Così la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli vedrà nuova luce
Presentato l'articolato progetto di restauro dello scrigno artistico del centro storico
domenica 25 ottobre 2026
La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, una piccola chiesa nel cuore del centro storico, su via Cattedrale, chiesa cara ai giovinazzesi, legata da secoli ai marinai e alla loro devozione per la Madonna di Costantinopoli, si prepara a tornare a nuova vita. Nella serata di venerdì 23 ottobre, all'interno della stessa chiesa, si è svolto l'incontro aperto alla cittadinanza "Va', ripara la mia casa", titolo che è stato scelto per porgere omaggio al centenario francescano, per presentare alla comunità la conclusione della prima fase dei lavori di risanamento conservativo. L'iniziativa, promossa dalla Confraternita di Santa Maria di Costantinopoli in collaborazione con il Museo Diocesano e col progetto Tesori d'Arte Sacra, che gode del patrocinio del Comune di Giovinazzo e della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, rientra nel più ampio progetto di recupero, tutela e valorizzazione denominato "Abbi cura di me". Si tratta di una prima tappa fondamentale di un percorso più lungo, finalizzato alla messa in sicurezza, alla tutela e alla valorizzazione di uno degli edifici di culto più antichi e simbolici della città. La raccolta fondi e le attività per le prossime fasi del restauro proseguiranno nei mesi a venire.
Gli interventi degli ospiti
L'incontro è stato introdotto e moderato da Nunzia Stufano, referente di Tesori d'Arte Sacra. Grazie ai suoi opportuni interventi e spunti di riflessione gli ospiti intervenuti hanno potuto proporre osservazioni e considerazioni atte ad aprire a ventaglio il contenuto della serata interessante dal punto di vista storico, artistico e religioso.
Mons. Domenico Basile - Vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi
"Ho apprezzato il titolo evocativo assegnato all'incontro. La Chiesa Santa Maria di Costantinopoli rimarrà impressa nella mia memoria perché ho fatto un sopralluogo sulla terrazza nel corso di svolgimento dei lavori. Bello presentare gli interventi avvenuti dai quali emergerà ancor più la bellezza, un nuovo splendore che offrirà un contributo fondamentale alla chiesa che riunisce le persone. La bellezza è colma anche di fede che abbiamo l'impegno di trasmettere per il bene della comunità e per diffondere il Vangelo. La Chiesa è una casa fatta di persone, di umanità, di volti nei quali riconoscere il valore stesso di Cristo. "
Michele Sollecito, Sindaco di Giovinazzo
"Una delle chiese che racchiude tante bellezze oltre ad un patrimonio statuario di pregio storico-artistico. La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli sta programmando interventi necessari grazie anche al contributo dell'otto per mille; piano piano sarà programmato il prosieguo degli interventi. È giusto rendere merito e onore a chi si è sempre dedicato e speso per la vita confraternale e della comunità della Chiesa di Costantinopoli e a questo punto esprimo il mio plauso alla Confraternita, guidata dal priore Carmine Palermo, che si impegna con i confratelli a porre attenzione alla vita dell'antica chiesa. Il Loro impegno è da valorizzare. Io seguo un po' tutto il percorso che le confraternite svolgono sul territorio per il bene delle chiese e mi rendo conto che tutti si impegnano con dedizione. Ognuno di noi si è affidato con fede a quello che si poteva fare per rendere più bello un gioiello che la chiesa di S. Maria di Costantinopoli rappresenta per la comunità cittadina. "
Carmine Palermo, Priore della Confraternita di Costantinopoli
"Siamo una piccola confraternita che, unitamente all'associazione femminile Santi Medici, si è chiesta: cosa possiamo fare? La chiesa ha necessità che vengano fatti interventi di restauro ed è molto importante per noi parlarne in modo più ampio in incontri come quello organizzato stasera. Il restauro dell'altare maggiore, l'arcata in pietra in cui sono racchiuse le statue dei Santi Medici, l'intervento sul cornicione interno, sono solo alcuni dei punti su cui soffermo l'attenzione anche perché ne parlerà nello specifico l'architetta Sara Spadavecchia. Abbiamo bisogno del contributo di tutti e vi ringraziamo tanto per tutto quello che avete fatto e che farete nei prossimi mesi. Tutto quello che è stato messo da parte per molti anni ci ha permesso di vivere un momento importante colmo di bellezza e fede. Abbiamo ancora interventi di restauro da programmare e impegnandoci tutti riusciremo a portarli a termine."
Francesco De Nicolo, storico dell'arte
Lo storico dell'arte Francesco De Nicolo ha mirato, nel suo intervento, ad illustrare, attraverso una panoramica accurata, storia e arte preziosa presenti nella Chiesa S. Maria di Costantinopoli.
