in loro onore è celebrazione della comunità cristiana che vive nella fede; ogni celebrazione rimanda alla grande famiglia di Dio. La coralità della loro testimonianza, del loro impegno, del loro sacrificio e della loro fede devono essere concreto esempio per noi cristiani. Cosa domandare ai nostri Santi Medici? La guarigione, la cura per il nostro corpo e la nostra anima. La nostra vita è nelle vostre mani e qui riuniti vi chiediamo di manifestare il vostro potere taumaturgico per il bene della nostra comunità», ha concluso padre Francesco.
Il significato della festività liturgica nelle parole del priore della confraternita Carmine Palermo
«La festività liturgica dei Santi Medici, Cosma e Damiano, è un momento in cui la Chiesa ci invita a riflettere sul tema della malattia, della sofferenza e della guarigione alla luce della fede e della speranza cristiana. I Santi Medici hanno esercitato la medicina come servizio gratuito e ci ricordano che curare non significa soltanto combattere una malattia, ma prendersi cura di una persona e delle sue fragilità anche con gesti di vicinanza e affetto. Quando ci rivolgiamo a loro nei momenti difficili, soprattutto quando la malattia ci debilita, non chiediamo solo un sollievo al nostro dolore. Chiediamo la loro intercessione presso Dio: perché il Signore ci doni la guarigione, quando essa è possibile; ma anche perché ci sostenga, ci conceda coraggio, pace e fiducia, e illumini quanti si prendono cura di noi. La festa dei Santi Medici è quindi anche una festa della carità cristiana. Cosma e Damiano ci insegnano che la sofferenza dell'altro non può lasciarci indifferenti. Il malato ha bisogno di medicine e di cure, ma spesso ha bisogno anche di una presenza, di una parola, di una mano che stringe la sua, di qualcuno che sappia semplicemente rimanere accanto a lui. Buona festa dei Santi Medici Cosma e Damiano».
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