"Le Boss: quando la mafia è femmina": la presentazione del libro dell'avvocato e criminologa Mariatiziana Rutigliani
L’incontro di rilievo culturale, dedicato alla legalità e a un pregno approfondimento dei fenomeni criminali
sabato 1 agosto 2026
In una calda serata di fine luglio è stato presentato a Giovinazzo, nell'Atrio Martinelli dell'Istituto Vittorio Emanuele, nell'ambito di "Semele Live-Cultura in due atti", la due giorni di promozione alla lettura organizzata dall'Associazione Culturale Semele APS-Associazione di Promozione Sociale, il libro dal titolo " Le boss-quando, la mafia è femmina", scritto dall'avvocato e criminologa Maria Tiziana Rutiliani.
L'incontro di rilievo culturale, dedicato alla legalità e a un pregno approfondimento dei fenomeni criminali, ha avuto il Patrocinio della Città di Giovinazzo e della Città Metropolitana di Bari. La serata, seguita da un numeroso e attento pubblico, è inserita nel cartellone di eventi Estate Giovinazzo 2026, ideato e patrocinato dall'amministrazione comunale di Giovinazzo. Nel suo saluto istituzionale, l'Assessore alla Cultura Cristina Piscitelli, attenta e presente agli eventi culturali, ha ringraziato l'Associazione Culturale Semele per aver creato due belle situazioni d'incontro con i libri e con due conversazioni ricche di contenuti grazie alla presenza di autrici importanti.
L'Assessore Piscitelli ha spiegato quanto sia importante la lettura e la conoscenza di nuovi libri con relativi autori per la città di Giovinazzo che investe in questo ambito, perché è un'attività letteraria che lei e l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Michele Sollecito, promuovono tutto l'anno con le scuole, con il Liceo Classico, con la Rassegna Letteraria "Conversazioni dal Mare" e con le varie presentazioni di libri organizzate dalla Consulta della Cultura.
La moderatrice Paola Carrieri ha chiesto di illustrare la differenza tra le varie tipologie di mafia, ha, inoltre, posto l'accento sulla risposta della magistratura, punti sui quali è stata esplicata l'attenta analisi condotta dall'autrice che ha documentato svariati passaggi spiegando con dovizia di particolari luoghi, protagonisti e accadimenti realmente avvenuti. Il testo mette in risalto il ruolo della donna "boss" nelle organizzazioni mafiose, del loro complicato ruolo dell'essere madri e della difficoltà di accettare di divenire collaboratrici di giustizia a fronte di un grave lutto che ha colpito la loro famiglia.
Ci sono donne che hanno deciso di venire fuori e collaborare con la giustizia denunciando mariti e familiari soprattutto quando hanno visto morire i loro figli in agguati mafiosi. Molto impegnativo è divenuto il lavoro della magistratura nei confronti di queste situazioni ben enunciate nel corso della conversazione dai toni e dai contenuti sempre ricchi di significato. Poi la domanda di rito della moderatrice: il ruolo dei genitori in questa società complessa e ricca di distrazioni, di pericoli e di situazioni "border line". Essere genitori in questo momento storico e sociale è un atto eroico.
La presentazione è stata resa pregevole dalle letture della docente Maria Pia Lasorsa, componente dell'Associazione Semele che ha interpretato con raffinatezza alcuni brani del libro, conducendo il pubblico nei meandri del volume che consigliamo di leggere perché espressione di viva attualità. Al termine dell'incontro abbiamo chiesto all'autrice cosa deve trasmettere il suo libro ai lettori e quali riflessioni lei pensa possano scaturire. Ecco cosa ci ha risposto Mariatiziana Rutigliani. «Esiste sempre un'altra strada, esiste il riscatto, esiste la possibilità di cambiare vita. Donne e figli possono reagire. Mostrare che un'altra verità esiste; mostrare che anche quando sembra di essere leader si è solo pedine di un sistema più grande che alla fine distrugge: questo è lo scopo del mio libro. Vorrei che venga fuori questa riflessione», ha così concluso.
