Secondo il Fisioterapista

Traumi più comuni del piede dell’atleta (2^ parte)

Le fratture da stress

Le fratture da stress sono piccole lesioni ossee che interessano in modo peculiare coloro i quali praticano sport ripetitivi come il podismo, il tennis, la pallavolo, pallacanestro, calcio, atletica.

Per comprendere i fattori predisponenti occorre sapere che l'osso è un tessuto vitale che come gli altri ha un metabolismo molto attivo che va incontro a continui rimodellamenti sulla base dello stato metabolico dell'organismo (livello di calcio presente nel sangue) e degli stimoli meccanici a cui viene sottoposto. In pratica, affinché il tessuto osseo possa rigenerarsi, esistono tipi di cellule (gli osteoclasti) che lo demoliscono e cellule (gli osteoblasti) che lo ricostruiscono; questo genera un continuo ricambio della matrice minerale che si mantiene in equilibrio con due scopi: mantenere costante il livello di calcio e riadattare l'osso al tipo di sollecitazioni a cui è sottoposto. In sostanza se l'allenamento e le sollecitazioni meccaniche superano la capacità dell'osso di rigenerarsi e/o di riparare le microlesioni, queste si trasformeranno in vere fratture.

In ordine di frequenza avremo fratture del colletto del 2° metatarso, tipico di quei soggetti con il secondo dito del piede più lungo e fratture delle base del 5° metatarso, più comune in quei soggetti che atteggiano il piede supinato cioè poggiano maggiormente il margine esterno della pianta del piede.

I fattori di rischio oltre a quelli da imputare al tipo di sport praticato, sono anche quelli quando improvvisamente ci si dedica ad intensa attività fisica dopo un lungo periodo di sedentarietà. Altri fattori di rischio sono ad esempio nelle donne il ciclo mestruale. L'osteoporosi nei soggetti debilitati.

Cura e prevenzione. Le cure variano a seconda della posizione della frattura e da quanto sia necessario un rapido recupero alla ripresa dell'attività fisica.
Pertanto in linea generale si eseguiranno: terapia farmacologica, a discrezione del medico, fondamentalmente a base di acetaminofene per il dolore e farmaci a base calcica. Riduzione del carico, utilizzando anche stampelle canadesi e in casi più gravi immobilizzazione con gambaletto gessato. In rari casi si pratica l'intervento chirurgico allorquando si accerti che il consolidamento della frattura sia difficile a causa della scarsa vascolarizzazione di quel segmento di osso fratturato.

Fisioterapia con: magnetoterapia, ultrasuoni, T.e.c.a.r.

Sarà a discrezione del Fisioterapista valutarne le modalità, la durata ed i parametri di applicazione delle su dette terapie strumentali a seconda di come si presenta il quadro clinico. Dicasi allo stesso modo per quanto concerne la fase successiva in cui si renderà necessario un programma riabilitativo con esercizi propriocettivi i quali mireranno al recupero del passo; graduale ricondizionamento al gesto atletico che comprenderà tutta una serie di modalità al fine di riabituare il piede ai carichi ed allo stress atletico.

A scopo preventivo, sarebbe opportuno adoperarsi per una sana e corretta alimentazione nella quale non dovrà mancare un equilibrato apporto di calcio e altri nutrienti con integratori per mantenere ossa più forti; se necessario apportare modifiche al gesto atletico; utilizzare calzature adeguate all'attività che si vuol praticare, sostituendole con un nuovo paio periodicamente.
  • Fratture da stress
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