"Nata nel 1528 come chiesa di San Rocco e dedicata dal 1598 alla Madonna di Costantinopoli, protettrice dei marinai giovinazzesi che commerciavano con l'Oriente, la chiesa del XVI secolo custodisce al suo interno opere di pregio storico-artistico, tra cui una tavola della Madonna di Costantinopoli, la Vergine Odigitria venerata come protettrice dei naviganti e un dipinto di San Michele attribuito al pittore giovinazzese Carlo Rosa. Una citazione merita il pittore Saverio De Musso che aprì a Giovinazzo una bottega pittorica pari ad una scuola in cui venivano istruiti all'arte i trovatelli. In questa chiesa c'è il dipinto, risalente all'anno 1721 che raffigura Sant' Antonio Abate con San Leonardo e San Donato. Lo scultore molfettese Vito Fornari è l'autore delle statue dei Santi Medici realizzate in cartapesta. Anche la statua, di San Rocco, cui è stata intitolata inizialmente la chiesa, è stata attribuita a Vito Fornari. Si può annunciare che questo simulacro polimaterico, sarà oggetto di un intervento di restauro conservativo in quanto è uno dei tesori di arte sacra che vede la chiesa tra le bellezze antiche da ammirare nella sua interezza. "
Sara Spadavecchia, architetta e direttrice dei lavori
Grazie all'architetta Sara Spadavecchia, direttrice dei lavori, è stato possibile riaffermare il valore di un patrimonio che è memoria, fede e identità per Giovinazzo. Prendersene cura significa prendersi cura di storia, cultura e tradizioni legate alla nostra comunità. L'aspetto tecnico dei lavori di restauro nelle sue parole ci ha fornito dettagliate informazioni circa la prima fase dei lavori che ha riguardato interventi urgenti di messa in sicurezza, risanamento dall'umidità e consolidamento conservativo, propedeutici alle successive fasi di restauro integrale dell'edificio.
"Il progetto di restauro della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli rappresenta un intervento che va oltre la semplice conservazione materiale del bene, interpretando il restauro come un atto di cura volto a preservare identità, memoria e valore spirituale del monumento. Il percorso ha preso avvio nel 2017 quando, durante il restauro dell'altare dei Santi Medici, sono emerse antiche decorazioni murali che hanno aperto nuove prospettive di ricerca sulla storia della chiesa. Successive indagini stratigrafiche, rilievi diagnostici e monitoraggi strutturali hanno consentito di approfondire la conoscenza dell'edificio e di valutare le criticità presenti, in particolare le lesioni della facciata principale. Le verifiche effettuate, comprese le indagini georadar, hanno escluso fenomeni di dissesto in evoluzione, confermando una situazione sostanzialmente stabile. Il progetto ha quindi individuato come priorità la messa in sicurezza delle parti più vulnerabili della struttura e l'eliminazione delle infiltrazioni d'acqua che minacciavano murature, intonaci e apparati decorativi. In quest'ottica è stato realizzato un importante intervento di recupero del lastrico solare, con opere di pulitura, consolidamento, ripristino dei giunti e applicazione di trattamenti protettivi specifici per la conservazione della pietra. Completata questa prima fase, il programma prevede il consolidamento del torrino scala, del campanile e della facciata principale, oltre al restauro degli elementi decorativi e delle murature esterne. L'obiettivo finale è restituire alla comunità un luogo sicuro, pienamente fruibile e capace di continuare a svolgere il proprio ruolo culturale, storico e religioso nel cuore della città di Giovinazzo.".
Gli interventi degli ospiti
L'incontro è stato introdotto e moderato da Nunzia Stufano, referente di Tesori d'Arte Sacra. Grazie ai suoi opportuni interventi e spunti di riflessione gli ospiti intervenuti hanno potuto proporre osservazioni e considerazioni atte ad aprire a ventaglio il contenuto della serata interessante dal punto di vista storico, artistico e religioso.
Mons. Domenico Basile - Vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi
"Ho apprezzato il titolo evocativo assegnato all'incontro. La Chiesa Santa Maria di Costantinopoli rimarrà impressa nella mia memoria perché ho fatto un sopralluogo sulla terrazza nel corso di svolgimento dei lavori. Bello presentare gli interventi avvenuti dai quali emergerà ancor più la bellezza, un nuovo splendore che offrirà un contributo fondamentale alla chiesa che riunisce le persone. La bellezza è colma anche di fede che abbiamo l'impegno di trasmettere per il bene della comunità e per diffondere il Vangelo. La Chiesa è una casa fatta di persone, di umanità, di volti nei quali riconoscere il valore stesso di Cristo. "
Michele Sollecito, Sindaco di Giovinazzo
"Una delle chiese che racchiude tante bellezze oltre ad un patrimonio statuario di pregio storico-artistico. La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli sta programmando interventi necessari grazie anche al contributo dell'otto per mille; piano piano sarà programmato il prosieguo degli interventi. È giusto rendere merito e onore a chi si è sempre dedicato e speso per la vita confraternale e della comunità della Chiesa di Costantinopoli e a questo punto esprimo il mio plauso alla Confraternita, guidata dal priore Carmine Palermo, che si impegna con i confratelli a porre attenzione alla vita dell'antica chiesa. Il Loro impegno è da valorizzare. Io seguo un po' tutto il percorso che le confraternite svolgono sul territorio per il bene delle chiese e mi rendo conto che tutti si impegnano con dedizione. Ognuno di noi si è affidato con fede a quello che si poteva fare per rendere più bello un gioiello che la chiesa di S. Maria di Costantinopoli rappresenta per la comunità cittadina. "
Carmine Palermo, Priore della Confraternita di Costantinopoli
"Siamo una piccola confraternita che, unitamente all'associazione femminile Santi Medici, si è chiesta: cosa possiamo fare? La chiesa ha necessità che vengano fatti interventi di restauro ed è molto importante per noi parlarne in modo più ampio in incontri come quello organizzato stasera. Il restauro dell'altare maggiore, l'arcata in pietra in cui sono racchiuse le statue dei Santi Medici, l'intervento sul cornicione interno, sono solo alcuni dei punti su cui soffermo l'attenzione anche perché ne parlerà nello specifico l'architetta Sara Spadavecchia. Abbiamo bisogno del contributo di tutti e vi ringraziamo tanto per tutto quello che avete fatto e che farete nei prossimi mesi. Tutto quello che è stato messo da parte per molti anni ci ha permesso di vivere un momento importante colmo di bellezza e fede. Abbiamo ancora interventi di restauro da programmare e impegnandoci tutti riusciremo a portarli a termine."
