
Volley
Fipav Bari-Foggia, a Giovinazzo l'avvio del corso per allenatori nel ricordo di Michele Nacci
Dalla federazione: «Un esempio di gentilezza, sensibilità e passione da trasmettere alle nuove generazioni»
Giovinazzo - mercoledì 21 ottobre 2026
0.18
«Un esempio di gentilezza, sensibilità e passione da trasmettere alle nuove generazioni».
Così il Comitato delle province di Bari e Foggia della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) ha voluto ricordare anche via social Michele Nacci. Riferimento per le nuove generazioni, pioniere di uno sport inclusivo, pedagogo e formatore indimenticabile.
Michele Nacci non c'è più da poco meno di un mesetto, ma manca a tanti. Se ne sente parlare ancora negli ambienti sportivi, nelle scuole, in alcuni locali pubblici.
Il 18 ottobre scorso è stato dato al PalaPalmiotto di Giovinazzo al corso di Smart Coach, formazione di allenatori ed allenatrici, ma soprattutto "formazione di formatori" di giovani donne e giovani uomini.
«Ci sono persone che - ricordano dalla Fipav - , con il loro modo di essere, lasciano un segno profondo e diventano un punto di riferimento per tutti coloro che hanno il privilegio di incontrarle.
Uomo sensibile, di rara gentilezza, animato da uno spirito sempre giovane e capace di affrontare ogni situazione con equilibrio, senza mai cedere alla polemica, ha rappresentato e continua a rappresentare un esempio prezioso di umanità e di valori autentici.
È proprio a lui che il Comitato ha voluto dedicare l'avvio del Corso Smart Coach, affinché il suo modo di essere e i principi che lo contraddistinguono possano accompagnare il percorso di formazione dei futuri educatori e allenatori.
Perché - si legge ancora in una nota social - essere un buon allenatore non significa soltanto trasmettere competenze tecniche, ma soprattutto saper educare, ascoltare, accogliere e accompagnare i giovani nella loro crescita, dentro e fuori dal campo.
A tutte le società affiliate: condividiamo questa scelta come un segno di stima e riconoscenza, con l'auspicio che il suo esempio possa ispirare ogni futuro Smart Coach e ricordarci che, prima di formare atleti, siamo chiamati a formare persone. Perché i valori più belli dello sport vivono soprattutto nelle persone che sanno testimoniarli ogni giorno», è la conclusione pienamente condivisibile.
Così il Comitato delle province di Bari e Foggia della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) ha voluto ricordare anche via social Michele Nacci. Riferimento per le nuove generazioni, pioniere di uno sport inclusivo, pedagogo e formatore indimenticabile.
Michele Nacci non c'è più da poco meno di un mesetto, ma manca a tanti. Se ne sente parlare ancora negli ambienti sportivi, nelle scuole, in alcuni locali pubblici.
Il 18 ottobre scorso è stato dato al PalaPalmiotto di Giovinazzo al corso di Smart Coach, formazione di allenatori ed allenatrici, ma soprattutto "formazione di formatori" di giovani donne e giovani uomini.
«Ci sono persone che - ricordano dalla Fipav - , con il loro modo di essere, lasciano un segno profondo e diventano un punto di riferimento per tutti coloro che hanno il privilegio di incontrarle.
Uomo sensibile, di rara gentilezza, animato da uno spirito sempre giovane e capace di affrontare ogni situazione con equilibrio, senza mai cedere alla polemica, ha rappresentato e continua a rappresentare un esempio prezioso di umanità e di valori autentici.
È proprio a lui che il Comitato ha voluto dedicare l'avvio del Corso Smart Coach, affinché il suo modo di essere e i principi che lo contraddistinguono possano accompagnare il percorso di formazione dei futuri educatori e allenatori.
Perché - si legge ancora in una nota social - essere un buon allenatore non significa soltanto trasmettere competenze tecniche, ma soprattutto saper educare, ascoltare, accogliere e accompagnare i giovani nella loro crescita, dentro e fuori dal campo.
A tutte le società affiliate: condividiamo questa scelta come un segno di stima e riconoscenza, con l'auspicio che il suo esempio possa ispirare ogni futuro Smart Coach e ricordarci che, prima di formare atleti, siamo chiamati a formare persone. Perché i valori più belli dello sport vivono soprattutto nelle persone che sanno testimoniarli ogni giorno», è la conclusione pienamente condivisibile.



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