L'incontro di rilievo culturale, dedicato alla legalità e a un pregno approfondimento dei fenomeni criminali, ha avuto il Patrocinio della Città di Giovinazzo e della Città Metropolitana di Bari. La serata, seguita da un numeroso e attento pubblico, è inserita nel cartellone di eventi Estate Giovinazzo 2026, ideato e patrocinato dall'amministrazione comunale di Giovinazzo. Nel suo saluto istituzionale, l'Assessore alla Cultura Cristina Piscitelli, attenta e presente agli eventi culturali, ha ringraziato l'Associazione Culturale Semele per aver creato due belle situazioni d'incontro con i libri e con due conversazioni ricche di contenuti grazie alla presenza di autrici importanti.
L'Assessore Piscitelli ha spiegato quanto sia importante la lettura e la conoscenza di nuovi libri con relativi autori per la città di Giovinazzo che investe in questo ambito, perché è un'attività letteraria che lei e l'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Michele Sollecito, promuovono tutto l'anno con le scuole, con il Liceo Classico, con la Rassegna Letteraria "Conversazioni dal Mare" e con le varie presentazioni di libri organizzate dalla Consulta della Cultura.
La presentazione del libro
Il viaggio all'interno del libro è stato condotto in modo brillante e scorrevole dalla criminalista, oltre che perito balistico, Paola Carrieri, originaria di Giovinazzo. Il testo molto accurato nei contenuti che propone, al pari di una vera e propria inchiesta documentata con doverosi particolari e interessanti sfumature, ha messo in risalto la figura delle donne di mafia che si trasformano "…da angeli del focolare ad angeli della morte…" All'autrice Rutigliani piace molto portare il testo da lei scritto nelle scuole perché la mafia si può sconfiggere e questo messaggio deve emergere forte e chiaro. Nella parte iniziale del viaggio all'interno del testo si è fatto cenno anche alla "pericolosa e fuorviante" emulazione degli atteggiamenti "mafiosi" che sono presenti in serie tv quali "Gomorra" e "Mare Fuori".La moderatrice Paola Carrieri ha chiesto di illustrare la differenza tra le varie tipologie di mafia, ha, inoltre, posto l'accento sulla risposta della magistratura, punti sui quali è stata esplicata l'attenta analisi condotta dall'autrice che ha documentato svariati passaggi spiegando con dovizia di particolari luoghi, protagonisti e accadimenti realmente avvenuti. Il testo mette in risalto il ruolo della donna "boss" nelle organizzazioni mafiose, del loro complicato ruolo dell'essere madri e della difficoltà di accettare di divenire collaboratrici di giustizia a fronte di un grave lutto che ha colpito la loro famiglia.
Ci sono donne che hanno deciso di venire fuori e collaborare con la giustizia denunciando mariti e familiari soprattutto quando hanno visto morire i loro figli in agguati mafiosi. Molto impegnativo è divenuto il lavoro della magistratura nei confronti di queste situazioni ben enunciate nel corso della conversazione dai toni e dai contenuti sempre ricchi di significato. Poi la domanda di rito della moderatrice: il ruolo dei genitori in questa società complessa e ricca di distrazioni, di pericoli e di situazioni "border line". Essere genitori in questo momento storico e sociale è un atto eroico.
La presentazione è stata resa pregevole dalle letture della docente Maria Pia Lasorsa, componente dell'Associazione Semele che ha interpretato con raffinatezza alcuni brani del libro, conducendo il pubblico nei meandri del volume che consigliamo di leggere perché espressione di viva attualità. Al termine dell'incontro abbiamo chiesto all'autrice cosa deve trasmettere il suo libro ai lettori e quali riflessioni lei pensa possano scaturire. Ecco cosa ci ha risposto Mariatiziana Rutigliani. «Esiste sempre un'altra strada, esiste il riscatto, esiste la possibilità di cambiare vita. Donne e figli possono reagire. Mostrare che un'altra verità esiste; mostrare che anche quando sembra di essere leader si è solo pedine di un sistema più grande che alla fine distrugge: questo è lo scopo del mio libro. Vorrei che venga fuori questa riflessione», ha così concluso.