Giro d'Italia solo al centro-nord: Depalma polemizza con Cairo ed RCS

Dura presa di posizione del presidente della Federciclismo Puglia

giovedì 5 novembre 2026
A cura di Gianluca Battista
Lui non ha mai avuto un carattere diplomatico, tanto più se di mezzo c'è la difesa della sua gente, della sua terra.
Il mondo del ciclismo pugliese in queste ore è stato scosso dalla netta presa di posizione del presidente delle federazione regionale, Tommaso Depalma, che attraverso i canali social ho voluto esprimere il suo pesante giudizio sull'edizione 2027 del Giro d'Italia, una rassegna sempre più focalizzata sul centro-nord.

«Avevo risposto all'invito di RCS per essere a Roma alla presentazione del Giro d'Italia - ha spiegato l'ex sindaco di Giovinazzo -, ma avendo avuto riscontro del percorso la scorsa settimana, ho ritenuto non andarci. Questo Giro con "l'Italia non c'entra nulla". Sembra disegnato ai tempi dei Savoia prima della discesa di Garibaldi e dei Mille.
Trovo anche sgradevole - ha aggiunto Depalma - che il Governo, che mi risulta dia risorse al sig. Cairo, non pretenda di dire la sua e ricordarsi che le tasse le pagano anche i contribuenti del sud. L'ho detto da tempo: con l'arrivo di Cairo a capo di RCS, le richieste economiche sono diventate esose e la qualità del Giro sempre più scadente. Se lo tenesse stretto stretto. Noi al sSud ce la caveremo lo stesso», è la chiosa ironica ed amara allo stesso tempo.

Il percorso della Corsa Rosa numero 110 era stata svelata il 3 novembre scorso Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone a Roma. Ventuno tappe, dall'8 al 30 maggio 2027, con partenza da Trieste attraverso il confine sloveno, dove i ciclisti affronteranno anche la seconda frazione, ed arrivo a Roma, in una passerella che tutto il mondo invidia al Giro. Tutto però al centro-nord, con l'omaggio abruzzese a Michele Scarponi e diverse tappe appenniniche, mai sotto Napoli.

Depalma non le ha mandate a dire, come nel suo stile, ma questa volta il peso delle sue parole è notevole, da presidente della Federciclismo Puglia, un vero atto di ribellione a scelte che ritiene profondamente sbagliate.