Francesco De Nicolo, storico dell'arte
Lo storico dell'arte Francesco De Nicolo ha mirato, nel suo intervento, ad illustrare, attraverso una panoramica accurata, storia e arte preziosa presenti nella Chiesa S. Maria di Costantinopoli.
"Nata nel 1528 come chiesa di San Rocco e dedicata dal 1598 alla Madonna di Costantinopoli, protettrice dei marinai giovinazzesi che commerciavano con l'Oriente, la chiesa del XVI secolo custodisce al suo interno opere di pregio storico-artistico, tra cui una tavola della Madonna di Costantinopoli, la Vergine Odigitria venerata come protettrice dei naviganti e un dipinto di San Michele attribuito al pittore giovinazzese Carlo Rosa. Una citazione merita il pittore Saverio De Musso che aprì a Giovinazzo una bottega pittorica pari ad una scuola in cui venivano istruiti all'arte i trovatelli. In questa chiesa c'è il dipinto, risalente all'anno 1721 che raffigura Sant' Antonio Abate con San Leonardo e San Donato. Lo scultore molfettese Vito Fornari è l'autore delle statue dei Santi Medici realizzate in cartapesta. Anche la statua, di San Rocco, cui è stata intitolata inizialmente la chiesa, è stata attribuita a Vito Fornari. Si può annunciare che questo simulacro polimaterico, sarà oggetto di un intervento di restauro conservativo in quanto è uno dei tesori di arte sacra che vede la chiesa tra le bellezze antiche da ammirare nella sua interezza. "
Sara Spadavecchia, architetta e direttrice dei lavori
Grazie all'architetta Sara Spadavecchia, direttrice dei lavori, è stato possibile riaffermare il valore di un patrimonio che è memoria, fede e identità per Giovinazzo. Prendersene cura significa prendersi cura di storia, cultura e tradizioni legate alla nostra comunità. L'aspetto tecnico dei lavori di restauro nelle sue parole ci ha fornito dettagliate informazioni circa la prima fase dei lavori che ha riguardato interventi urgenti di messa in sicurezza, risanamento dall'umidità e consolidamento conservativo, propedeutici alle successive fasi di restauro integrale dell'edificio.
"Il progetto di restauro della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli rappresenta un intervento che va oltre la semplice conservazione materiale del bene, interpretando il restauro come un atto di cura volto a preservare identità, memoria e valore spirituale del monumento. Il percorso ha preso avvio nel 2017 quando, durante il restauro dell'altare dei Santi Medici, sono emerse antiche decorazioni murali che hanno aperto nuove prospettive di ricerca sulla storia della chiesa. Successive indagini stratigrafiche, rilievi diagnostici e monitoraggi strutturali hanno consentito di approfondire la conoscenza dell'edificio e di valutare le criticità presenti, in particolare le lesioni della facciata principale. Le verifiche effettuate, comprese le indagini georadar, hanno escluso fenomeni di dissesto in evoluzione, confermando una situazione sostanzialmente stabile. Il progetto ha quindi individuato come priorità la messa in sicurezza delle parti più vulnerabili della struttura e l'eliminazione delle infiltrazioni d'acqua che minacciavano murature, intonaci e apparati decorativi. In quest'ottica è stato realizzato un importante intervento di recupero del lastrico solare, con opere di pulitura, consolidamento, ripristino dei giunti e applicazione di trattamenti protettivi specifici per la conservazione della pietra. Completata questa prima fase, il programma prevede il consolidamento del torrino scala, del campanile e della facciata principale, oltre al restauro degli elementi decorativi e delle murature esterne. L'obiettivo finale è restituire alla comunità un luogo sicuro, pienamente fruibile e capace di continuare a svolgere il proprio ruolo culturale, storico e religioso nel cuore della città di Giovinazzo.".