Depalo e Rucci a Bitonto per portare al Prefetto le istanze degli olivicoltori

Giovedì l'incontro a Bari per difendere un comparto fondamentale per l'economia del Nord Barese

martedì 6 ottobre 2026
A cura di Gianluca Battista
La protesta degli olivicoltori lungo la strada provinciale 231, allo svincolo per Palombaio e Mariotto, andata in scena nella mattinata di lunedì 5 ottobre, ha visto coinvolti anche agricoltori giovinazzesi. Il caro carburante ma soprattutto l'invasioni di olio tunisino sugli scaffali dei supermercati e della grande distribuzione, nonché le enormi giacenze di olio destinato al mercato interno sono state le ragioni di una protesta di oltre 300 imprenditor agricoli provenienti da Terlizzi, Bitonto, Ruvo e Giovinazzo.

Ieri pomeriggio incontro tra una loro delegazione e gli amministratori di alcuni comuni del segmento d'Italia che produce la fetta più consistente di olio extravergine d'oliva in Italia. Nella Sala degli Specchi di Palazzo Gentile, a Bitonto, presenti anche il vicesindaco Gaetano Depalo e l'assessore Savino Alberto Rucci.

Il risultato è stato un documento con alcune richieste specifiche da portare al Prefetto di Bari, Rosanna Riflesso, giovedì 8 ottobre in un tavolo che dovrà portare risultati e prese di coscienza da parte della rappresentante del Governo in Terra di Bari.
Tutte le istanze su contrasto alla contraffazione, caro carburante e stop all'invasione di olii di pessima qualità dal Nord Africa sono state recepite dagli amministratori e saranno presentati in Prefettura. A capo della delegazione di amministratori ci sarà il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci.

Il sacrificio, il grande lavoro degli agricoltori locali e l'enorme qualità del prodotto finito bitontino, giovinazzese, terlizzese, ruvese e coratino non può essere messo in discussione. Per questo motivo il contrasto a quanto l'Unione Europea ha reso possibile diventa terreno di battaglia in queste giornate. Se non arriveranno risposte in tempi brevi, a livello nazionale e regionale, gli olivicoltori del Nord Barese sono pronti a nuove, pacifiche ma più forti manifestazioni di protesta. Col futuro di quelle famiglie non si può più giocare.